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L’Aquila, l’unica Porta Santa al mondo dopo Roma: la settimana della “Perdonanza” ne celebra la memoria ogni anno

Pochi sanno che al mondo non esiste una sola Porta Santa, quella di Roma. Ma due. La seconda si trova sulla facciata laterale della Basilica di Santa Maria di Collemaggio dell’Aquila che, il 29 agosto di ogni anno, viene aperta ai pellegrini affinché ne possano varcare la soglia e ricevere il perdono.

La storia e la leggenda raccontano due fatti un po’ diversi, ma in entrambi campeggia la figura di Celestino V, lo stesso “del gran Perdono” di Dante, che, incoronato Papa all’Aquila il 29 agosto del 1294, con propria Bolla concesse il dono dell’indulgenza a tutti quanti fossero entrati pentiti e confessati nella Basilica da lui fondata.

La leggenda, invece, vuole che Pietro da Morrone, il Frate di Sulmona divenuto Papa, in una notte che trascorse all’Aquila nel 1275 ebbe in sogno la Vergine Maria che gli comandò di erigere una Basilica sul Colle di Maggio. La costruzione fu lunga e difficile, ma il 25 agosto del 1288 la Chiesa fu consacrata.

Ma chi fu Papa Celestino V e quale la sua storia?

Era il 5 luglio 1294 quando il benedettino Pietro Anglerio – eremita sul Monte Morrone (presso Sulmona, paese poco distante il capoluogo abruzzese) e fondatore di una nuova umile congregazione religiosa, passata alla storia come “dei Celestini” – ricevette l’ordine dai Cardinali di accettare la carica di Papa. Il 29 agosto fu condotto all’Aquila, dove entrò a cavallo di un asinello (fatto che già la diceva lunga sulla sua personalità) e incoronato Papa col nome di Celestino V.

Ebbene, nel suo breve pontificato era riusciuto ad ottenere da Carlo II D’Angiò, sovrano di Napoli, la revoca dei provvedimenti punitivi che erano stati inflitti alla Citta’ per i numerosi tentativi di indipendenza e, per commemorare il giubilo del fatto, il 29 settembre del 1294 emanò la Bolla del Perdono, con la quale avrebbe concesso l’indulgenza plenaria a tutti i fedeli pentiti e confessati che dai vespri del 28 ai vespri del 29 agosto fossero entrati nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Il fatto non è di poco conto se si pone mente a quanto l’ambiente religioso fosse inquinato dall’influenza del potere e del denaro – si pensi solo alla scandalosa vendita delle indulgenze – e al messaggio di uguaglianza che veniva trasmesso: ufficialmente si riconosceva che gli uomini erano tutti uguali, senza distinzione di classe sociale! Un fatto decisamente sovversivo.

Poco tempo dopo, vittima dei giochi di potere, fu costretto ad abdicare a favore del ben più noto Bonifacio VIII, che lo imprigionò a Fiumone fino al 12 maggio 1296, giorno della morte. Qualche anno e, nel 1313, fu canonizzato.

Anche le sue spoglie non ebbero un destino più facile: nel 1327 furono accolte in Santa Maria di Collemaggio, nel 1528 trafugate dalle truppe del Principe D’Orange con tutta la cassa in argento cesellato di scuola sulmonese; nel 1799 asportate ad opera dei francesi insieme all’urna settecentesca; nell’’800 furono ricondotte finalmente in Città, dove ancora riposano in un’urna di cristallo e argento eseguita dai uno dei padri orafi aquilani, Luigi Cardilli, famiglia ancora oggi depositaria della raffinata cultura di lavorazione artigianale.

La pergamena originale contenente la Bolla del Perdono emanata da San Pietro Celestino è ancora oggi conservata all’Aquila presso il Palazzo Civico, ed è nota con il termine Perdonanza, oggetto dell’omonima manifestazione che tutti gli anni, nell’ultima settimana di agosto, anima la città con una moltitudine di eventi culturali e religiosi di elevato rilievo. 

La Perdonanza si svolge nella settimana precedente il 29 agosto: il 23 viene acceso il fuoco della pace presso l’eremo che ospitò il Santo sul Morrone, e con la Fiaccola del Fuoco di Celestino i Tedofori provvedono all’accensione del Tripode sulla Torre Civica dell’Aquila; si prosegue con eventi culturali di ogni genere fino al 28, giorno in cui un Corteo di 1000 figuranti in abiti medievali, guidato da una Dama che conduce la Bolla del Perdono, prende le mosse dal Palazzo del Comune fino alla Basilica di Collemaggio. Qui ha luogo il rito dell’apertura della Porta Santa, vengono eseguite le messe e le diverse ritualità religiose, si procede all’esposizione della Bolla con veglia notturna e, dopo la chiusura della Porta operata dal Vescovo la sera del 29, la Bolla con un nuovo corteo viene ricondotta nell’archivio comunale. Il Corteo, particolarmente rappresentativo per la città perché reca i gonfaloni dei castelli (99 secondo la tradizione) che la fondarono nel 1254, è molto suggestivo, carico di effetti scenografici di grande impatto che nell’oscurità delle strade cittadine creano un enorme pathos, oltre qualunque convincimento personale.

 

L’Aquila economica

L’Aquila ha 72.420 abitanti, è capoluogo dell’omonima provincia e della regione Abruzzo.

Negli ultimi cinquant’anni ha vissuto un cambiamento radicale passando da un’economia agricola ad una industriale, oggi fonda la sua economia soprattutto sul terziario, il commercio e il turismo.

Ha tre nuclei industriali con 292 imprese artigianali e industriali. La presenza totale delle attività economiche conta circa 26mila imprese, di cui 2.700 del settore industriale-manifatturiero, 300 sono quelle associate a Confindustria L’Aquila e i settori merceologici sui quali insistono sono: alimentare, carta/grafico/editoriale, chimica/farmaceutica, edilizia e materiali da costruzione, elettronica, gomma/plastica/vetro, informatica, legno e mobilio, metalmeccanico, terziario, tessile e abbigliamento, turistico alberghiero.

Costituita il 21 Aprile 1945, Confindustria L’Aquila è sede di tradizionale ed istituzionale rappresentanza dell’imprenditoria della provincia. Oltre sessanta anni di presenza costante e attiva al fianco delle Aziende, con un ruolo da protagonista nella crescita dell’economia provinciale. Nel corso degli anni Confindustria L’Aquila è diventata un punto di riferimento prezioso per tutti gli Imprenditori. Ha dato voce alle loro esigenze ed ha avuto una parte significativa nel rappresentare le ragioni delle Imprese diventando un interlocutore assiduo e consapevole dei pubblici poteri.

Confindustria L’Aquila è una delle 4 Associazioni Territoriali dell’Abruzzo, si trova nel Nucleo Industriale di Pile, il Presidente è Sergio Galbiati, il Direttore è Antonio Cappelli.

 

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