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L’Aquila, Pingue: proteggiamo il territorio

La firma del Protocollo è la conferma della nostra ferma determinazione a combattere una battaglia che non è solo morale o etica, ma è anzitutto una battaglia per lo sviluppo economico e in difesa delle imprese del nostro territorio.

Fabio Spinosa Pingue, presidente di Confindustria L’Aquila, ha fatto dei valori della legalità e della trasparenza un tema portante del suo mandato.

I costi dell’illegalità, in termini di concorrenza sleale, rischiano di soffocare qualunque economia. Figuriamoci la nostra, in una contingenza poco favorevole come quella che stiamo vivendo. Come Confindustria abbiamo il dovere di reagire, tenendo alta la sorveglianza, sanzionando chi non rispetta la legge e invece premiando quanti, anche faticosamente e a prezzo di sacrifici personali, fanno impresa rispettando le leggi del nostro paese e i valori comuni. E sono molti, la maggioranza delle aziende. Piccoli e medi imprenditori che costituiscono una risorsa per i territori in cui vivono. Noi vogliamo proteggerli e con loro salvaguardare la parte sana dell’economia di questo paese. Per questo domani andiamo a firmare un accordo col Prefetto.

E’ in atto oggi in Italia un’offensiva dello Stato contro i reati c.d. economici, dall’evasione alla corruzione.

Perché finalmente gli esiti disastrosi della criminalità economica sono sotto gli occhi di tutti. Ovviamente, non sfugge a nessuno che il tema è complesso, che abbiamo in Italia un problema diffuso di mentalità, quella che un tempo venne definita la “questione morale”, che non riguarda solo la classe politica (né tantomeno solo gli imprenditori). Ma non è il nostro ruolo dare lezioni di moralità. Siamo un’associazione di categoria e come tale difendiamo i legittimi interessi dei nostri associati, che sono i primi danneggiati dall’illegalità diffusa. Per questo siamo pronti a metterci in discussione per primi, firmando questo protocollo che ribadisce il nostro impegno al rispetto della legge, ma che va oltre, proponendosi di affiancare le istituzioni nella difficile lotta in atto.

Quali saranno gli strumenti con cui il protocollo si propone di combattere questa battaglia?

Nell’immediato, oltre a proseguire nell’opera di diffusione dei valori di cui stiamo parlando presso i nostri soci e nel territorio, ci impegniamo ad applicare sanzioni nei confronti di chi attua comportamenti illeciti nell’esercizio della sua attività imprenditoriale. Pensiamo all’espulsione, ma stiamo anche valutando l’ipotesi di arrivare a costituirci di parte civile contro iscritti che si macchiassero di reati di concussione o corruzione.

Il tema appare particolarmente rilevante e attuale per L’Aquila.

E’ chiaro che il grande flusso di investimenti legati alla ricostruzione attira su di noi gli appetiti dei peggiori speculatori. Ne abbiamo già avuto tristi assaggi e ora dobbiamo essere consapevoli e attrezzarci contro chi vede il nostro territorio soltanto come un luogo da saccheggiare. Sta a noi non farci trattare come una preda da spoliare. Ci attendono anni duri ma anche stimolanti, che possono rilanciare L’Aquila o ridurla definitivamente alla graziosa illustrazione di un capitolo dei libri di storia. Noi, insieme alle altre associazioni di categoria, alle istituzioni e a tutti i cittadini aquilani che hanno a cuore il loro territorio, possiamo e dobbiamo fare la differenza. Come? Dando – tutti insieme – un segnale netto e deciso: tolleranza zero contro l’illegalità e grande investimento ideale e concreto sulla legalità come “infrastruttura immateriale” indispensabile per la costruzione di un territorio competitivo. La legalità deve diventare il nostro marchio di qualità. Solo così possiamo difendere le nostre aziende e quindi il nostro benessere. Chiunque proponga scorciatoie o soluzioni “alternative” vi sta mentendo. E probabilmente mente anche a se stesso. Un mercato “drogato” non fa crescere nessuno, ma impoverisce tutti.

 

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