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L’Aquila. Legalità e contrasto al terrorismo: firmato protocollo con la direzione nazionale antimafia

Un protocollo per il dialogo tra la procura distrettuale antimafia abruzzese, la procura generale e gli uffici giudiziari sul territorio con la direzione nazionale antimafia sul tema del contrasto al terrorismo, anche e soprattutto in vista del Giubileo straordinario proclamato da Papa Francesco, nel quale L’Aquila potrebbe essere presa di mira come ‘periferia’ di Roma da parte di cellule terroristiche. E’ quello che e’ stato firmato questa mattina nel capoluogo abruzzese alla presenza del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Franco Roberti. “Per la prevenzione del terrorismo e’ fondamentale il coordinamento tra uffici perche’ non sappiamo dove si vadano a collocare le cellule – ha detto Roberti – Questo distretto e’ particolarmente attento e motivato e ha raccolto le indicazioni, L’Aquila e’ un distretto modello e mi fa molto piacere”. Il procuratore ha fatto notare che “il protocollo vive se viene fatto vivere nella prassi quotidiana, altrimenti finisce chiuso in un cassetto. Da oggi si potra’ instaurare una prassi virtuosa del coordinamento tra uffici nel contrasto al terrorismo”.

Il procuratore antimafia dell’Aquila, che ha competenza sull’Abruzzo, Fausto Cardella, ha ricordato che “la procura distrettuale e’ stata inserita in maniera estemporanea dall’ordinamento e ora va cercando spazi e funzionalita’, non e’ sempre facilissimo. Occorre molta disponibilita’ da parte di tutti – ha detto – qui in Abruzzo mi trovo in una condizione ideale”. Per l’avvocato generale della procura generale, Romolo Como, “il fenomeno del terrorismo non va sottovalutato, nel nostro distretto non ha dato segnali eclatanti ma le infiltrazioni coperte e diffuse sono particolarmente pericolose perche’ potrebbero trovare appoggio nelle periferie delle grandi citta’ quali noi siamo. L’accordo – ha concluso – servira’ a coordinare in anticipo i sistemi di monitoraggio invece di corrergli dietro”. Per il sostituto procuratore della Dna, Antonio Laudati, “il protocollo e’ il completamento di un mosaico, dopo il collegamento tra procure ordinarie e distrettuali sui reati ‘spia’ della criminalita’ organizzata, quelli sul territorio come estorsioni, danneggiamenti, usura, riciclaggio, e dopo l’altro sulle misure di prevenzione”. “In questa regione – ha aggiunto – sono due i reati di interesse: il traffico di rifiuti tossici provenienti da altre regioni e le infiltrazioni negli appalti, reati contro la pubblica amministrazione e reinvestimenti”. “Avendo dovuto affrontare un’emergenza straordinaria come il terremoto, dall’Aquila la criminalita’ organizzata trae vantaggio – ha precisato ancora – Nel contrasto ai reati sugli appalti la sinergia sta funzionando benissimo”. Secondo il magistrato, “L’Aquila ha un problema rispetto al focus del Giubileo, la distrettuale ha svolto un monitoraggio molto importante insieme alle procure sul territorio, diciamo che ci sta dando molto lavoro sulle banche dati e anche qui contiamo ci siano risultati importanti”. Per il procuratore della Repubblica di Teramo, Antonio Guerriero, “L’Abruzzo non e’ immune dal fenomeno del terrorismo eversivo, stiamo per celebrare a Teramo un importante processo a un gruppo che occupo’ un supermercato. Riguardano estrema destra, sinistra e anche anarco-insurrezionalista, non ci facciamo mancare niente”.

SULLA RICOSTRUZIONE
“Le indagini sono sempre in corso, chiaramente non se ne puo’ parlare fino a quando non se ne vedranno i risultati”. Cosi’ il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, a margine di un evento all’Aquila presso la sede della Corte d’Appello, rispondendo alla domanda di nuove indagini sulle infiltrazioni mafiose nella ricostruzione post-terremoto del 6 aprile 2009. Sul tribunale ricostruito accanto alla Corte Roberti ha detto che “qui ci sono strutture giudiziarie nuove che sosteniamo con grande forza e convinzione perche’ il lavoro dei colleghi aquilani e’ eccellente, in una situazione di grande difficolta’ e quindi siamo vicini sempre ai magistrati di questo distretto”. “La giornata di oggi, come quella che l’ha preceduta molto tempo fa, serve a rafforzare questo vincolo e, soprattutto, a promuovere le buone prassi nella gestione degli uffici giudiziari che sono importanti quanto le norme”, ha concluso il magistrato a capo della Dna.

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