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L’Aquila. Lavoratori Coop Centro Italia, chiesta riapertura trattative con Comune

“Riaprire subito il tavolo di trattative con il Comune dell’Aquila per cercare una soluzione immediata e definitiva alla vertenza dei lavoratori della Coop Centro Italia“. A sollecitare una riunione con il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e i vertici della Coop Centro Italia, e’ il segretario Cisl della Provincia dell’Aquila, Paolo Sangermano, dopo la manifestazione inscenata dai lavoratori, che l’11 ottobre scorso sono scesi in piazza per far sentire la loro voce. “La Coop, dopo il sisma del 2009″, sottolinea Sangermano, “ha inaugurato un nuovo punto vendita a Bazzano ed e’ intenzionata ad aprire un altro supermercato in citta’, con un investimento di 10 milioni di euro. L’azienda e’ alla ricerca di un sito valido, da utilizzare per allestire il nuovo punto vendita, in quanto sullo stabile del Torrione e’ in atto un contenzioso con la proprieta’, che ha richiesto lo sfratto esecutivo”. Lo sfratto e’ stato sospeso, per il momento, dal Tribunale dell’Aquila, ma la vertenza e’ ancora aperta. “I lavoratori, che dopo il sisma sono stati posti in cassa integrazione“, spiega Sangermano, “stanno usufruendo adesso del regime dei contratti di solidarieta’, con l’applicazione del part-time. La Coop ha ipotizzato un nuovo insediamento in un immobile in zona Amiternum, ma resta la difficolta’ delle autorizzazioni del Comune per il cambio di destinazione d’uso dell’immobile, che e’ solo in parte commerciale. Si pone un secondo ordine di problema: la Coop, in passato, ha chiaramente detto che non e’ in grado di sostenere i costi di gestione con un solo supermercato attivo . L’intenzione dell’azienda e’ quella di potenziare la presenza sul territorio, con un nuovo punto vendita che garantisca la ricollocazione di tutte le maestranze e il mantenimento della presenza della Coop. Invitiamo il Comune a convocare subito un tavolo di confronto per verificare le possibilita’ di apertura del nuovo supermercato, modificando la destinazione d’uso dello stabile di Amiternum o trovando soluzioni alternative per tutelare le maestranze ed evitare la perdita di altri 80 posti di lavoro, in una citta’ fortemente colpita da una costante emorragia occupazionale”.

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