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L’Aquila, incontro in provincia per Technolabs: lavoratori appesi a un filo

All’incontro in Provincia di stamattina nulla di fatto. L’azienda non ritira i licenziamenti e alza il muro della trattativa

 Sembra già deciso il destino dei 43 ricercatrici e ricercatori della Technolabs. Le procedure di attivazione della mobilità dovrebbero scattare il prossimo 29 gennaio, all’indomani del tavolo informale convocato al Ministero del Lavoro su sollecitazione delle organizzazioni sindacali.

 Nell’incontro di questa mattina in Provincia, le Rsu e l’Assessore alle Politiche del Lavoro Claudio Tonelli hanno chiesto una proroga di almeno dieci giorni, con la speranza che qualche risposta possa arrivare dal tavolo ministeriale. L’azienda ha però negato qualsiasi tipo di apertura. Ci si rivedrà il pomeriggio del 29 gennaio, quando il destino dei lavoratori sarà con tutta probabilità già deciso.

 Intecs Spa, che nel settembre 2011 ha rilevato Technolabs, non intende fare passi indietro: lunedi, finita la cassa integrazione in vigore, era previsto il rientro di tutti i lavoratori in organico, ma l’azienda ha messo in “ferie forzate” i ricercatori che, di fatto, intende licenziare con una comunicazione via e-mail. Una procedura inusuale e fortemente contestata dalle Rsu e dai sindacati che hanno risposto con la proclamazione dell’assemblea permanente. La speranza, ora, è di ottenere l’impegno del governo per evitare i licenziamenti. Una vera e propria corsa contro il tempo. Il timore è che questo sia solo il primo passo della Intecs per indebolire il sito aquilano, che per numero è ancora il più grande laboratorio di ricerca del Centro-Sud. Tagliare un terzo dell’organico, per molti, nasconderebbe la volontà di smantellare lo stabilimento.E d’altra parte, nonostante le promesse, l’azienda ha fatto subito ricorso, a qualche mese dall’acquisizione di Technolabs, alla cassa integrazione per poi procedere agli esuberi senza alcuna concertazione con le parti sociali. Nessuna commessa è arrivata negli ultimi dodici mesi e di licenziamenti si parla solo nel polo aquilano, non negli altri stabilimenti Intecs a Roma, Cagliari, Napoli, Milano e Torino.

 Stamane, lo sguardo preoccupato del segretario provinciale Fiom Alfredo Fegatelli lasciava intendere più di mille parole. Così come il silenzio assordante della “stanza delle vertenze” in alcuni delicati momenti dell’incontro. E’ chiara la volontà dell’azienda di licenziare; a dimostrarlo l’assenza della dirigenza, che ha inviato al tavolo con le parti sociali e le istituzioni un quadro intermedio, la responsabile del personale, costretta a lunghe telefonate con i suoi superiori per poi rispondere sempre “no” alle richiesta di proroga delle procedure di mobilità. La percezione è di una partita a poker nella quale in palio c’è il lavoro e il destino di decine di persone.

Domandarsi il motivo per cui aziende come Intecs decidano di investire nel nostro territorio per poi lasciare a casa i lavoratori, a questo punto, non è solo lecito ma necessario. Soprattutto da parte delle istituzioni locali.

Da Newstown

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