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L’Aquila: “il Commissario cambi atteggiamento”

Morgante, sui 17 punti portato a termine lavoro eccellente

In questi giorni di riposo dedicato alla Pasqua e alle famiglie, ho di nuovo letto dichiarazioni a dir poco irragionevoli del Commissario alla ricostruzione Chiodi

 

in cui sembra non voler tener conto in nessuna maniera del chiaro messaggio indirizzato soprattutto al suo modello di ricostruzione che non va, fatto arrivare con un voto chiaro e limpido dal Consiglio Comunale che ha deciso di non avvalersi del capo della STM Fontana.
Dispiace e comincia anche a creare risentimenti giustificati, un Commissario che non comprende che quel voto aveva il significato di una città delusa da Chiodi, che si  vuole riappropriare del suo futuro.
Proprio all’indomani del rigetto completo di tutti i 17 punti che, con spirito collaborativo, gli ordini professionali cittadini avevano proposto al Commissario senza che nessuno fosse accolto, proprio quando si continua imperterriti a proporre indennizzi insufficienti per assicurare la ricostruzione antisismica che questa città vuole, come amministratore ho intenzione di intervenire con chiarezza, soprattutto dopo aver letto le incresciose parole di Chiodi che dichiara: Ciò che invece va spiegato chiaramente è che, con la scelta dell’indennizzo, la ricostruzione è nelle mani della comunità aquilana. È ancora colpa del Governo se le cose non vanno?
No caro Presidente Commissario, non è colpa del governo che fa la sua parte mettendo a disposizione le cifre necessarie, come non è colpa dei cittadini alle prese con un’obesa normativa, mai chiara e mai definitiva che lei e Fontana ci volete imporre; la colpa, mi duole dirlo, è in gran parte nelle sua mani commissariali, capaci di immaginare indennizzi per la ricostruzione del centro storico, assolutamente non parametrati ai reali costi necessari per ricostruire edifici di pregio, dotandoli della necessaria anti sismicità che non può essere un optional in una città che ancora piange le sue vittime.
E la normativa prodotta, proprio nella sua filosofia, equipara la ricostruzione di un centro storico prezioso come il nostro a indennizzi estrapolati dalla edilizia economica e popolare; insomma il Commissario pensa che per ricostruire L’Aquila, sia da spendere quel che si spenderebbe per fare una gigantesca casa popolare! Questo è offensivo e denota totale mancanza di conoscenza della nostra città.
Come FLI, in Consiglio proporremo una mozione da inviarle in  cui saranno ribaditi gran parte dei 17 punti già proposti dagli ordini, unitamente ad una altra serie di indicazioni necessarie alla ricostruzione; se il Consiglio li approverà, li invieremo di nuovo alla Sua attenzione; qualora Ella continuerà ad ignorare ogni forma di collaborazione con questa città, continuando a non tenerne conto, proporremo una mozione di sfiducia al suo ruolo Commissariale che, se approvata, invieremo ad ogni membro del Governo e a ogni singolo parlamentare, per far capire a chi ha possibilità di porre correttivi, che bisogna cambiare.
Ci auguriamo di non dover arrivare a misure tanto drastiche, preferendo sperare per il bene dell’Aquila, in una Sua mutata ragionevolezza e in una  maggior capacità di attuare gli indirizzi che provengono dalla città ma, se la volontà rimarrà quella di imporre una ricostruzione che non ricostruisce, continuando addirittura ad accusare dei ritardi i cittadini aquilani, saremo decisi e durissimi nel difendere il nostro diritto a riavere la nostra ricostruzione perché, a differenza Sua che la sera torna in un contesto di normalità e che quindi non può capire a fondo, noi conosciamo l’impossibilità a rassegnarci alla vita da terremotati a cui il modello di fallace che ci viene imposto, ci condanna.
Fatto salvo il Governo, che sta stanziando le cifre necessarie, va cambiato il modello normativo ma, oltre a Chiodi, voglio anche stigmatizzare una certa inconsistenza di questa amministrazione che dovrebbe più di me che sono solo un Consigliere di minoranza, proporre suggerimenti e che invece pare bearsi di questa melma in cui è impantanata la città, preferendo forse potersi lamentare delle cose che non vanno, piuttosto che proporre con i fatti, un modello che funzioni.
Povera città schiacciata tra un Commissario teramano disinteressato al capoluogo di regione e un Comune che, con ben 4 inutili assessori alla ricostruzione, è incapace di proporre uno straccio di modello  di ricostruzione che funzioni.
Enrico Verini
Consigliere Comunale dell’Aquila (FLI)

Ricostruzione: Morgante, sui 17 punti portato a termine lavoro eccellente
“Un intervento fuori tempo massimo quello odierno del consigliere comunale Enrico Verini che, parlando di ricostruzione, ha tentato di salire su un treno già in corsa. Lo ha detto l’avvocato Antonio Morgante, responsabile della segreteria del commissario delegato per la ricostruzione. “Vorrei ricordare, infatti – ha aggiunto – che sugli ormai famosi 17 punti è stato già fatto un lavoro eccellente tra la Struttura commissariale, i Comuni e le associazioni  imprenditoriali e professionali che ha portato alla predisposizione di circolari e decreti correttivi. In questo modo, sono state accolte, ove possibile, le osservazioni delle stesse associazioni che di fatto eliminano ogni ulteriore ostacolo, seppur di profilo minimale, all’avvio della ricostruzione pesante. Superate queste difficoltà si sta procedendo rapidamente e gli atti in questione verranno emanati già nelle prossime ore”.

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