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L’Aquila ha 19 gruppi politici e 40 Consiglieri! La Pubblica Amministrazione e i politici sperperano le tasse distruggono l’impresa

di Modesto Lolli

 

Non ho mai creduto che fare commenti e seminare chiacchiere potesse essere costruttivo, tanto è vero che di professione sono imprenditore e non opinionista, ma uno sguardo accorato alla condizione del capoluogo – pur simile a quella di molte altre città d’Italia – potrebbe risultare di stimolo. Se non altro perché ci ricordi che la scheda elettorale e la condizione di cittadino imputano diritti certi, dallo scegliere i propri rappresentanti in maniera legittima e trasparente, al giudicarli e sfiduciarli qualora perdano credibilità.

Nulla è immutabile e per sempre, e men che meno deve esserlo la poltrona del politico. E mi chiedo: possibile che le regole della competizione e del libero mercato debbano essere invocate per chi paga le tasse e non anche per chi delle stesse si nutre? E perché dovremmo consentire che le poltrone aumentino a dismisura, visto che sono direttamente proporzionate alle tasse? L’Aquila ha 19 gruppi politici e 40 Consiglieri! Questo non significa diminuire la spesa politica, come promesso e sbandierato. E quanto a quella pubblica, mi pare che il Comune e la Provincia dell’Aquila abbiano ricompensato i fidi della campagna elettorale con onorati incarichi. In Provincia, addirittura, ci saranno nuovi contratti a tempo indeterminato, stabilizzazioni li chiamano: alla faccia del Patto di stabilità per il quale la Pubblica Amministrazione non può più assumere. E non è finita: v’è la promessa della stabilizzazione di quelli che saranno precari nei prossimi anni: neanche più la mascherata dell’eccezionalità e del ripianamento degli errori vecchi, siamo addirittura alla programmazione dei nuovi!

86 milioni sono il nuovo buco nel bilancio della Sanità, ma lo scorso anno, quando la Ue ci prese per l’orecchio insieme ad altre quattro regioni – nelle quali come da noi, forse, proliferano gli accrediti dei posti letto alle cliniche private (miliardi dei contribuenti) – fummo circuiti con la promessa di un ultimo sforzo: una sorta di chiamata alle armi per salvare la “locale” patria. Ebbene, lo sforzo lo abbiamo fatto ma qualcun altro ne ha tratto profitto – un manipolo di “bravi” – e non certo l’Abruzzo.                          

E’ evidente che continuiamo a dare sostentamento a persone con motivazioni diverse dall’interesse pubblico, che non solo succhiano le entrate provenienti dalle tasse che gli imprenditori pagano due volte,  per l’azienda e per la persona fisica, ma che sono addirittura capaci di arrecare danno nel momento in cui si attivano. Un esempio è il malfunzionamento degli Assessorati: nel momento in cui entrato in contatto con le imprese generano confusione, incertezza, paralisi. Eclatanti sono le vicende nel settore delle costruzioni: nessuno è neanche lontanamente in grado di dare sicurezza circa i tempi di realizzazione dei lavori perché, come sappiamo, in corso d’opera si torna su decisioni già prese e tutto rimane fermo.

E poi. Chi non ha percorso la strada tortuosa delle cosiddette conferenze di servizio? Ecco cosa accade: oltre venti dirigenti, ben pagati e rappresentanti le varie istituzioni, s’incontrano intorno al tavolo, raggiungono un accordo e dànno il via ai lavori; il loro compito istituzionale è la supervisione sulla regolarità e conformità dell’esecuzione dell’appalto rispetto al progetto e ai tempi stabiliti. Invece, dal cilindro del cappellaio magico cominciano ad uscire ripensamenti, cambio di risoluzioni già assunte, correttivi… e le opere vengono bloccate: è chiaro che quando un cantiere viene fermato ha un costo quotidiano, costo che farà virare verso l’alto la spesa preventivata e che graverà sulle tasche di tutti i cittadini.

Eppure, in genere chi non è bravo sa che una buona tecnica è quella del copiato: basterebbe prendere esempio da quelli che sanno far meglio di noi.

Cito a caso. In Spagna, i danni subìti dall’areoporto di Madrid in seguito ad un attacco dell’Eta del del 30 dicembre 2006 furono di  30 milioni d’euro: i lavori di rifacimento sono stati progettati ed eseguiti in tempi rapidissimi tanto che sono stati inaugurati il mese scorso. Stessa rapidità per i danni degli incendi di questa estate: i comuni spagnoli  sono stati già indennizzati.

Nel nostro capoluogo, invece, troviamo il collegamento con la costa Teramana che è cantiere di lavoro dal 1990: ancora più recente è addirittura la chiusura  dell’autostrada; il collegamento L’Aquila-aeroporto Fiumicino richiede tre ore di viaggio a causa delle tante interruzioni, sia sull’autostrada che sul raccordo anulare; i lavori sulla statale 17 di collegamento con Pescara e Sulmona sono allo sbando; i finanziamenti della strada L’Aquila-Amatrice si vocifera che forse saranno persi a favore della Provincia di Teramo. Quanto al completamento della famigerata tangenziale sud-est dell’Aquila non si hanno più notizie; mentre lo svincolo della super strada di Bazzano è e resta pericolosissimo: passarci è una specie di roulette russa, tanti sono gli incidenti, molti dei quali mortali; il problema della metropolitana è ancora lì, a monito, e ogni giorno i lavori costano ????? €.

Senza voler affrontare altre tematiche ancora, a me pare che la macchina burocratica della locale amministrazione negli ultimi quindici anni si è talmente logorata che urge un intervento di riprogettazione urgente. Gli strumenti di customer satisfaction, dei quali noi imprenditori ci serviamo da sempre, sono a disposizione anche del pubblico: progettare e svolgere periodiche rilevazioni sui servizi erogati e sulla qualità percepita; predisposizione di interventi di miglioramento dei servizi in relazione ai bisogni e alle valutazioni emerse dalle rilevazioni; promozione della cultura della misurazione e del miglioramento continuo della qualità con i diversi livelli decisionali; valutazione della dirigenza in base agli obiettivi e ai risultati conseguiti, controllo di gestione per guidare le scelte, misurazione periodica dei bisogni delle imprese…

Noi riteniamo di aver fatto e di continuare a fare la nostra parte, e se le nostre Imprese riuscissero ad avere un ambiente favorevole allo sviluppo, quantomeno valide infrastrutture materiali e immateriali e regole chiare e certe per operare, potrebbero competere con i mercati, ampliare le loro strutture e, quindi, creare nuovi posti di lavoro.

Gestire il cambiamento significa appropriarsi del concetto di velocità nell’assimilare, emulare, migliorare, decidere e fare.

 

Modesto Lolli

Presidente Piccola e Media Industria Provincia dell’Aquila

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