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L’Aquila, gli arabi investiranno sulla cultura

Il sogno è la biblioteca “Tommasiana”.

Più in generale, comunque, sarà indirizzato agli edifici non di culto del centro storico terremotato dell’Aquila l’impegno degli Emirati Arabi, che hanno deciso di investire pesantemente nella ricostruzione.

Lo apprende AbruzzoWeb alla luce dei colloqui che ci sono stati tra l’ambasciatore in Italia, Abdulaziz Bin Nasser Al Shamsi, e l’avvocato aquilanoFabrizia Aquilio, incaricata dal ministero degli Esteri (ai tempi di Franco Frattini del governo Berlusconi) di occuparsi della promozione internazionale del patrimonio culturale del capoluogo e della famosa “lista di nozze” di monumenti distrutti da adottare.

Da quanto si è appreso, l’ambasciatore ha chiesto una lista di priorità da sottoporre ai suoi danarosi referenti e, dopo una rapida consultazione, si è deciso da subito di scansare le tante chiese del capoluogo: un po’ perché molte hanno già trovato un finanziatore, un po’ per delicatezza vista la diversa fede religiosa.

A quel punto l’attenzione si è concentrata sulle scuole e sull’università, comunque sulla cultura in generale.

Subito si è pensato alla biblioteca intitolata a Salvatore Tommasi, che ha tirato su decine di generazioni e che ora è ospitata in un anomalo e anonimo, per quanto tecnologico, capannone a Bazzano.

Subito dopo palazzo Quinzi, storicamente sede del liceo Scientifico “Bafile” ma che negli ultimi anni, al termine di un corposo intervento di restauro, aveva fatto entrare tra le sue stanze nientemeno che il Classico “Cotugno” (eresia!), prima che il terremoto distruggesse tutto.

C’è poi palazzo Camponeschi, carissimo a migliaia di studenti universitari che frequentavano la facoltà di Lettere: anche questo luogo storico, spesso “riaperto” con la forza almeno simbolicamente dagli studenti in rivolta durante le manifestazioni.

Sono solo le prime idee sottoposte agli emiri: la lista verrà evidentemente raffinata e rivista, in attesa di sbarcare in Arabia. Là dove ci sono potenziali mecenati che, beati loro, con un colpo di moneta elettronica potrebbero, se lo volessero, ritirare su dalle fondamenta monumenti storici che da quattro anni aspettano come orfanelli il becco d’un quattrino.

Da www.abruzzoweb.it

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