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L’Aquila. Festival dell’Acqua, il programma odierno

Prosegue con interesse e partecipazione il Festival dell’Acqua, in programma a L’Aquila dal 6 all’11 ottobre. Una settimana intensa e ricca di iniziative con un programma che prevede convegni, seminari, proiezioni ed eventi rivolti al grande pubblico con l’obiettivo di offrire valutazioni ed approfondimenti formativi sul complesso e delicato tema delle risorse idriche. Oggi, presso il Ridotto del Teatro Comunale, a partire dalle ore 9.30, in programma la proiezione del film Ti-Koyo e il suo pescecane di Folco Quilici (Italia, 1962). L’appuntamento e’ inserito all’interno della programmazione settimanale del Festival dell’Acqua ed e’ realizzato dall’Istituto Cinematografico dell’Aquila “La Lanterna Magica”. Circa trecento saranno gli studenti degli Istituti scolastici cittadini che assisteranno alla proiezione e che avranno l’opportunita’ di incontrare il grande documentarista, Folco Quilici. L’idea del Festival dell’Acqua e’ nata da Federutility (federazione che associa tutti i gestori italiani del servizio idrico) per allargare ad un pubblico piu’ ampio e a temi universali il tradizionale incontro biennale (H20biettivo 2000 – Giornate Tecniche dell’acqua) che dai primi anni ’90 fino al 2009, ha rappresentato a livello internazionale, il momento di approfondimento delle tematiche gestionali, tecniche e politiche delle risorse idriche.

L’Aquila. Festival dell’Acqua, l’intervento del Sottosegretario allo Sviluppo economico

Salvaguardia della risorsa anche in funzione dell’uso da parte delle future generazioni, con costi efficienti attraverso la regolazione e la stabilizzazione normativa”. Cosi’ Claudio De Vincenti, Sottosegretario allo Sviluppo economico, intervenuto a L’Aquila in apertura del Festival dell’Acqua. “Indipendentemente dalla forma giuridica del gestore (pubblico, privato, ente pubblico o spa) la risorsa idrica e le reti – ha osservato il sottosegretario – erano e restano un bene comune, di cui occorre governare le regole di appropriazione allo scopo di tutelare beni che sono pubblici ma non gratuiti. Del resto l’acqua e’ pubblica ma sottoposta a usi congiunti e concorrenti (potabili, agricoli, industriali) e per questo necessita di una regolazione rigorosa e severa”. Il tema dell’acqua bene comune e’ uno degli argomenti in apertura del Festival dell’Acqua, in svolgimento nel capoluogo fino all’11 ottobre, a cura di Federutility e con la collaborazione del Comune, di Gran Sasso Acqua, Confservizi Abruzzo e Expo 2015. Dal politico, all’economico al filosofico, l’approfondimento dell’acqua come bene comune e’ stato affrontato da Laura Castellucci (Universita’ di Tor Vergata), per la quale la pubblica fruizione del bene non e’ in discussione, piuttosto occorre interrogarsi sulla copertura dei costi oggettivi (industriali). Per il filosofo Giulio Giorello, occorre si’ rifarsi alla Costituzione (art. 9) e dunque alla tutela dell’acqua come patrimonio pubblico alla stregua del paesaggio e del patrimonio artistico e culturale, ma pure “recuperare una tradizione che, partendo da Pascal e Voltaire, arriva a Carlo Maria Martini e al suo individualismo cooperante per trovare una soluzione al godimento del bene che difende liberta’ e dignita’ dell’individuo”. Sul tema del Mezzogiorno, il sottosegretario De Vincenti ha sottolineato inoltre la necessita’ di recuperare il gap infrastrutturale, che pone il sud al di sotto della media nazionale per perdite di rete, per capacita’ di depurazione e per continuita’ del servizio. Ha proposto la stabilizzazione della normativa, “che in 15 anni di modifiche ha prodotto difficolta’ per le amministrazioni pubbliche e per le imprese. Il governo – ha spiegato – e’ impegnato poi in uno sforzo che promuova le aggregazioni tra gestori, per superare la frammentazione attuale che penalizza la capacita’ di investimento e di conseguenza la corretta fruizione della risorsa idrica”.

 

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