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L’Aquila. Fallimento Edimo S.p.a., riunione imprese nella sede di Apindustria

Ieri, nella sede di Apindustria L’Aquila, si sono riunite 31 imprese le cui situazioni sono strettamente correlate alle sorti del gruppo Edimo, con particolare riguardo alla Taddei S.p.A. e alla EMM 969 che, sembra, stiano richiedendo l’accesso a procedure concorsuali. Nel corso della riunione, così come è accaduto nel tavolo istituzionale dello scorso 17 marzo, si è più volte ribadita la volontà di fare il possibile per scongiurare la chiusura delle aziende del gruppo ma anche che l’eventuale salvataggio non può essere fatto a spese di subappaltatori e fornitori. Le aziende presenti, infatti, vanno dai subappaltatori ai fornitori di materiali per l’edilizia, da impiantisti a venditori e noleggiatori di macchine industriali e rappresentano una buona porzione del Pil locale che, se non si utilizzeranno tutti gli strumenti idonei per rendere meno invasive le procedure concorsuali, rischiano serie conseguenze ed un secondo trauma economico per l’area cratere. Resta del tutto evidente che, se si vogliono scongiurare conseguenze legali che porterebbero solo al peggioramento di un quadro già caratterizzato da tinte fosche, ci sarà bisogno di un intervento politico rapido e di qualità. In tal senso è stata accolta con molto favore la proposta del vice presidente della Giunta regionale Giovanni Lolli di istituire, all’interno della vertenza in atto, un apposito tavolo tra la proprietà, la curatela e le rappresentanze delle imprese coinvolte con la mediazione della Regione Abruzzo e la presenza del Comune dell’Aquila. L’aspetto politico della vicenda è fondamentale anche perché la situazione, non certo la prima verificatasi nell’ambito della ricostruzione, potrà riguardare molte altre imprese coinvolte nell’immediato futuro e grazie ad una legislazione fallimentare assurda e vessatoria, più volte denunciata sia da Apindustria che dal Cfe, si potrebbe già prefigurare una sciagurato scenario di dimensioni non più controllabili. Si attende ora in tempi strettissimi la convocazione del primo incontro per poter comprendere meglio la situazione attuale, le iniziative che si intendono intraprendere e, non ultimo, recepire le istanze dei subappaltatori e fornitori a tutela delle proprie imprese.

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