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L’Aquila. Energia rinnovabile, aperto il cantiere della centrale a biomasse a Bazzano

Aperto il cantiere per la realizzazione dell‘impianto a biomasse di Bazzano, frazione dell’Aquila. “Passa anche tramite quest’iniziativa industriale che rispetta gli standard di qualita’ ambientali del capoluogo la crescita e lo sviluppo che da tempo promuoviamo”, afferma il presidente di Confindustria L’Aquila, Fabio Spinosa Pingue. “Questo investimento in fonti energetiche rinnovabili – spiega – e’ un passo importante per la rinascita del nostro territorio perche’ riduce i fattori di inquinamento legati alla produzione di energia da fonti tradizionali permettendo alla citta’ di raggiungere gli obiettivi di qualita’ ambientale che si e’ data. Da tempo – ricorda – insistiamo sulla cultura della tutela dell’ambiente e dello sviluppo eco-compatibile, inserendo questi concetti in un contesto di mercato e competitivita’ e promuovendo annualmente il Premio Confindustria Abruzzo Green per stimolare idee, soluzioni e modelli organizzativi con una mentalita’ green condivisa. L’iniziativa di Futuris Aquilana Srl – per il vertice aquilano di Confindustria – sara’ soprattutto un elemento capace di attrarre altri investimenti industriali che contribuiranno alla rinascita del nostro territorio produttivo e dell’occupazione. In citta’ devono tornare gli investimenti e dobbiamo incentivare soprattutto quelli che siano coerenti con un modello di sviluppo sostenibile e che rilanciano la vita sociale e l’identita’ di una citta’ importante come la nostra. Dobbiamo fare in modo che l’Aquila torni a creare lavoro e occupazione”. La realizzazione di questo impianto il cui investimento e’ di circa 30 milioni di euro, portera’ ad un indotto occupazionale di circa 90 persone (di cui 12-15 addetti all’impianto ed i restanti 70-80 destinati alla filiera di approvvigionamento per la fornitura della biomasse necessarie per il funzionamento della centrale) oltre alle persone impiegate nelle fasi di cantiere, circa 50 persone per due anni. L’impatto economico generato dalla realizzazione della centrale costituira’ un volano di crescita anche per le altre attivita’ economiche (nel settore delle costruzioni, quello meccanico – piu’ coinvolte nella fase di cantiere – oltre quelli di servizio di tipo commerciale) presenti sul territorio con un effetto moltiplicatore dell’attivita’ economica locale. Questo meccanismo incentivante dell’indotto economico ed occupazionale – rileva Confindustria – riguardera’ principalmente le attivita’ collegate al processo di approvvigionamento delle biomasse, il settore della logistica, della meccanica e quello legato alla manutenzione meccanica e strumentale. Anche i rappresentanti delle tre principali associazioni sindacali confederali aquilane sono consapevoli che con le sole politiche di rigore il Paese non puo’ risolvere i problemi e che sia necessario cambiare le politiche economiche e sociali e promuovere uno sviluppo industriale sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale. “La Cgil – interviene il segretario provinciale Umberto Trasatti – e’ pronta ad aderire a qualsiasi iniziativa che ponga al centro le questioni di ripresa socio-economica del territorio a sostegno di un modello occupazionale stabile e di qualita’, nel pieno rispetto dell’ambiente e del coinvolgimento e condivisione delle realta’ locali. E’ dall’Aquila che si deve partire se si vuole dare una prospettiva occupazionale ed economica all’intera regione”. Concorde anche Paolo Sangermano, segretario provinciale CISL che afferma: “non c’e’ piu’ una sola zona nell’intera regione che non sia in crisi e se questo e’ un primo passo per mettersi in moto noi siamo d’accordo. E’ importante anche la ricaduta sul territorio: le biomasse saranno fornite da operatori locali e reperite in territorio provinciale con benefici per gli agricoltori ed i lavoratori del settore”. Per Michele Lombardo, segretario provinciale UIL “la questione lavoro, sviluppo e crescita rimangono centrali. E’ necessario trovare dei traini che riportino al rilancio di quest’area duramente colpita dalla crisi. E’ necessario rilanciare gli investimenti anche dei privati sul territorio abruzzese ed in particolare sul comprensorio aquilano”. L’Azienda – conclude Confindustria – si e’ impegnata in favore di una “politica concreta del fare” in linea con le politiche sociali e del lavoro che attualmente il Paese adotta, rendendosi disponibile a dare priorita’ alle risorse umane locali.

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