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L’Aquila: è battaglia su alloggi vuoti

“La settimana prossima porteremo tutti i documenti in nostro possesso alla Corte dei conti per chiarire le responsabilità dei 7 alloggi, da 90-100 metri quadrati ciascuno, dei progetti C.a.s.e. di Camarda (L’Aquila) e Bazzano (L’Aquila), che da mesi sono vuoti e che la Sge non ha preso più in considerazione per far trasferire i ‘nuclei familiari compressi'”.

Lo ha dichiarato l’assessore all’Assistenza alla popolazione del Comune dell’Aquila Fabio Pelini in una conferenza stampa, questa  mattina.”Rivendichiamo anche – ha incalzato Pelini – il diritto sancito nell’articolo numero 1 dell’Opcm 3806 che dà la prerogativa dell’assistenza alla popolazione ai sindaci: perché i sindaci di Fossa (L’Aquila) e di Pizzoli (L’Aquila) possono assegnare i Map e quello dell’Aquila non può gestire gli alloggi?”.

“Le strutture commissariali – ha affermato Pelini – devono ammettere di aver fallito e fare un passo indietro, anche se non lo faranno mai, dato che percepiscono lauti stipendi. Il vice commissario, Antonio Cicchetti, 232 mila euro l’anno e al coordinatore dell’Sge, Roberto Petullà, sono stati stanziati ulteriori 30 mila euro annui, per non contare tutti i vari consulenti: è evidente che la struttura commissariale è una macchina succhia risorse e qualcuno deve risponderne”.

“Inoltre – ha continuato Pelini – 400 persone sono ancora in albergo, in media si spendono 50 euro a persona al giorno, ossia 1.500 euro al mese e se consideriamo che le case sono libere, in media, da sei mesi fanno 7.500 euro a persona, cifra, che moltiplicata per il numero di ospiti degli alberghi, arriva a 3 milioni di euro persi senza una ragione. Soldi con cui si sarebbe potuto pagare lo stipendio di 6 mesi agli 88 precari del Comune o impiegarli per la ricostruzione: bisogna razionalizzare le risorse perché il Governo ce lo chiede e da marzo rischiamo di non potere più assicurare alcuna assistenza”.

“Vogliamo che sia chiaro che il Comune non è responsabile della mancata assegnazione di questi alloggi – ha continuato Pelini – Infatti, il 10 ottobre 2011 abbiamo inviato una lettera alla Sge in cui chiedevamo la sospensione per 60 giorni della direttiva commissariale numero 1 del 2011 che prevedeva l’assegnazione degli alloggi liberi ai single. Ci hanno risposto che l’avevamo voluta noi e si sarebbe rispettata la data di scadenza della direttiva, il 15 gennaio 2012: i single, a oggi, sono tutti sistemati. Questo scambio di missive sarà inoltrato alla Corte dei conti con gli altri documenti”.

La direttiva in questione prevedeva l’assegnazione degli alloggi vuoti dei progetti C.a.s.e. ai nuclei familiari composti da un’unica persona con la premessa che in un secondo momento si sarebbe provveduto a razionalizzare le sistemazioni, facendo spostare i single in case più piccole e i “nuclei compressi”, famiglie numerose, negli alloggi più grandi, sempre nell’ambito dello medesimo progetto C.a.s.e.

Le 7 abitazioni in questione si trovano a Camarda (3) e a Bazzano (4). Sono vuote rispettivamente dal 15 luglio 2011, 16 agosto 2011, 3 febbraio 2011, 20 maggio 2011, 14 luglio 2011, 21 luglio 2011 e 5 settembre 2011, “potevano essere impiegate per dare respiro a quelle famiglie di quattro o cinque persone con una sola stanza o che sono anche in condizioni peggiori” ha spiegato Pelini.

“Bisogna, ripeto – ha conlcuso Pelini – razionalizzare le risorse di fronte a evidenti sprechi. Se avessimo gestito noi gli alloggi non sarebbero rimasti mai vuoti per tutto questo tempo, motivo per cui chiediamo che l’assistenza alla popolazione passi, come sancito dalla legge, al Comune dell’Aquila”.

La risposta della SGE
“Gli alloggi ancora liberi del progetto C.A.S.E. (3 in località Bazzano e 3 nella frazione di Camarda) sono già stati messi a disposizione delle famiglie aventi diritto”. L’ha dichiarato il coordinatore della Struttura Gestione Emergenza, Roberto Petullà, in risposta alle dichiarazioni dell’assessore comunale Pelini. “Uno degli appartamenti menzionati – ha spiegato il coordinatore -, che può ospitare nuclei da 5 o 6 persone, è tuttora oggetto di intervento di manutenzione da parte del competente ufficio del Comune dell’Aquila; gli altri, per nuclei da 6 o 7 persone, sono stati messi a disposizione dei nuclei cosiddetti “compressi”, come richiesto dal Sindaco del Comune dell’Aquila e ratificato dal Commissario”. “Ad oggi, però, – prosegue il coordinatore – la SGE non ha ricevuto alcuna richiesta per l’allargamento dei nuclei familiari relativamente a queste due zone”. “Per completezza d’informazione – aggiunge Petullà – vi è un ulteriore alloggio disponibile a Camarda, che potrebbe ospitare 5 o 6 persone, ma che è stato rifiutato dalle famiglie cui era stato offerto perché la zona non era tra le loro preferenze. Pertanto, non appena la SGE riceverà richieste per questi appartamenti, saranno regolarmente assegnati”.

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