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L’Aquila, Confindustria PMI day: Lolli, “oggi senza politici”

Il 26 Novembre si terrà  a L’Aquila, presso la sala “E. Fermi” dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, l’evento di chiusura del PMI DAY 2011, a partire dalle ore 9.00, alla presenza del presidente Nazionale Piccola Industria, Vincenzo Boccia.

La giornata coinvolgerà all’incirca 200 ragazzi delle scuole medie di L’Aquila unitamente a delle delegazioni che verranno dalle altre Provincie e che hanno partecipato al PMI DAY del 25 Novembre.
I ragazzi si confronteranno alla presenza di testimonial del mondo dell’impresa e dello sport made in Abruzzo. Il messaggio principale della Giornata è quello di raccontare ai giovani e alle comunità  locali attività, prodotti e i progetti dell’impresa, e trasmettere anche attraverso i valori dello sport lo spirito di fare squadra, stimolando nei ragazzi il livello di collaborazione, la creatività  e favorirne la comunicazione.
Sarà  allestita anche una Mostra con tutti i prodotti tipici dell’artigianato abruzzese

 

L’intervento di Modesto Lolli, presidente comitato regionale PI

 

Giornata conclusiva PMI DAY

Assergi (AQ), 26 novembre 2011

 

 

Buon giorno e un caloroso benvenuto a tutti i Presenti.

 

Quella di oggi è per noi una giornata veramente importante e densa di significato. Una giornata in cui in un momento di grave crisi economica e politica come quella che sta attraversando la nostra Italia e l’intera Europa, è possibile mandare un messaggio di ottimismo e positività, celebrando l’industriosità, la creatività e il fare squadra, tre elementi che caratterizzano l’impresa, che sono patrimonio e valori propri anche di altri mondi e connaturati ai ragazzi, ai giovani e giovanissimi che oggi riempiono in maniera festosa questa sala.

 

Come Presidente del Comitato Regionale della Piccola Industria, quindi, sono particolarmente onorato e felice poter aprire in Abruzzo, a L’aquila, presso questa prestigiosa struttura, l’evento conclusivo del PMI Day, la giornata della Piccola e media Impresa, iniziativa promossa nell’ambito della X edizione della settimana della cultura d’Impresa di Confindustria, iniziativa che peraltro si inserisce nel quadro di una precisa volontà politica con la quale Confindustria intende sempre più colloquiare e interagire con il mondo della scuola e dei giovani.

Con il PMY Day, nella giornata di ieri, in tutta Italia, a livello provinciale, attraverso varie e diversificate iniziative il mondo dell’impresa si è aperto all’mondo esterno e in particolare al mondo della scuola e dei giovanissimi, cercando di far conoscere la realtà produttiva delle PMI, i loro valori, il contributo fondamentale che giorno per giorno, con sacrificio e tra mille difficoltà, le PMI danno alla crescita economica creando occupazione e benessere. Realtà fatte di comunità di persone espressione di contesti sociali nel quali operano contribuendo in modo determinante alla costruzione di un futuro migliore. Ecco perché i primi destinatari di questa giornata sono i giovani, a cui si vuole trasmettere il ruolo sociale e la cultura di impresa, ma anche la voglia e la possibilità di fare impresa e i valori del lavoro. E in questo senso i principali destinatari di questo messaggio sono anche le loro famiglie e gli insegnanti, per il ruolo fondamentale che svolgono verso i figli e gli scolari nella educazione, nell’orientamento e nella preparazione al futuro.

 

Ma come accennato in precedenza, vi sono anche altri mondi che condividono con la PMI, quale comunità di persone, alcuni valori fondamentali quali quelli del sacrificio, del lavoro e del saper fare squadra. Ed ecco perché oggi, oltre ad alcune testimonianze da parte di imprenditori che hanno costruito realtà imprenditoriali vincenti, vi sarà anche la testimonianza dell’Aquila Rugby, una realtà a noi aquilani molto cara e simbolo di eccellenza del nostro territorio, così come le imprese che vi saranno presentate nel corso della mattinata. Per lo stesso motivo, abbiamo scelto quale sede di questo appuntamento i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, simbolo di eccellenza e competenza radicate in Abruzzo conosciuto in tutto il mondo,.

 

E devo dire a questo punto che in accordo con i miei amici e colleghi Presidenti delle Confindustrie provinciali abruzzesi, nel condividere il programma di questa giornata, che vede la presenza di tante realtà positive e fattive del territorio, volutamente, e devo dire insolitamente rispetto agli standard Confindustriali, non abbiamo ritenuto prevedere la partecipazione di politici. Un mondo che in questo momento sentiamo estraneo e lontano dalla nostra cultura e dai nostri valori, un mondo che spesso ha dato e da dimostrazione di non voler premiare il sacrificio, l’impegno, la competenza ma interessi e valori contrapposti, distanti dalle necessità e dalle esigenze di chi lavora e di chi produce.

Quando la politica è stata alta, in molti anni della sua storia, ha costruito ponti e cattedrali, ha fondato università e ha saputo contribuire a migliorare la qualità della vita.

Ma per superare il disagio della democrazia, ingrigita dal circo quotidiano di gossip e distrazioni di massa dai veri problemi del Paese, occorrono misure concrete in grado di dare risposte al cancro dell’incertezza, unita alla paura che non possano esserci alternative.

Uno spaesamento che rischia di essere l’unico orizzonte.

Ripensare il rapporto tra tradizione e attualità, tra moderno e globale, significa porre al centro i giovani, offrire loro spazi di possibilità, promuovere la ricerca in questo Paese non all’estero, aprire laboratori, finanziare ricerche perché le risposte non vengono dalle cartomanti né si comprano al mercato ma sono frutto di studio, passione e intelligenze che al prezzo di grandi sacrifici riescono a conquistare un metro alla verità e alla scienza, a individuare terapie o a scommettere su modelli di crescita.

Non vogliamo avere melanconia davanti a un paesaggio di rovine: da Imprese, vogliamo che le pietre della nostra identità – arte, cultura, lingua, storia – costruiscano strade alla ragione e al futuro.

Non ci illudiamo di tornare alla bella eticità perduta, né di eludere la durezza di questo nostro tempo e le sue domande incompiute ma chiediamo alle altre forze sane della società di impegnarsi, insieme a noi, per un nuovo rinascimento.

Chi sono i giovani? Fino a che età si è giovani? Giovani sono coloro che appartengono alle generazioni che stanno venendo alla ribalta e che non ancora hanno consumato i loro disinganni. Sono coloro che precedono l’abbandono o la caduta delle loro speranze.

Essere giovani, fino a 80 anni, consiste nello sperare. Non è la speranza del terno al lotto: la speranza ha un significato serio solo se colui che spera si impegna per la sua realizzazione. Non può consistere nel contare su ciò che viene da fuori, spesso è l’espressione della nostra volontà. Perciò non basta sperare: bisogna lottare e volere ciò che si spera.

Chi gioca al lotto e non vince, si delude.

La delusione non è una qualità degna di chi è giovane, perché tocca a coloro che si sono affidati ad altri, e sono stati traditi. Chi è giovane veramente deve agire personalmente. Spesso i giovani chiedono cosa bisogna fare di fronte a una società così in crisi e carica di tante difficoltà, nella quale non riusciamo a vedere da quale parte sia la ragione o il torto. Parafrasando Massimo Troisi dico: non ricomincio da tre ma ‘ricomincio da me’. Perché lo dovrei fare se nessun altro comincia? La legge nasce dal dovere.

Bisogna sempre ricordare i doveri, tanto più oggi che si scrivono molti libri solo sui diritti. La legge nasce dal dovere, ma prima della legge c’è la mia sensibilità, la mia ragione, il mio rapporto con la vita. E nella vita non siamo mai soli: non siamo nel mondo come un oggetto sta sul tavolo, come uno scarafaggio sul pavimento, non siamo in un recipiente.

Il mondo è l’insieme delle vite che non sarebbero quelle che sono, se non in rapporto con noi.

La nostra scelta di non invitare in politici in passerella, scelta, di cui spero i mezzi di informazioni vorranno dare risalto, non è e non vuole essere un messaggio indiscriminato di ostilità verso nessuno in particolare ma un serio richiamo ai doveri sociali e morali a cui tutti – e la politica per prima- siamo chiamati a rispettare: soprattutto in momenti difficili come questo.

Vorrei chiudere questo mio breve intervento introduttivo ringraziando e salutando – sperando di non scordare nessuno- i partecipanti e quanti hanno contribuito alla realizzazione di questo evento, imprenditori e sportivi che interverranno tra poco con le loro testimonianze .

In primo luogo vorrei quindi salutare e ringraziare il Presidente nazionale della PI di Confindustria, Vincenzo Boccia, che chiuderà i lavori della giornata e che ci onora della sua presenza unitamente al vice Presidente Stefano Zapponini che, peraltro, e il responsabile nazionale dell’iniziativa che oggi stiamo celebrando. Approfitto quindi per salutare e ringraziare l’amico Pietro Rosica, Presidente della Pi di Confindustria Chieti che ha lavorato a livello nazionale nel Gruppo di lavoro che ha costruito questo stesso progetto, e gli altri colleghi dei Pescara, L’Aquila e Teramo, rappresentati da i presidenti pi Camillo Volpe, Guido Cantalini e Giuseppe Meloni, la Struttura di Confindustria Abruzzo i Nostri Ragazzi, i Professori ed i Presidi .

Un ringraziamento particolare desidero poi rivolgerlo ai Laboratori del Gran Sasso per l’ospitalità data e al dott. Ianni, responsabile della divisione ricerca che tra poco ci porterà la sua testimonianza.

 

Un grande ringraziamento per i contributi che ci daranno, naturalmente, va ai Rappresentanti, Dirigenti e Imprenditori dell’Aquila Rugby, di Restart srl, di Cybel software Web Agency e dell’Ente Mostra dell’artigianato abruzzese.

 

Ma il più grande ringraziamento desidero rivolgerlo ai ragazzi e agli insegnanti oggi qui presenti, che saranno i veri protagonisti della giornata. Ci sarà anche un filmato, che sarà proiettato più tardi, che ci racconterà, con gli occhi e la sensibilità dei ragazzi, l’esperienza del PMI DAY .

 

Grazie per l’attenzione e buon proseguimento.

 

Modesto Lolli

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