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L’Aquila. Del Re (Cna): la ricostruzione priorità per alimentare l’economia nazionale

«Quattro anni e 3 Governi, non bastano per capire  che la ricostruzione del territorio aquilano è una priorità per alimentare l’economia  nazionale», dice Agostino Del Re di Cna L’Aquila. «Rafforzare la rappresentanza  è un passaggio obbligato, con il coinvolgimento di figura che ha acquisito esperienza e ruoli nel difficile e complesso labirintistico percorso politico-burucratico al fianco di tutte le rappresentanze politiche ai vari livelli istituzionali sia locali che nazionali.  L’obiettivo deve essere basato sul principio imprescindibile di leale collaborazione attraverso il confronto con i referenti territoriali in quanto attori della governance  per la ripresa delle attività economiche sui territori colpiti dal sisma, elemento che,  a ricaduta, impatta in maniera sostanziale sul benessere dei cittadini.  Interventi diretti nell’interesse generale hanno visto con impegno e spirito di abnegazione, nell’On. Giovanni Lolli un valido punto di riferimento  senza limiti di disponibilità e di orari, con l’obbiettivo comune degli interessi generali per la quale ragione si ritiene fondamentale l’attribuzione di un ruolo che possa ufficialmente rappresentare e continuare nel suo impegno parlamentare.  Portare avanti congiuntamente  il percorso sisma Abruzzo-Emilia, per cui il governo non può e non deve considerare in maniera disgiunta. Vedere nella ricostruzione, non solo materiale, un volano economico proiettato a rivitalizzare l’economia dell’artigianato e della p.m.i., che come tutti ben sanno, è una economia radicata nel territorio, che non delocalizza in cerca di facili paradisi fiscali. Non delocalizza in quanto la sua produzione, il suo fare è in simbiosi con il territorio, con un’importante funzione sociale che svolge nei confronti della popolazione locale. Territorio gravemente ferito, che pur   considerando il tessuto produttivo delle imprese allocate nei 57 Comuni del cratere sismico, va rilevato che nella sola città di L’Aquila risiede oltre il 60% della popolazione direttamente coinvolta, che ha prodotto una forte contrazione delle vendite anche presso esercizi non direttamente coinvolti dagli effetti distruttivi del sisma. Solo a titolo di esempio va ricordato che il volume d’affari medio annuo sviluppato complessivamente dalle attività economiche, presenti nel perimetro più tipicamente urbano, è stimabile in un ammontare compreso tra 350 e i 370 milioni di euro, ivi comprese quelle legate alle prestazione di servizi professionali (avvocati, commercialisti, studi di ing., centri elab. dati, etc), con una presenza complessiva di circa 2500 unità.  Se a questo si aggiunge il blocco pressoché totale delle attività legate al sistema universitario si percepisce facilmente il colpo subito da un settore trainante per l’economia, non solo locale.   Ribadiamo, ormai da anni  con coerenza chiara e convinta energia,  la integrazione fra le diverse realtà in un progetto di ricostruzione in cui  i giovani,  con  il contributo dei cittadini, delle imprese, dei professionisti, delle associazioni di categoria e dei sindacati confederali  diano un chiaro segnale di responsabilizzazione ai vari livelli istituzionali Provinciali, Regionali, Nazionali ed Europei».

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