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L’Aquila. Decreto ricostruzione: no del Ministero alla white list. Novità su incompatibilità tecnici-imprese

Incompatibilità tra tecnici e imprese che abbiano avuto rapporti nei tre anni precedenti alla stipula del contratto di affidamento dei lavori lievemente ridimensionata. Correzione della norma che prevede la risoluzione dello stesso se la ditta che ha vinto l’appalto si trovi in procedura di fallimento o di concordato preventivo.

Dentro, invece, la misura sulle attestazioni SOA; la reintroduzione della white list (ma su questo punto il ministero degli Interni ha già detto no); la proroga dei contratti del personale precario (sulla quale, però, è probabile che si interverrà con una delibera Cipe o direttamente nella legge di Stabilità); la copertura dei costi di ricostruzione delle parti strutturali anche per le seconde case sottoposte a vincolo della Soprintendenza situate nei centri storici delle frazioni e dei comuni del Cratere (misura che comporterà, giocoforza, maggiori impegni di spesa); l’esenzione di tutti i Comuni del Cratere dal rispetto della legge sul fondo di solidarietà; l’equiparazione delle chiese e degli edifici di culto riconosciuti come beni culturali ai beni culturali pubblici (norma che dovrebbe porre fine, una volta per tutte, all’assurda vicenda della cattedrale S. Massimo).

Sono alcune delle misure previste dagli emendamenti all’articolo 11 del decreto Enti territoriali (quello contenente anche provvedimenti per la ricostruzione privata dell’Aquila e degli altri Comuni colpiti dal terremoto) depositati dalla senatrice Stefania Pezzopane.

Le correzioni, già ampiamente annunciate nei giorni scorsi, sono state scritte a seguito di un confronto svolto con gli ordini professionali, le associazioni di categoria e gli altri attori della ricostruzione. “Un metodo che rivendico perché non mi pare usuale di questi tempi” ha chiosato l’assessore e vice presidente regionale Giovanni Lolli.

I termini per la conversione del decreto scadono il 18 agosto ma l’obiettivo, afferma Stefania Pezzopane, è quello di chiudere prima, già agli inizi di agosto, perché alcune misure previste dal decreto sono attuative e non possono essere ancora avvolte da incertezza e ambiguità.

Alcuni emendamenti, spiega la senatrice del Pd, sono modificativi: il comma 1 viene precisato e migliorato con l’inserimento della Soa; il comma 2 viene corretto eliminando la figura del progettista “ed evitando una sovrapposizione di incompatibilità che avrebbe prodotto un allontanamento delle imprese aquilane”; il comma 7 viene modificato eliminando dai fallimenti i concordati preventivi.

Altri emendamenti, invece, sono aggiuntivi, in quanto non previsti dalla prima versione nel decreto approvata il 19 giugno. Rientrano in questa categoria, ad esempio, l’emendamento sulla copertura dei costi di ricostruzione delle parti strutturali anche per le seconde case sottoposte a vincolo della Soprintendenza situate nei centri storici delle frazioni e dei comuni del Cratere o quello sulla proroga dei contratti dei lavoratori precari impgenati nelle varie strutture e negli uffici della ricostruzione.

“Naturalmente” precisa la Pezzopane “noi continuiamo ad avere bisogno di una legge organica che ho presentato e che è stata valorizzata anche nelle consultazioni che abbiamo avuto con le associazioni di categoria. L’obiettivo continua a essere quello. Al momento, però, poiché, com’è noto, i tempi di approvazione di una legge sarebbero troppo lunghi, abbiamo deciso di anticipare parti della legge con il decreto Enti territoriali”.

Il giallo delle white list bocciate dal ministero

Tra gli emendamenti presentati dalla Pezzopane ce n’è uno che riproduce integralmente l’articolo del testo di legge riguardante le cosiddette white list (che dovrebbero introdurre dei parametri oggettivi di legalità e credibilità delle imprese, affindandone il controllo a un soggetto terzo, le prefetture) e gli albi reputazionali (albi con cui gli ordini professionali dovrebbero certificare la “qualità” degli studi coinvolti nei lavori).

Difficilmente l’emendamento verrà approvato: il ministero degli Interni ha respinto la proposta sulle white list, adducendo, come motivazione, la volontà di non sovraccaricare le prefetture di ulteriori compiti.

Sia Lolli che la Pezzopane non nascondono come il niet del ministero abbia sorpreso un po’ tutti: “E’ un po’ paradossale” afferma Lolli “Maggiori controlli, a seguito degli allarmi dati dall’Antimafia, erano stati invocati proprio dal Governo. In seguito a quelle sollecitazioni, ci eravamo messi subito al lavoro proponendo che i controlli venissero fatti da un ente terzo a fare. La norma sulle white list” spiega Lolli “era stata fatta digerire a imprese e progettisti. Immaginatevi la nostra meraviglia nel vedere che questa montagna aveva partorito un topolino”.

“Dal momento in cui il ministero degli Interni ha posto un ostacolo sulle white list” spiega la Pezzopane “noi, razionalmente, siamo intervenuti sull’articolo 11 rafforzandolo con le attestazioni SOA e le autocertificazioni. E’ bene far sapere che questo territorio vuole essere controllato. Se lo Stato ritiene che non abbiamo bisogno di questi strumenti, è bene che ce lo dica. Nel frattempo, noi con razionalità diciamo al Governo che, se ci fossero le white list e gli albi reputazionali, i progettisti e le imprese sarebbero molto più dentro i ranghi della trasparenza”.

da www.news-town.it

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