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L’Aquila, credito: “imprese devono monitorare centrale dei rischi”

“In tempi di crisi e specialmente nel contesto della ricostruzione post-terremoto le aziende devono costantemente monitorare il sistema della ‘centrale dei rischi’ che fornisce indicazioni dettagliate e aggiornate sullo stato di salute di un’impresa, così da presentarsi alle banche a chiedere il credito con tutte le carte in regola”. 

Questa la raccomandazione più importante e il suggerimento operativo che sono venuti fuori nella conferenza “Ripristinare la normale erogazione di prestiti all’economia” del professor Francesco Lenoci, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che si è svolta all’Aquila nella sala conferenze “Tre Marie” presso la sede dell’Archivio di Stato nel Nucleo Industriale Bazzano.

L’evento è stato seguito da un folto pubblico di commercialisti, tecnici, imprenditori ma anche cittadini. Dopo la trattazione del prof. Lenoci, il dibattito, moderato dal caporedattore del quotidiano digitale AbruzzoWeb , il giornalista Alberto Orsini, ha visto la presenza del direttore dell’emittente Laqtv, Luca Bergamotto, dell’imprenditrice Alessandra Rossi, del direttore del comitato tecnico della costituenda Banca dell’Aquila, Rinaldo Tordera, e del presidente di Apindustria, Luciano Mari Fiamma.

 “Non tenere conto della centrale dei rischi è un errore blu per un’azienda – ha sottolineato Lenoci – A richiederla ci vogliono solo quattro giorni e consente di avere più informazioni della propria banca, un vantaggio competitivo”.

Analizzando gli ultimi anni di evoluzione dell’economia il docente ha fatto un paragone con le quattro stagioni. “Qualche anno fa era estate e il problema erano i troppi utili, i dividendi – ha ricordato – Poi siamo passati all’autunno degli scandali societari, della bolla dei derivati, delle scalate bancarie. Dal 2008, dal fallimenti di Lehman Brothers, siamo in inverno”.

Come tornare alla primavera? Per Lenoci, “gli imprenditori devono correre come Alice nel Paese delle meraviglie. In testa al gruppo devono esserci le imprese storiche e quelle innovative – ha affermato – Le banche devono capire che il cliente non è una probabilità di default, ma anche di crescita. A mediare le Camere di commercio, la staffetta è compito loro. I Confidi vanno aiutati, i professionisti devono occuparsi della centrale dei rischi e seguire i clienti quando vanno in barca”.

In definitiva, ha concluso il prof parafrasando un pezzo del cantante Lorenzo Jovanotti, “serve qualcuno che prenda decisioni, qualcuno che immagini altri scenari”.

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