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L’Aquila, Confindustria: l’intervento di Cantalini su l’Avvenire

«Nel cantiere più grande d’Europa le aziende aquilane hanno problemi ad incassare e vengono tartassate da Equitalia, Inps e Inail. Rischiamo il fallimento perchè abbiamo applicato la legge». Guido Cantalini, presidente delle piccole e medie imprese di Confindustria L’Aquila chiede che «siano immediatamente definite come regolari le posizioni contributive delle imprese che avevamo una rateizzazione in corso al 6 Aprile 2009» e che «ai contributi precedenti al 6 aprile, in quanto sospesi, siano applicate le stesse regole della sospensione post sisma: pagamento al 40% in 120 rate». La situazione è drammatica e al tempo stesso paradossale: oltre a scontare i ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione – ormai, un problema nazionale – le imprese del cratere che avevano una rateizzazione in corso al 6 Aprile 2009 e che hanno sospeso i pagamenti per il periodo consentito dalla legge sul terremoto, da quest’anno sono equiparate agli evasori contributivi e fiscali e pertanto non possono più partecipare agli appalti e neanche incassare per i lavori fatti. «Equitalia, Inps e Inail non rilasciano il Durc né il documento di regolarità fiscale e non accettano neanche i nostri pagamenti sottolinea Cantalini – perché non si sa se debbano corrispondere al 40% o al 100% e non sono in grado di darci informazioni perchè a loro volta non ne hanno».
Intanto, però, vengono recapitate le cartelle esattoriali, ma senza notifica o senza ammontare. Insomma, è il caos: «anche a voler pagare non si sa né quanto, né quando e come» conclude il dirigente di Confindustria.

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