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L’Aquila, Confindustria: Cappelli su restituzione tasse “siamo alla vigilia di una tragedia”

“Siamo alla vigilia di una tragedia”. È lapidario il direttore di Confindustria L’Aquila, Antonio Cappelli, commentando la circolare Inps e Inail che impone alle imprese del cratere la restituzione integrale, entro il 16 dicembre, delle somme relative ai versamenti contributivi sospesi dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Somme che una legge, la 138 del 2011, consente di restituire con abbattimento al 40 per cento ed in 120 rate.

“Il 60 per cento che le aziende si troverebbero a restituire rappresenta un’enormità che rischia di mettere in ginocchio l’intero tessuto economico e produttivo di un territorio – spiega Cappelli – Per questo sto predisponendo una nota che invierò ai vertici nazionali di Confindustria affinché intervengano presso il Governo. L’obiettivo è quello di bloccare queste circolari o quantomeno far slittare la data del pagamento fissata al 16 dicembre”.

Contestualmente un’altra lettera, questa volta a firma di tutte le associazioni datoriali e portatori di interessi e Comune, sarà inviata nei recapitata presso i ministeri competenti del Governo Monti.

“Se tutto dovesse rimanere com’è – aggiunge – le imprese che non avessero versato la parte rimanente dei contributi non potrebbero ricevere il Durc e non potrebbero partecipare a gare d’appalto pubbliche. Sarebbe una catastrofe”.

“Una circolare non può avere valore di legge e superare una norma dello Stato. La commissione europea ha avviato un’indagine ricognitiva non ha detto che i benefici fiscali sono illegittimi. Finché non ci sarà un pronunciamento da parte dell’Ue, o del Governo che dovrebbe a quel punto dovrebbe annullare la legge attuale”.

Se Inps e Inail hanno già chiesto il rientro delle somme non versate “L’Agenzia delle Entrate, ad esempio, ha deciso di attendere l’esito della ricognizione della Commissione europea che tra l’altro non sta valutando solo la nostra situazione, ma anche quelle verificatesi dopo i terremoti in Umbria e Marche del ’97, in Sicilia nel ’90 e dopo l’alluvione in Piemonte del ’92”.
“Siamo di fronte ad una decisione assurda. Occorre intervenire subito”.
da Abruzzoweb

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