Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieL'AquilaL’Aquila, Confidi a confronto: “si sono persi due anni”

L’Aquila, Confidi a confronto: “si sono persi due anni”

“Questa mattina all’Aquila si sono riuniti i 17 Confidi e le associazioni di categoria a cui questi appartengono a seguito della pubblicazione della delibera di Giunta regionale n. 576 del 10 settembre con la quale è stato abrogato il regolamento attuativo della legge n. 37/2010 sulla base del quale è stato pubblicato dalla Fira il bando di assegnazione delle risorse Fesr pari a circa 15 milioni di euro”.
Lo riferisce una nota a firma congiunta delle associazioni e dei Confidi.
“La revoca è stata decisa a seguito delle quattro azioni intraprese dai ricorrenti (Confidi e associazioni) iniziata con il ricorso all’autorità del Garante, che ha prodotto la prima vittoria nei confronti della Regione con il pronunciamento della stessa il 6 aprile scorso come da tempo riportato anche dagli organi d’informazione”.
“Oltre l’iniziativa di cui sopra sono state portate avanti altre azioni presso la presidenza della Repubblica, al Tar e alla Commissione europea; per cui, anche in presenza della revoca, gli ulteriori giudizi rimangono comunque pendenti”.
“Secondo i legali dei ricorrenti la revoca produrrà il blocco dell’iter procedurale del bando Fira e pertanto si dovrà procedere alla modifica principalmente della legge e conseguentemente del relativo regolamento, ciononostante si potrebbe agire in tempi utili per scongiurare la mancata erogazione dei fondi stanziati che darebbe alibi ed argomenti a chi intende nascondere i propri fallimenti con eclatanti dichiarazioni”.
“Il passo indietro della Regione, e la relativa ammissione degli errori che hanno condotto a questa battaglia legale, non determina una euforia nei ricorrenti, ma l’amarezza per i due anni persi per i quali non si può non pretendere che qualcuno paghi”.
“In primo luogo, come già più volte affermato, è il vice presidente della Regione, Alfredo Castiglione, che dovrebbe rimettere il proprio mandato senza ulteriori indugi dato che è stata la sua testardaggine che, unita alla necessaria umiltà che avrebbe dovuto spingerlo a condividere il percorso normativo con gli esperti del settore, ha causato le peggiori conseguenze in questa vicenda”.
“Ma le colpe vanno distribuite anche in seno al Consiglio regionale dove la maggior parte dei politici coinvolti, con rilevanti e dovute eccezioni che saranno a suo tempo rimarcate, ha ignorato gli appelli dei ricorrenti o non ha agito come ci si sarebbe aspettato”.
“Bisogna ribadire che, a fronte delle improbabili dichiarazioni dello stesso Castiglione sull’entità numerica dei ricorrenti, la realtà che è scesa in campo per scongiurare queste azioni di cattiva politica rappresenta un numero di imprese pari a 15.633, una prestazione complessiva di garanzie prestate di circa 87 milioni, 40 di patrimonio e 148 di garanzie residue (dati al 31.12.2011), decisamente una parte rilevante dell’intera economia regionale che si è scelto di ignorare”.
“Le parti ricorrenti, in sintesi, tornano a  chiedere l’abrogazione della legge, di procedere alla ripartizione dei fondi con le norme precedenti, da sempre ritenute funzionali e non dispersive, e le dimissioni immediate dell’assessore Alfredo Castiglione”.
Da Abruzzoweb

Print Friendly, PDF & Email