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L’Aquila. Confcommercio: “promuoveremo un referendum per far tornare in centro gli uffici comunali. Alla città serve un vero e proprio Piano Marshall”

Nelle scorse settimane si  è sviluppato un dibattito politico che ha riguardato la possibilità di  prevedere che  il c.d. Ufficio Unico Comunale potesse o meno essere posizionato nel perimetro del centro storico cittadino.
Abbiamo opportunamente evitato  su un così delicato argomento il piano polemico, per senso di responsabilità che deve avere l’organizzazione datoriale  cittadina maggiormente rappresentativa in città come Confcommercio, che deve però tutelare gli “interessi diffusi” delle migliaia di aziende aderenti che peraltro, è utile rammentarlo, sono le piccole imprese del commercio e dei servizi e del turismo che sono state le più colpite sul piano dei devastanti danni economici  subiti dal sisma del 2009.” Queste le premesse di una lunga nota a firma di Celso Cioni, direttore di Confcommercio, in cui si annuncia l’intenzione di promuovere un referendum cittadino per riportare inc entro storico gli uffici comunali.
“Abbiamo appreso che il Comune dell’Aquila cui spetta “il diritto-dovere “di decidere su tale materia, ha deciso di affidare  all’Ateneo aquilano la valutazione e lo studio sul da farsi e quindi attendiamo gli esiti con vigile attenzione del delicato lavoro che l’Università si accinge a svolgere.
Tuttavia i nostri associati  che quotidianamente interloquiscono con la nostra Organizzazione ci hanno posto una serie di quesiti sulla prospettiva che li riguarda, come, peraltro interessa tutti i cittadini aquilani sul destino prossimo del centro storico, in poche parole sul come sarà nel suo  futuro non remoto.
Ricordiamo che nell’ottobre dell’ormai lontano 2010, Confcommercio unitamente con altre Associazioni di Categoria, presentò pubblicamente alla presenza del Sindaco Cialente e di altri amministratori comunali uno studio sull’argomento.
A tale impegnativo lavoro   parteciparono circa una decina di ingegneri ed architetti, ivi compreso il coordinatore del gruppo di studio l’Architetto Angelo Patrizio, responsabile del settore infrastrutture della Confcommercio Nazionale.
Tale Gruppo di lavoro effettuò oltre seicento sopralluoghi nei locali del centro ed individuò decine di “attrattori pubblici” che definì  strategici per il rilancio sociale ed economico della città e del territorio, producendo e donando al Comune anche un plastico che fu per più di un anno appeso ai muri degli Uffici Comunali di Villa Gioia, mentre il corposo studio da allora (ottobre 2010), “giace” nei  polverosi  cassetti del nostro Municipio.
Ciò detto per ricordare anche un notevole impiego e sforzo di energie qualificate e di risorse economiche spese tutte ed esclusivamente dalle Associazioni di categoria cittadine, quindi senza  impiegare soldi pubblici.

Ora, esattamente dopo cinque anni, il tema torna di attualità.
A questo punto allora noi ci siamo determinati a promuovere un referendum cittadino per conoscere cosa gli aquilani ne pensano, cioè se sono favorevoli o meno a riposizionare tra le mura storiche quelli che i tecnici definiscono “attrattori” che sono poi gli uffici comunali e pubblici.
Vedremo quanti aquilani vorranno partecipare a tale consultazione e così conosceremo gli esiti e cosa  i nostri concittadini immaginano con la mente e cosa sperano con il loro cuore, per il futuro del capoluogo e di chi vuole tornare a viverci ed a lavorarci quotidianamente.
Faremo in modo di far conoscere per tempo i luoghi e le modalità di tale consultazione popolare per chi come noi vorrà, bontà sua, parteciparvi.
Siamo curiosi dell’esito di tale referendum nella consapevolezza che per realizzare davvero il rilancio produttivo ed economico del nostro territorio ferito,  serva a questo punto un vero e proprio ” PIANO MARSHALL ” che i nostri piccoli commercianti aspettano e meritano con fiducia dall’aprile  2009 e che, finora, non riescono nonostante tutto, ancora a vederlo realizzato concretamente.”

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