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L’Aquila: come è possibile che il cementificio Sacci licenzia durante la ricostruzione?

“Come è possibile che il cementificio Sacci di Cagnano Amiterno, a quattordici chilometri dall’Aquila, il più grande cantiere d’Europa, possa dover ricorrere a dei licenziamenti?”

 

Questa è la domanda che si pone il segretario generale Fillea Cgil dell’Aquila, Rita Innocenzi, durante una conferenza stampa convocata da Fillea Cgil, Filca Cisl e FeNeal Uil, nella quale è stata illustrata la situazione del cementificio Sacci di Cagnano Amiterno che con i suoi 90 dipendenti è uno dei più antichi insediamenti industriali di fondamentale importanza per l’economia dell’intera provincia.”E’ una situazione molto singolare – ha proseguito Rita Innocenzi – Noi sappiamo che c’é un problema a livello di mercato all’interno del paese però siamo consapevoli che i mercati naturali a cui fa riferimento il cementificio di Cagnano Amiterno sono l’Aquila con la sua ricostruzione e il mercato romano”. Sono diciassette i lavoratori in forza allo stabilimento strutturalmente esuberanti rispetto alle esigenze aziendali.”Abbiamo detto all’azienda, all’inizio quando ha dimostrato la volontà di licenziare – ha detto Rita Innocenzi – di ricorrere ad altri ammortizzatori sociali, ma l’azienda si è ostinata ad aprire una procedura di licenziamento collettivo per diciassette lavoratori, i più giovani. Per evitare questo abbiamo fatto un’intesa che prevede la riduzione da diciassette a dieci unità di coloro che saranno collocati in mobilità, non da domani mattina, ma dal primo gennaio 2012. Nel corso del 2011 i problemi di cali di mercato e di difficoltà verranno affrontati con qualche settimana di cassa integrazione ordinaria a rotazione”.(ANSA).

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