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L’Aquila. Centro antiviolenza, presto tre milioni di euro a disposizione

“La buriana delle inchieste su “rimborsopoli”, al di la’ delle telenovele e dei momenti tragicomici e farseschi, ha riportato al centro dell’attenzione la questione del centro antiviolenza. Lasciamoci alle spalle anni di inefficienze e di incapacita’ politiche e gestionali, di scelte illegittime ed inopportune, di mortificazioni alle donne, di danni all’Abruzzo, a cui neanche le deboli difese d’ufficio sono riuscite a fare da scudo”. Lo afferma la senatrice Stefania Pezzopane. “Adesso e’ tempo di concretezza. Grazie ad un emendamento approvato in Senato, i tre milioni di euro saranno presto a disposizione della Provincia dell’Aquila, che d’intesa con il Comune, dovra’ provvedere alla realizzazione di una struttura per l’accoglienza delle donne oggetto di violenze o in difficolta’. Nonostante le diverse appartenenze politiche, Comune e Provincia hanno ora l’opportunita’ di cambiare passo, di invertire la rotta e di dare un segnale preciso, dando seguito ad un impegno che abbiamo preso con le donne e con il territorio. Sono certa che Provincia e Comune, presto attorno ad un tavolo, non si faranno sfuggire una simile occasione, ben sapendo quanto sia difficile la condizione femminile. Con i tre milioni di euro, che sollecitero’ il Ministero a far entrare nella casse della Provincia nel piu’ breve tempo possibile- prosegue la senatrice- si potrebbe finalmente concretizzare un obiettivo che il territorio attende da tempo. Esiste gia’ un’ipotesi progettuale del Comune, elaborata quando ero assessore alle Politiche sociali e discussa in numerosi incontri pubblici con le associazioni femminili, che hanno dimostrato un enorme protagonismo, che prevede l’utilizzo di quei tre milioni per la riqualificazione di Santa Teresa in via Roma. In tantissime realta’ d’Italia i centri per le donne sono gestititi dalle donne stesse. Sarebbe opportuno restituire alle donne dignita’ politica e potere decisionale- conclude- aprendo a breve un confronto i centri antiviolenza e le tante associazioni femminili, che si sono battute per la realizzazione di una simile struttura, per verificare quale percorso intraprendere, magari in rete con i centri di Sulmona e di Avezzano e altre strutture operative nel territorio”.

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