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L’Aquila, casette post sisma usate come bed and breakfast

Costruite subito dopo il terremoto del 2009, erano stati usate per ospitare turisti. Gli agenti del Corpo forestale dello Stato di Tornimparte (L’Aquila) hanno sequestrato quattro fabbricati, edificati lungo il rettilineo di Sassa Scalo, denunciando per lottizzazione abusiva, falso e truffa un 56enne, Luigi Massari, e alcuni suoi familiari. Le denunce sono in relazione alla costruzione di manufatti provvisori trasformati illegittimamente, secondo l’accusa, in bed and breakfast approfittando delle delibere del consiglio comunale dell’Aquila che consentivano la realizzazione di tali fabbricati per i proprietari di case o attività produttive dichiarate inagibili dopo il terremoto del 2009.
Il provvedimento di sequestro è del gip del tribunale dell’ Aquila su richiesta del pm della procura titolare dell’ inchiesta, Roberta D’Avolio. Da quanto si è appreso, l’indagine è scaturita da varie segnalazioni fatte dai cittadini a Forestale, carabinieri e Comune dell’Aquila. Si arricchisce di un nuovo aspetto, quindi, la vicenda delle cosiddette «casette» che originariamente avrebbero dovuto ospitare solo gli sfollati ma che poi sono proliferate a dismisura, anche in zone a rischio idrogeologico o soggette a vincolo ambientale o paesaggistico: si stima che nel tutto il «cratere» siano almeno 4 mila i manufatti provvisori, parte dei quali totalmente abusivi.
Le delibere di Consiglio avevano fissato in tre anni i termini di efficacia delle autorizzazioni, che sono scadute nel maggio scorso, mentre per le attività produttive è stata prevista una proroga di ulteriori 36 mesi per le abitazioni non sono stati presi provvedimenti. Una situazione definita dagli stessi amministratori comunali «esplosiva».
Da Il centro

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