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L’Aquila. Carta degli aiuti di Stato, lettera di Confindustria al presidente della Regione

Egregio Presidente, abbiamo letto, con vera preoccupazione, le Sue dichiarazioni in merito alla nuova Programmazione dei Fondi Comunitari 2014-2020, e sulle aree da individuare come ex art. 107.3.c nella Carta degli Aiuti a finalità regionale. Siamo certamente d’accordo con Lei nel criticare la scelta della Conferenza Stato – Regioni di non supportare la sensata proposta della Regione Abruzzo di aumentare la quota di popolazione da utilizzare per la definizione della cosiddetta zonizzazione, tenendo fuori dal plafond l’area del cratere che, nel 2009, fu colpita al cuore da un’immane sciagura e che, oggi, ha un disperato bisogno di “ripartire”.

Siamo, d’altro canto, estremamente preoccupati dalla Sua dichiarazione, per quanto adombrata, in base alla quale la bocciatura della proposta comporterà l’esclusione della zona del cratere dall’area che dovrebbe beneficiare delle risorse, per non penalizzare altri ambiti del territorio abruzzese.

Quella della ripartenza  del vasto comprensorio devastato dal sisma del 2009 è una questione a cui va data una soluzione definitiva e su cui il Governo, le istituzioni locali e la politica non possono tergiversare o voltare la testa da un’altra parte… e non c’è “zonizzazione” che tenga. Bisogna porre fine ai rimbalzi di responsabilità perché un’ intera comunità civile ed economica è letteralmente in ginocchio, un capoluogo di regione, ricchissimo di tesori artistici e monumentali, è ancora oggi una città fantasma, con situazioni di precarietà sociale non tollerabili. A questo bisogna porre la massima attenzione e riteniamo che l’Abruzzo abbia l’obbligo di definire le aree ex art. 107.3.c tenendo conto degli indicatori che attestino il grado di “debolezza” del territorio e, soprattutto, della disponibilità di strumenti finanziari che possano agire su tali aree: se sarà esclusa dalla zonizzazione l’area del cratere sismico, i fondi stanziati dal Governo per il sostegno delle attività produttive e della ricerca, che ammontano ad oggi a 100 milioni di euro (il 5% delle risorse per la ricostruzione), non potranno essere utilizzati se non in minima parte ed il resto andrà perso.

Ci auguriamo, pertanto, che la Sua Amministrazione vorrà tenere conto di queste nostre considerazioni poichè le risorse da spendere, in quello che sarebbe il più grande cantiere d’Europa, avrebbero un ritorno enorme per tutta l’economia regionale, e non solo, al pari di un grande programma di infrastrutturazione.

 

Con i più cordiali saluti,

Il Consigliere Delegato alla ricostruzione – Ezio Rainaldi

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