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L’Aquila, Carispaq: ultimo bilancio prima della fusione in Bper

Manca poco alla fusione di Carispaq: ultimo appuntamento per la banca aquilana giovedì prossimo, con l’approvazione dell’ultimo bilancio. Poi sarà fusione, con tutto ciò che questo comporterà.
Vittorio Iannucci, direttore generale di Carispaq, però, tranquillizza sul passaggio a Bper.
«Non esisterà più Carispaq, che però manterrà il marchio e l’insegna. Il nuovo assetto è già disegnato. La direzione territoriale non ha nulla da invidiare a una direzione generale anche se è più di contenuto commerciale, rapporto con la clientela e supporto alle filiali e al territorio. Il prepensionamento o l’esodo incentivato riguarda 25-27 persone che per raggiunti limiti di età possono o essere collocate in pensione dal primo luglio o, con la formula del fondo esuberi, accompagnate alla pensione nel giro dei prossimi due anni e mezzo e andranno via il primo gennaio 2016. Questi i numeri. Per ora non è prevista la loro sostituzione. Per le altre unità la riconversione professionale si traduce in mobilità professionale o territoriale. Alcuni potranno spostarsi nelle filiali, qualcuno a Modena, altri impiegati in attività di rete o di area.
In provincia non si perderanno sportelli, a differenza di Pescara. In cambio, in provincia, saranno targate Bper le ex Bls, circa 8.
Il cda sparirà e diventerà comitato territoriale, di nomina Bper. Dovrebbe assorbire tutti o quasi gli attuali membri tra cda e collegio sindacale.
I conti della banca sono positivi, sottolinea Iannucci. ”L’aumento degli impieghi come da raccolta è dovuto soprattutto ai fondi della ricostruzione che rimpolpano il bilancio. Il calo dell’utile netto per il 2012 è dovuto al fatto che tutto il sistema bancario sconta forti svalutazioni sui crediti. La crisi reale del paese determina l’aumento di crediti deteriorati. Anche per effetto di un’indicazione di maggior rigore da Bankitalia nella valutazione di questi crediti il sistema si è allineato e ha contabilizzato maggiori svalutazioni rispetto a quelle previste. Non sono perdite vere e proprie ma accantonamenti che ci auguriamo di rivedere come plusvalenze negli anni successivi».
Iannucci commenta anche la truffa dei Parioli e il caso Lande, che ha fatto conoscere, in negativo, il nome della Carispaq. «Ci è costato un po’ di soldi in spese legali e tantissimo come immagine. C’è un processo in corso ma noi siamo vittime di questa storia. Le sanzioni di Bankitalia non dipendono da questo. Non sono 500mila euro: è la metà. Sanzioni personali a ciascun amministratore, sindaco e al direttore pro tempore. Il motivo? Rilievi nei controlli, ma non si salva nessuna banca. Sull’antiriciclaggio abbiamo avuto una nuova visita senza anomalie».

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