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L’Aquila, Carispaq: no a fusione con BPER

Bocciatura del piano industriale, ferma contrarietà all’ipotesi di ridimensionamento della Cassa di risparmio dell’Aquila e richiesta di incontro con l’Ad della Banca popolare dell’Emilia Romagna, Luigi Odorici. È quanto emerso nel corso della conferenza stampa a cui hanno preso parte il presidente della Fondazione Carispaq, Roberto Marotta, ed altri componenti del cda. La Fondazione è socio di minoranza dell’istituto bancario aquilano e recentemente ha aderito all’offerta pubblico di scambio, acquisendo azioni Bper al posto di quelle Carispaq. Il piano industriale Bper, che riguarda anche Banca popolare di Lanciano e Sulmona, Banca Popolare di Aprilia e Meliorbanca, ha sollevato numerose polemiche nei giorni scorsi. «Siamo contrati all’ipotesi di fusione per incorporazione di Carispaq spa in Bper – spiega Marotta – Un’operazione che svilirebbe il ruolo di banca del territorio che la banca ricopre da 153 anni». Il ridimensionamento di Carispaq, con decentramento della direzione generale e l’azzeramento del consiglio d’amministrazione, contrasterebbe, inoltre, con i patti parasociali sottoscritti tra Fondazione e Bper e i presenti all’incontro con la stampa hanno annunciato che in mancanza di una revisione da parte del piano industriale da parte di Bper «non sono escluse iniziative per la tutela degli interessi della banca e della città nelle sedi opportuni», ovvero sul piano civile. «Siamo pronti al dialogo – ha aggiunto Marotta – e chiederemo di incontrare l’Ad di Bper Odorici martedì prossimo, quando sarà in città per presentare il piano industriale della capogruppo».

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