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L’Aquila: caos zfu, fra “de minimis” e prese in giro

 

“Siamo stati presi per il c..o, la domanda per la zona franca urbana è stata presentata solo a gennaio 2011”.Sono queste le dichiarazioni a caldo rilasciate ad AbruzzoWeb dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente,

a margine dei lavori del Consiglio comunale a Bruxelles.“Dovevamo muoverci prima – ha spiegato il primo cittadino – ora bisogna recuperare il tempo perduto, perché le possibilità di zona franca sono poche”.

“Abbiamo constato l’amara realtà – ha aggiunto Cialente prima di congedarsi al telefono per recarsi a un nuovo appuntamento previsto nell’ambito del programma della “spedizione” aquilana – almeno questa trasferta è stata utile per verificare di persona come stanno realmente le cose”.

Alla luce delle novità emerse il Consiglio comunale, dopo il confronto con i funzionari della delegazione governativa permanente a Bruxelles, sta valutando l’ipotesi di chiedere, in via transitoria, il regime del cosiddetto “de minimis”, che potrebbe portare benefici immediati all’economia del territorio, con sgravi sino a 200 mila euro per le aziende, comprese quelle già esistenti.

Tale misura, tra l’altro, non prevede il limite dei 30 mila abitanti, come per la zona franca, e può essere esteso anche ad altri comuni del “cratere”.

Il regime “de minimis” è compatibile con la possibilità dell’istituzione della zona franca, che resta comunque in piedi.

A tal riguardo, l’ultima integrazione richiesta dalla Ue per la zfu, presentata il 23 novembre, avrà una risposta entro 60 giorni, periodo nel quale saranno verificati i parametri.

Per sollecitare il regime de minimis il Comune ha deliberato una mozione urgente.

In mattinata la delegazione aquilana, composta di circa 60 persone, ha incontrato gli europarlamentari del Partito democratico David Sassoli e Gianni Pittella, e nel pomeriggio Antonio Tajani, deputato europeo del Popolo della libertà e commissario per l’Industria.

Con l’assemblea municipale, guidata dal presidente Carlo Benedetti, il sindaco, Massimo Cialente, gli assessori Alfredo Moroni (Ambiente), Roberto Riga (Urbanistica), Silvana Giangiuliani (Finanze), Stefania Pezzopane (Cultura e Sociale), Pietro Di Stefano (Ricostruzione), Fabio Pelini (Assistenza alla Popolazione), Ermanno Lisi (Opere pubbliche) e l’onorevole Mercedes Bresso, presidente della Conferenza delle Regioni all’Eroparlamento. Alla trasferta nella capitale europea sono presenti anche l’assessore regionale Gianfranco Giuliante, l’assessore provinciale Guido Liris e il consigliere provinciale Paolo Federico, ma anche le associazioni di categoria che hanno sostenuto l’iniziativa, quali  l’Associazione nazionale costruttori edili, la Confederazione nazionale artigianato, Confartigianato, Confcommercio, Camera di Commercio e le rappresentanze sindacali cittadine.
BENEDETTI: ”SIAMO QUI PER RAPPRESENTARE UNA CITTÀ CHE HA PERSO TUTTO”

“Un Consiglio straordinario in un luogo straordinario, nel cuore della civilissima Europa, per una situazione straordinariamente difficile – ha dichiarato nel suo intervento il presidente del Consiglio comunale Carlo Benedetti, che ha aperto la seduta –  Siamo qui per rappresentare le ragioni, ma anche le speranze, di una città che ha perso tutto. Oggi approveremo, alla presenza della Provincia, della Regione e dei rappresentanti delle associazioni di categoria e del mondo del lavoro, un documento in cui cercheremo di rappresentare all’Europa le nostre richieste”.

“Noi abbiamo il dovere, qui a Bruxelles, di raccontare al meglio il nostro dramma collettivo. Tutti insieme siamo una forza  – ha proseguito Benedetti – e con questa forza, oggi, portiamo all’approvazione del Consiglio comunale un documento, frutto di un’elaborazione collettiva, che ha visto la partecipazione della società civile aquilana e del mondo produttivo. Un documento che si lega, come dicevo prima, ad una realtà straordinariamente  difficile come quella dell’Aquila, che sta cercando faticosamente di uscire dal dramma di un terremoto epocale. Dell’iter procedurale e degli atti propedeutici alla richiesta della Zona franca urbana, per noi di vitale importanza, ci sono ignoti alcuni passaggi e pertanto vogliamo verificarli”.

“Il nostro compito è quello di cercare di coniugare l’impianto normativo della zona franca con le particolari esigenze della nostra città, anche eventualmente ottenendo provvedimenti modificativi ad hoc. Io credo – ha proseguito ancora il presidente Benedetti – che chi vive l’economia in maniera diretta sa benissimo che senza questo strumento non ci sarà futuro nella nostra città né per l’artigianato, né per l’impresa, né per il lavoro autonomo”.

“Oggi siamo qui – ha concluso Benedetti – per una causa di fondamentale importanza. Ringrazio per la loro significativa presenza la Provincia dell’Aquila, il cui presidente Antonio Del Corvo, che aveva aderito all’iniziativa più e meglio di altri, è stato trattenuto all’Aquila da compiti istituzionali, l’assessore provinciale Liris, l’assessore regionale Giuliante, sempre vicino agli aquilani, e le associazioni di categoria che ci hanno validamente sostenuto. Solo recuperando il senso di unità e di appartenenza, che è poi il senso di una marcia comune, ci riapproprieremo del nostro diritto a sopravvivere. L’approvazione di questo documento è il primo passo in questa direzione”.

“Questa è la casa delle Regioni Europee – ha dichiarato l’onorevole Mercedes Bresso, presidente della Conferenza delle Regioni al Parlamento europeo – e per noi è importante accogliere le collettività e aiutarle a inserirsi nelle politiche comunitarie. L’obiettivo è quello di far sì che le città e le regioni europee conoscano in maniera approfondita il funzionamento delle istituzioni europee per sfruttarne al meglio le potenzialità. In questo senso dovete sapere – ha concluso l’onorevole Bresso – che, qui in Europa, avete in me un’amica della città dell’Aquila, da sempre vicina al suo dramma, che è poi il dramma di una città tra le più suggestive e le più culturalmente vivaci in Italia. Assicuro pertanto il mio sostegno per quanto l’Europa possa fare per aiutare il capoluogo d’Abruzzo a risollevarsi”.

“Per me è un grande onore – ha detto l’europarlamentare Gianni Pittella – poter portare il mio saluto al Consiglio comunale dell’Aquila, qui riunito in maniera solenne. È giusto che vi riferiate a noi, come Parlamento europeo, in maniera propositiva. Mi ritengo un vostro rappresentante e, come tale, ho cercato di portare avanti strumenti e risposte dell’Ue alla drammatica emergenza nella quale la vostra città e la vostra provincia sono cadute dopo il terremoto. L’Unione europea ha attivato il fondo di solidarietà, in maniera bipartisan, e, per quanto riguarda la zona franca, pur nel rispetto delle competenze, che sono del Governo e delle Regioni, abbiamo svolto un’azione politica di supporto all’iniziativa e di informazione e sensibilizzazione. Quando sono venuto al’Aquila con l’onorevole David Sassoli avrei voluto portare una buona notizia”.

“La verità, tuttavia, è che c’è stato un lungo iter. La Commissione europea in un primo momento aveva giudicato lo strumento della zona franca urbana non adeguato e ne aveva suggeriti altri. Da Governo e Regione non ci sono state risposte a questa osservazione, se non la reiterazione della richiesta, con controdeduzioni da parte della stessa Regione, pervenute lo scorso 23 novembre. Questa è la situazione reale. Se qualcuno dice che la zona franca è stata approvata, dunque, dice una cosa non vera. Per quanto riguarda le nostre competenze – ha concluso l’onorevole Pittella – riteniamo  un nostro dovere insistere per ottenere la zona franca urbana all’Aquila”.

Dal consiglio documento a sostegno a zona franca Con un’iniziativa senza precedenti nella storia dell’Unione europea, il Consiglio comunale dell’Aquila ha tenuto oggi a Bruxelles una riunione straordinaria che ha approvato un documento a sostegno dell’istituzione della zona franca urbana per il capoluogo abruzzese. Il Consiglio si è tenuto a Bruxelles, nella sede del Comitato delle Regioni, per «portare nel ‘cuorè dell’Europa le ragioni della richiesta legata all’istituzione della Zona franca urbana per la città dell’Aquila, a seguito del sisma del 6 aprile 2009», ha sottolineato il Comune in un comunicato. In particolare, l’assemblea ha deliberato «di impegnare le istituzioni italiane» a concludere l’iter per la realizzazione della zona franca, di «provvedere» l’aumento delle risorse individuate, di «assicurare» l’accesso ai benefici previsti anche alle imprese già operanti sul territorio e di includere tra i possibili destinatari anche i professionisti. Per contribuire «alla ripresa e allo sviluppo economico – si legge nel documento- è fondamentale incentivare gli investimenti produttivi, l’incremento occupazionale e contenere la spinta ai flussi migratori della città connessi alle disastrose conseguenze» provocate dal sisma. La prevista zona franca urbana, sottolinea il documento, è un «fondamentale strumento di importanza strategica per fronteggiare la persistente situazione emergenziale» dell’Aquila. «Qui in Europa, avete in me un’amica della città dell’Aquila, da sempre vicina al suo dramma, che è poi il dramma di una città tra le più suggestive e le più culturalmente vivaci in Italia – ha detto alla delegazione abruzzese Mercedes Bresso, presidente della Conferenza delle Regioni al Parlamento europeo -. Assicuro pertanto il mio sostegno per quanto l’Europa possa fare per aiutare il capoluogo d’Abruzzo a risollevarsi». Da parte sua, l’europarlamentare David Sassoli ha commentato che «lo strumento della zona franca urbana è certamente importante per l’Aquila e per questo, insieme con altri colleghi, assicuro il mio sostegno».

Sassoli e il De Minimis. Ai lavori del Consiglio comunale dell’Aquila, in via straordinaria riunito a Bruxelles, ha partecipato anche l’europarlamentare David Sassoli: ”La Zona franca e’ un aiuto fiscale ad imprese piccole e medie che vogliono investire e verso le quali si prevedono agevolazioni.
Invece credo che nelle attese e nella polemica che si sono alimentate in questi anni, anche da parte dell’ex Governo, ci siano state informazioni poco chiare”. Sassoli ha riferito di ”essere rimasto colpito quando i funzionari europei mi hanno chiesto come mai la citta’ dell’Aquila chiedeva la Zona franca quando vi e’ un provvedimento, come il ‘de minimis’, che puo’ essere adottato dalle autorita’ italiane indipendentemente rispetto all’Europa”. ”In quel momento ho compreso che c’era stato un grande equivoco – ha aggiunto – Se il Governo italiano avesse spiegato come stavano le cose e’ chiaro che le autorita’ locali si sarebbero attivate subito per ottenere questo provvedimento, che non esclude la promozione contemporanea dell’iter per la Zona franca”. Per l’europarlamentare ”il ‘de minimis’ e’ un beneficio importante, che avrebbe dovuto essere introdotto da molto tempo, promuovendo al contempo la Zona franca, con i tempi e l’iter che l’Europa richiede”. Sgombrando il campo da polemiche, Sassoli ha esortato: ”Vediamo di lavorare in Europa per quello che l’Europa ci puo’ dare, ma cerchiamo di ottenere, nello stesso tempo, cio’ e’ nelle competenze delle autorita’ italiane”. E poi: ”Con il Governo attuale, che ha un profilo molto europeo e qualificate competenze in Europa, le istituzioni locali possono e devono dialogare”. Ha proposto, infine, l’istituzione, a Bruxelles, di un tavolo permanente, ”perche’ la citta’ dell’Aquila avra’ bisogno delle risorse europee ancora per molto tempo”.

Risponde De Matteis. ”Dopo due anni di assenza e di disinteresse, l’on. David Sassoli scopre l’importanza della Zona franca urbana all’Aquila. E’ incredibile che tale parlamentare venga all’Aquila polemizzando su presunti ritardi e mancata informazione, facendo propaganda su argomenti importanti per la citta”’. La stoccata e’ del vicepresidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, Giorgio De Matteis, a poche ore dall’intervento di Sassoli al Consiglio comunale dell’Aquila, a Bruxelles, ed a pochi giorni dalla sua visita nel capologuo. Per De matteis ”e’ doverosa” la risposta ”alle sue polemiche inutili e elettoralistiche”, poiche’ ”le sue affermazioni sui ritardi e le modalita’ risultano false, alla luce degli atti e delle lettere intercorse tra il Ministero dello Sviluppo economico, la rappresentanza diplomatica italiana a Bruxelles e la Direzione generale della Concorrenza della UE”.
”Documentazione questa che – fa notare – testimonia il rispetto dei tempi sul lungo iter, iniziato due anni fa su proposta delle autorita’ europee e che i parlamentari italiani del PD hanno condiviso, votandolo in Parlamento”.
Quanto al ‘de minimis’, ”ancora una volta – puntualizza – siamo costretti a invitare l’on. Sassoli a migliorare le sue informazioni, perche’ questo aspetto della Zona franca urbana e’ di fatto ricompresso all’interno della misura stessa”, mentre ”la quota da riservare alle nuove aziende entro i 200 mila euro, al fine di non creare concorrenza sleale con l’esistente e ampliare la platea degli utenti, e’ il frutto degli incontri tenutisi a Bruxelles tra il Ministero dello Sviluppo economico, la rappresentanza diplomatica italiana, la Direzione generale della Concorrenza, che fa capo al Commissario Almunia e la Regione Abruzzo”. ”Tutto cio’ e’ avvenuto nella totale assenza da parte di soggetti che oggi, improvvisamente, scoprono un nuovo interesse elettorale per il problema – ironizza in conclusione – E’, infatti, stupefacente che il Sen. Marini, i gruppi consiliari del PD al Comune dell’Aquila e in Regione, sia pure sollecitati, non abbiano mai avvertito la sensibilita’ e l’esigenza di chiamare in causa chi oggi, come Sassoli e altri, si fa paladino di una vicenda gia’ avviata a conclusione”.

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