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L’Aquila. Bper, approvato il resoconto di gestione al 30 settembre

Il Consiglio di Amministrazione della Banca popolare dell’Emilia Romagna ha esaminato ed approvato in data odierna i risultati individuali della Banca e consolidati di Gruppo dei primi nove mesi del 2014.

Alessandro Vandelli, Amministratore delegato di BPER, al termine del Consiglio di Amministrazione commenta: “L’approvazione dei risultati dei primi nove mesi dell’anno segue di alcuni giorni la pubblicazione degli esiti del Comprehensive Assessment svolto dalle Autorità di vigilanza e dall’Autorità Bancaria Europea. Come noto, tale esame ha confermato l’ottimo livello di solidità patrimoniale raggiunto dal Gruppo BPER anche nel confronto con i peers a livello europeo, registrando un significativo surplus di capitale di oltre € 630 milioni rispetto ai minimi richiesti, in particolare grazie al contributo dell’azione di rafforzamento patrimoniale di € 750 milioni realizzata con successo nel luglio scorso. Archiviati con soddisfazione gli esiti del Comprehensive Assessment, l’attenzione torna a concentrarsi sui risultati dell’attività ordinaria della banca, che pur operando in un contesto economico ancora debole e dalle prospettive incerte, registra una significativa crescita dell’utile netto risultato pari a € 75,8 milioni rispetto a € 23,2 milioni dei primi nove mesi del 2013. Il buon risultato del periodo si caratterizza per un incremento del margine di intermediazione di oltre il 2%, accompagnato da un contestuale calo sia delle rettifiche complessive che dei costi della gestione, in presenza di coperture su crediti sostanzialmente stabili rispetto a giugno ed in aumento di quasi 400 bps rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Inoltre, sulla base di evidenze interne ed in funzione del costante approccio prudenziale in tema di accantonamenti e coperture, non si prevedono ulteriori significative rettifiche su crediti in conseguenza dell’AQR sulle singole posizioni analizzate nell’attività di Credit File Review. Infine, ad ulteriore conferma della solidità patrimoniale del Gruppo, come anche evidenziato dall’esito dell’Asset Quality Review e dello stress test, il livello di Common Equity Tier 1 ratio “Fully Phased” si attesta al 10,66% (11,09% Phased in) in linea con i migliori standard di mercato e senza considerare i potenziali positivi effetti che deriveranno dalla validazione dei modelli interni avanzati per la misurazione del rischio di credito. Dal punto di vista societario, mi preme sottolineare che, nel corso del mese di novembre, proseguendo nella continua opera di razionalizzazione e semplificazione del Gruppo, verranno finalizzate le incorporazioni nella Capogruppo di altre tre banche: Banca Popolare di Ravenna, Banca della Campania e Banca popolare del Mezzogiorno. In estrema sintesi, sono convinto che i positivi risultati conseguiti in termini di solidità patrimoniale e redditività costituiscano la base di partenza per l’implementazione del nuovo Piano Industriale che ci vede fortemente impegnati in questi mesi e che vedrà la luce all’inizio del prossimo anno che avrà, tra gli altri, l’obiettivo di migliorare il profilo di redditività del Gruppo e di ridisegnare il modello distributivo.”

 

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Conto economico: dati principali

Il margine di interesse si attesta a € 978,5 milioni, in incremento dell’1,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, principalmente grazie ai benefici derivanti dalle manovre sul costo del funding poste in essere nel corso dell’anno. Rispetto al trimestre precedente, il margine di interesse risulta in diminuzione (-2,6% trimestre su trimestre) principalmente a causa del calo dei tassi di mercato anche in conseguenza dell’ulteriore taglio del tasso di riferimento operato dalla Banca Centrale Europea ad inizio settembre (la media dell’Euribor a 3 mesi del trimestre risulta pari allo 0,16% rispetto 0,30% del trimestre precedente), all’incidenza negativa dell’effetto volumi e al minore contributo del portafoglio titoli a seguito di prese di beneficio su una parte dei titoli obbligazionari allocati nella categoria Available For Sale (“AFS”). Nel corso del mese di settembre sì è dato corso ad una serie di importanti manovre di repricing, in particolare sul lato del costo della raccolta a breve e medio termine in coerenza con il nuovo scenario dei tassi, i cui primi benefici sullo spread complessivo si sono già manifestati nel corso del mese di ottobre ed altri più significativi sono attesi nei prossimi mesi.

Le commissioni nette, pari a € 514,5 milioni risultano in marginale calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-1,0%) principalmente come effetto di un andamento molto positivo sulla componente commissionale relativa alla raccolta indiretta e “bancassurance” (+13,4%) e della diminuzione delle commissioni su finanziamenti e garanzie (-5,2%) condizionate dalla fase economica recessiva ancora in atto. Il confronto con il trimestre precedente evidenzia un calo del 2,9% influenzato dalla consueta stagionalità del periodo.

Il risultato netto delle attività di negoziazione (compresi i dividendi pari a € 18,3 milioni) si attesta a € 148,3 milioni, in sensibile incremento nel confronto con lo stesso periodo dello scorso anno (+21,7% anno su anno), beneficiando del favorevole andamento dei mercati finanziari e degli utili realizzati su riserve positive relative a titoli governativi detenuti nel portafoglio “AFS”. La riserva “AFS” relativa a tali titoli continua peraltro ancora ad evidenziare significative plusvalenze, per un valore (al netto delle imposte) di € 111,2 milioni (€ 50,8 milioni al 31 dicembre 2013 e € 110,2 milioni al 30 giugno 2014). Hanno concorso al suddetto risultato utili netti realizzati per € 129,2 milioni, plusvalenze nette per € 22,0 milioni per buona parte imputabili al mark-to-market relativo ai titoli governativi italiani in portafoglio, la componente “Fair Value Option” sulle passività finanziarie negativa per € 16,9 milioni (pure negativa per € 54,2 milioni al 30 settembre 2013).

Il margine di intermediazione risulta pari a € 1.641,3 milioni, in significativo incremento rispetto ai primi nove mesi del 2013 (€ 1.605,6 milioni; +2,2% anno su anno) principalmente grazie al positivo contributo del margine di interesse e del buon andamento del risultato della finanza.

Le rettifiche nette su crediti e su altre attività si attestano a € 590,6 milioni, in diminuzione del 5,2% rispetto allo stesso periodo del 2013, riferibili principalmente a rettifiche operate nel comparto del credito (€ 580,1 milioni). Il costo del credito complessivo al 30 settembre 2014 risulta pari a 130 bps (173 bps annualizzato). Va sottolineato che, sulla base di approfondite stime ed analisi interne ed in funzione del costante approccio prudenziale in tema di accantonamenti e coperture, non si prevedono ulteriori significative rettifiche su crediti in conseguenza dell’AQR sulle singole posizioni analizzate nell’attività di Credit File Review nell’ambito del risultato dell’Asset Quality Review.

Il livello delle coperture dei crediti deteriorati si attesta al 39,6%, sostanzialmente stabile rispetto a giugno (39,4%). In dettaglio, la copertura delle sofferenze risulta pari al 56,4%, sostanzialmente stabile rispetto a giugno (56,5%); l’incremento del livello di copertura delle sofferenze risulta rispettivamente di 141 bps e di 178 bps su dicembre e settembre 2013. Inoltre, tenuto conto delle svalutazioni dirette su crediti in sofferenza (“write-off”) ancora in essere pari a € 1,35 miliardi, la copertura delle sofferenze si attesta al 64,2%. Stabile anche la copertura degli incagli al 19,2% nel confronto con il trimestre precedente, ma in sensibile aumento rispettivamente di 107 bps e di 235 bps rispetto al 18,2% e al 16,9% di fine anno e settembre 2013. Le coperture su prestiti ristrutturati e scaduti risultano pari rispettivamente al 14,3% e 6,4% praticamente invariate rispetto a giugno ed in leggero incremento rispetto a dicembre 2013.

Il risultato netto della gestione finanziaria, pari a € 1.050,7 milioni, registra un incremento del 6,9% anno su anno, beneficiando sia del buon andamento del margine di interesse e del risultato della finanza che della riduzione delle rettifiche.

Nell’ambito dei costi operativi, le spese per il personale si attestano a € 577,9 milioni, in calo del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2013 (-0,9% al netto dei costi straordinari per l’incentivazione all’esodo e per il Fondo di solidarietà nei due periodi1). Le altre spese amministrative ammontano a € 391,5 milioni, in crescita del 2,0% anno su anno, mentre risultano in diminuzione dello 0,4% se si esclude l’impatto della componente riferita alle “Imposte e tasse”2. Nel loro complesso, i costi operativi, comprensivi degli altri oneri e proventi di gestione, risultano pari a € 917,5 milioni nei primi nove mesi dell’anno, in crescita del 4,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, principalmente per il calo della voce “altri oneri/proventi di gestione” (-20,5% anno su anno) sulla quale ha influito prevalentemente la riduzione della commissione di istruttoria veloce (“CIV”) per € 13,7 milioni.

Al netto dei costi straordinari per incentivazione all’esodo e Fondo di solidarietà e della voce “Imposte e tasse”, i costi relativi alla gestione ordinaria (spese del personale, spese amministrative e ammortamenti) risultano in leggera riduzione (-0,3% rispetto a settembre 2013).

L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte risulta pari a € 131,8 milioni nel periodo (€ 99,3 milioni nei primi nove mesi del 2013). Le imposte sul reddito di periodo sono pari a € 55,9 milioni e tengono conto dell’imposta sostitutiva aggiuntiva retroattiva (€ 2,8 milioni)3, calcolata sulla plusvalenza realizzata nel 2013 a fronte della rivalutazione dell’interessenza nel capitale della Banca d’Italia, oltre agli effetti one off (€ 5,3 milioni) registrati per il ricalcolo delle imposte anticipate a fronte del calo dell’aliquota IRAP4. Si determina pertanto un indice tax rate pari al 42,5%.

L’utile netto complessivo del periodo risulta pari a € 75,8 milioni, rispetto ad un risultato positivo per € 23,2 milioni al 30 settembre 2013, e comprende un utile di periodo di pertinenza di terzi pari a € 14,7 milioni (€ 9,0 milioni nei primi nove mesi dello scorso anno). L’utile netto di pertinenza della Capogruppo risulta pertanto pari a € 61,1 milioni (€ 14,2 milioni nello stesso periodo del 2013).

 

Stato patrimoniale: dati principali

La raccolta diretta da clientela (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie valutate al fair value) si attesta a € 46,3 miliardi, in calo dell’1,2% rispetto alla fine del 2013 principalmente riconducibile ad un calo della componente obbligazionaria retail ed al contestuale riposizionamento di una parte di raccolta diretta da clientela verso forme tecniche di raccolta a breve scadenza e verso il risparmio gestito e polizze assicurative favorite dal buon momento di mercato. La raccolta diretta è costituita in prevalenza dalla componente Retail & Private (78,1%) e il 64,0% è rappresentato da conti correnti e depositi liberi e vincolati a breve scadenza.

La raccolta indiretta da clientela, valorizzata ai prezzi di mercato, è pari a € 28,0 miliardi, in aumento del 5,3% da inizio anno. In particolare, la raccolta gestita risulta in significativa crescita del 9,4% da fine 2013 e la raccolta amministrata registra, nello stesso periodo, un aumento del 2,2%. Il portafoglio premi assicurativi, non compreso nella raccolta indiretta, ammonta a € 3,0 miliardi evidenziando una notevole crescita da inizio anno (+17,9%), pressoché totalmente riferibile al ramo vita.

I crediti verso la clientela, al netto delle rettifiche di valore, sono pari a € 44,6 miliardi evidenziando un calo del 4,2% dalla fine del 2013 prevalentemente riconducibile al comparto imprese che risentono ancora delle difficoltà dell’economia e del calo della domanda per investimenti; si registra, peraltro, specialmente nell’ultimo periodo, qualche segnale di stabilizzazione nella dinamica dei prestiti, con evidenze positive nel comparto dei mutui residenziali che registrano una crescita delle nuove erogazioni del 17% anno su anno.

L’ammontare dei crediti deteriorati netti è di € 6,6 miliardi, in crescita del 3,4% rispetto alla fine del 2013, con una componente di sofferenze di € 2,7 miliardi (+9,2% da fine anno); tali importi risultano rispettivamente pari al 14,8% e al 6,1% del totale dei crediti netti verso clientela. Nel dettaglio, le altre poste sono rappresentate da incagli netti pari a € 3,1 miliardi, in calo del 2,6% da fine 2013, da crediti ristrutturati netti pari a € 0,6 miliardi (+27,0% da dicembre 2013) e da crediti scaduti netti pari a € 0,3 miliardi (-14,0% dalla fine dello scorso anno); tali voci presentano tutte, come già detto, buoni livelli di copertura evidenziando un coverage ratio complessivo del 39,6%, in incremento di 20 bps dal 39,4% di giugno e di 228 bps dal 37,3% di dicembre 2013.

La posizione interbancaria netta, che risulta negativa per € 3,4 miliardi, in significativa riduzione rispetto a fine 2013 (€ 6,2 miliardi), è determinata dallo sbilancio tra i crediti verso banche di € 2,0 miliardi e i debiti della stessa natura pari a € 5,4 miliardi. Al fine di aumentare la flessibilità finanziaria del Gruppo, nel mese di settembre BPER ha partecipato alla prima asta del programma “TLTRO” (“Targeted Longer Term refinancing Operations”) della Banca Centrale Europea per un ammontare totale pari a € 2 miliardi che costituisce l’intero importo finanziabile per l’intero 2014 non prevedendo, quindi, la partecipazione alla seconda asta che si svolgerà nel mese di dicembre; nel contempo, la banca ha proceduto al rimborso di una parte della precedente operazione di rifinanziamento “LTRO” per un importo pari a € 1,65 miliardi. Al 30 settembre, l’ammontare complessivo del rifinanziamento con la Banca Centrale Europea risulta pari a € 3,4 miliardi, di cui € 1,4 miliardi riconducibili alle operazioni di “LTRO” a tre anni con scadenza tra gennaio e febbraio 2015 e € 2,0 miliardi alla nuova operazione “TLTRO” con scadenza settembre 2018. Gli strumenti finanziari, utilizzabili come collaterale per operazioni di rifinanziamento sul mercato, ammontano a € 12,0 miliardi al netto dell’haircut, di cui € 6,2 miliardi disponibili (erano rispettivamente € 12,4 miliardi e € 3,9 miliardi al 31 dicembre 2013). Inoltre, si segnala che in data 10 ottobre 2014 BPER ha proceduto all’integrale estinzione dei due titoli obbligazionari assistiti da garanzia della Repubblica Italiana utilizzata come collaterale per il rifinanziamento con la BCE per un ammontare complessivo pari a € 1,25 miliardi.

Le attività finanziarie ammontano complessivamente a € 9,5 miliardi, in incremento del 4,4% rispetto alla fine del 2013; esse rappresentano il 15,7% del totale attivo, tra le più basse percentuali a livello di sistema. I titoli di debito rappresentano il 90,8% del portafoglio complessivo ed ammontano a € 8,6 miliardi: di essi, € 6,2 miliardi sono riferiti a titoli governativi, in massima parte rappresentati da titoli di Stato italiani, mentre € 2,1 miliardi sono riferiti a banche ed enti sovranazionali.

A fronte delle attività disponibili per la vendita (“AFS”) pari a € 6,8 miliardi, sono complessivamente presenti riserve da valutazione positive per € 208,2 milioni, al netto del relativo impatto fiscale, come risultanza della sommatoria di riserve positive riferite ai titoli di debito, titoli di capitale e OICR per un valore di € 233,2 milioni e di riserve negative per € 25,0 milioni; la riserva netta riferibile ai soli titoli governativi risulta positiva per € 111,2 milioni. Inoltre, relativamente al portafoglio delle attività finanziarie detenute fino a scadenza (“HTM”) pari a € 1,6 miliardi, la differenza tra il fair value ed il valore di bilancio risulta positiva (“riserva implicita”) per € 161,9 milioni.

I mezzi patrimoniali complessivi al 30 settembre 2014 ammontano a € 5,6 miliardi (+17,8%), con una quota di patrimonio di pertinenza di terzi pari ad € 0,7 miliardi. Il patrimonio netto consolidato del Gruppo, che include il risultato del periodo, si attesta a € 4,9 miliardi, in incremento del 20,6% da fine 2013. I mezzi patrimoniali citati tengono conto dell’aumento di capitale di € 750 milioni concluso a luglio 2014 senza alcun ricorso ad interventi del Consorzio di garanzia a suo tempo costituito, per un effetto, al netto dei costi correlati, quantificabile in circa € 735,7 milioni.

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