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L’Aquila, Barca conferma: il de minimis c’è

“Oggi diremo tutto, confermo che il de minimis è stato firmato. Io candidato in Abruzzo? Assolutamente no”.
Ha esordito così Fabrizio Barca, ministro della Coesione territoriale e inviato speciale del governo Monti per la ricostruzione, oggi all’Aquila per “parlare alla città” sotto il tendone di piazza Duomo.
Con lui il primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente, e il commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi, che nel suo ruolo ha i giorni contati, come ha rivelato il sindaco: “Credo che dal 30 giugno andrà via”.
Ma Barca non sembra avere tutta questa fretta: ha parlato di transizione entro la pausa estiva ma “i tempi potranno subire una graduazione affinché sia ordinata”.
Lanciata l’idea di due nuovi manager per la ricostruzione, uno per il centro e uno per le frazioni dell’Aquila, ipotesi contenuta nella relazione interna di 30 pagine compilata da tre saggi per il ministro
All’incontro sono presenti circa 100 persone, tra il pubblico molti consiglieri comunali attuali e passati dell’Aquila, alcuni esponenti sindacali e delle categorie nonché del mondo produttivo, e anche esponenti dei comitati cittadini nati dopo il sisma, o di quel che ne resta.
Pubblico sostanzialmente silenzioso e attento anche se volano mormorii e fischi quando il tono della discussione si fa troppo astratto e si allontana dall’agognata concretezza.
In platea due ex sindaci del capoluogo, Antonio Centi, autore di un intevento applaudito critico contro la Regione Abruzzo, ed Enzo Lombardi.
L’INTERVENTO DEL MINISTRO BARCA

Molto articolato l’intervento del ministro Barca, di cui AbruzzoWeb offre il testo completo.
Seguono i punti salienti annotati da chi scrive durante l’evento.
”LE NUOVE REGOLE DEL GIOCO”
In questa sede è mia intenzione rispondere alle domande che mi erano state poste. Quali sono le intenzioni del governo sulle nuove regole del gioco? Non deve esistere dopo tre anni uno stato di emergenza per una calamità naturale.
Oggi parliamo del ritorno all’ordinario. Ben chiari gli obiettivi, che andranno scritti nella norma per la ricostruzione. Primo, garantire il rientro in tempi noti dei residenti in tutti i Comuni nelle proprie abitazioni.
A Foligno e Fabriano si sta ricostruendo adesso. Nei primi tre anni non succede mai nulla nei centri storici, poi sette-otto anni di ricostruzione intensissima, l’Irpinia ci ha messo vent’anni che sono inammissibili.
I tempi possono essere lunghi ma devono essere certi per programmare la propria vita. Secondo obiettivo, attrattività dei territori. Per il centro riapertura istituzionale, residenzialità per 20 mila studenti, aggregazione culturale.
”CESSERANNO INCARICHI E STRUTTURE DELL’EMERGENZA”
Cessazione di ogni altra struttura o incarico assegnati durante la straordinarietà. E questo risponde, per essere chiari, alle domande che mi sono state poste (tra cui quella sull’Ucr, ndr).
Perché siamo qua? Le idee riflettono diversi punti di vista tra i quali alcuni profili del disegno di legge d’iniziativa popolare e di quello in discussione alla Camera. Proprio qua in una forma insolita definita erroneamente populista.
Queste sono decisioni difficili e nessuno può proclamare di sapere come si fa. Solo con un confronto pubblico in nome della ragionevolezza si faranno scelte migliori.
Tutte le carte sono sul web, ma se non fossimo qua a confrontarci ci sarebbero sussurri e notizie infondate. E poi questo è il metodo partenariale della parte migliore dell’Europa.
Le norme arriveranno già prima della pausa estiva. I tempi potranno subire una graduazione per assicurare una ordinata transizione.
”RIMODULARE INDENNIZZI SULLE SECONDE CASE”
Valutiamo la possibilità di rimodulazione degli indennizzi, in particolare sulle seconde case.
Notare le parole… Valutare, intenzione… Non abbiamo una norma scritta, ma sono i principi con cui ci confrontiamo.
La cessazione di molte strutture non metterà in discussione la responsabilità che il governo continuerà a svolgere. La novità c’è e sta nel ruolo centrale degli enti locali e in particolare dei Comuni.
Il Comune dell’Aquila deve svolgere le funzioni che gli sono proprie, urbanistiche, assistenza, C.a.s.e. e Map. All’interno del Comune potrebbe operare un ufficio per la ricostruzione con compiti di verifica economica e tecnica e che avrebbe anche compiti di controllo sui cantieri. Simile la situazione per gli altri Comuni.
Alla Regione finiremo per attribuire molto di meno di tutti gli altri terremoti, perché così è stato dall’inizio. Però dovrà svolgere alcuni funzioni.
”LE GOVERNANCE SONO COMPLESSE”
Andassi a Gemona, Fabriano o a Foligno mi sono fatto dare le mappe descrittive della governance e a vederle viene il mal di pancia. Le governance sono complesse, leviamoci dalla testa l’idea della semplificazione che non sta in piedi.
Le decisioni democratiche richiedono molti livelli di governo, la semplicità è che siano rapide e che se ci si scrive tra uffici non passino 20 giorni per una risposta.
Istituiremo una commissione pareri permanente con rappresentanti degli enti tutti insieme aperta anche alle associazioni e al partenariato economico e sociale.
I coordinatori degli uffici di ricostruzione devono essere selezionati tramite evidenza pubblica.
Quanto alle risorse umane, il risparmio è possibile ora che ridisegniamo la governante, altrimenti l’avremo disegnata male. E’ evidente che dovremo avere meno persone.
Sulle risorse economiche, alle soglie dell’autunno sapremo quante e quali risorse addizionali sono necessarie e come renderle disponibili.
CIALENTE: ”DAL 30 GIUGNO CHIODI TERMINA MANDATO”
“Abbiamo una data? Credo dal 30 giugno”. Così alla vigilia dell’incontro il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha annunciato la fine del mandato da commissario diGianni Chiodi, che lo aveva assunto il 1° febbraio 2010 da Guido Bertolaso.
Cialente ha anche annunciato il disvelamento dell’attesa relazione interna di 30 pagine dei tecnici della squadra di Barca sul piano di ricostruzione da 6 miliardi di euro approvato dall’amministrazione per il capoluogo e le 49 frazioni.
CHIODI: ”CANTIERI IN CENTRO STORICO PRIMA DEL FRIULI”
“Dopo tre anni di emergenza con la gestione commissariale – ha detto Chiodi – la ricostruzione è sufficientemente avviata in termini di normative e procedure per poter costruire un percorso più lungo ma attraverso un sistema ordinario. Non dimentichiamo che per un anno e mezzo abbiamo gestito l’emergenza come mani in passato si era trovato un Paese”.
Chiodi ha poi indicato due solleciti che ha ricevuto entrando nel tendone. “In primis i pagamenti alle imprese – ha detto – perché gli imprenditori hanno sofferto e soffrono tuttora. Per fare i pagamenti è necessario che ci sia un sistema corretto di rendicontazione, devo dirlo perché altrimenti sembra che ci sia tutta una responsabilità. Questa mattina ho firmato un’anticipazione per 14 milioni di euro, il 70 per cento, a fronte di rendicontazioni che il governo ancora non ha perché devono essere prodotte”.
“Altra sollecitazione – ha aggiunto – le forze di polizia aggregate a quelle aquilane per le esigenze di controllo del territorio e dei tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata”.
Chiodi ha rivendicato che “qui in tre anni si è fatto quello che altrove non si è fatto. Si è salvata la comunità e ora possono aprire cantieri in centro storico tre anni dopo l’evento, in Friuli dopo quattro. Le cose stanno per volgere al meglio. Per quanto mi riguarda sono il presidente della Regione Abruzzo, garante di tutti gli abruzzesi e anche della ricostruzione dell’Aquila”.
Applausi e qualche accenno di fischi in confusione.
LA RELAZIONE SUL PIANO DI RICOSTRUZIONE: ”DUE NUOVI MANAGER”
Un manager per il centro storico dell’Aquila, un secondo per le 49 frazioni e un concorso internazionale di architettura per le aree pubbliche del cuore della città.
Queste le proposte dei tre saggi che hanno valutato per Barca il piano di ricostruzione del capoluogo nella nota relazione interna di 30 pagine che è stata tema di forti polemiche nella campagna elettorale di maggio.
A illustrarle nel tendone di piazza Duomo è stato l’urbanista Federico Oliva, uno dei tre saggi.
Oliva ha anche avvalorato la tesi storica del Comune sugli interventi diretti, immediati, nelle parti di centro in cui il piano di ricostruzione coincide con il piano regolatore generale.
“Nei casi di difformità ci vorrà una legge regionale urbanistica che fissi i criteri di intervento”, ha precisato.
Da Abruzzoweb

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