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L’Aquila, Asl: 150 precari a rischio


Ma sanno quanti fanno propaganda politica che nel pubblico impiego si accede per concorso? E  coloro che competono per merito anziché per incarico “di amici degli amici” li mandiamo all’estero?
“Nella Asl dell’Aquila, Avezzano, Sulmona sono a rischio 150 posti di lavoro.

 

Contratti a termine, che in base alla legge 122 del 2010 (Brunetta), potrebbero non essere rinnovati. La normativa prevede, infatti, un abbattimento del 50 per cento dei costi per il personale precario. I contratti riguardano tutte le figure professionali: medici, infermieri, ausiliari, tecnici e amministrativi”. A lanciare l’allarme è il Segretario regionale Cisl, Gianfranco Giorgi, che parla di “un provvedimento pesantissimo per l’ospedale dell’Aquila, già gravato da enormi problemi e ancora in fase di ricostruzione”. “La legge Brunetta impone il blocco delle assunzioni e la riduzione della spesa per il personale con contratti a termine”, spiega Giorgi, “se applicata alla lettera, comporterebbe un taglio di 150 posti di lavoro sui 300 contratti precari stipulati dalla Asl e in attesa di rinnovo. Tagli che si vanno ad aggiungere a quelli dettati dal piano di rientro economico, che pesa come una scure sul personale e sulla garanzia di servizi adeguati all’utenza. L’ospedale San Salvatore, in queste condizioni, rischia il collasso”. La Cisl pone l’interrogativo della diminuzione dei servizi e della qualità delle prestazioni: “In una città terremotata, dove ancora molto c’è da fare per ricostruire e ripristinare quanto andato perso, non è accettabile l’applicazione di norme rigide, anche nel comparto sanitario,che prevedono la riduzione di personale”, incalza Giorgi, “dei 300 lavoratori precari della Asl, 150 dovranno andare a casa. Oltre alla perdita di occupazione denunciamo la perdita di importanti servizi, che non potranno più essere garantiti”. La Cisl rivolge un appello alla Regione, in particolare al commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi: “Chiediamo una deroga”, conclude Giorgi, “che consenta di garantire i livelli occupazionali necessari al buon funzionamento dell’ospedale aquilano. Il commissario Chiodi deve intervenire con atti concreti sul nostro territorio, che vive la difficile fase del post-terremoto, fornendo garanzie sulla stabilizzazione dei contratti a termine, sulla riapertura delle graduatorie e sull’espletamento di nuovi concorsi per la copertura delle figure professionali necessarie”.Riflessioni supportate dai dati: la Asl dell’Aquila non assume personale di ruolo da 10 anni. La media anagrafica degli assunti è di 54 anni, mentre molti dei lavoratori precari operano all’interno dell’azienda sanitaria da oltre un decennio.

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