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L’Aquila. Apindustria: “La Regione sta svilendo come mai prima d’ora il ruolo del Capoluogo”

“Le dichiarazioni che il Presidente D’Alfonso ha diffuso ieri circa la sua “grande attenzione” per L’Aquila sono, come al suo solito, condite di un perfetto italiano ed uso di neologismi sensazionali, certamente degni di nota, ma di fatti concreti o di un minimo collegamento con la realtà manco a parlarne.” lo afferma Massimiliano Mari Fiamma, segretario di Apindustria.

“Dopo l’assurda scelta della riorganizzazione dell’ARAP da noi denunciata ormai dieci giorni fa, la fotografia di una pletora di assessorati (quelli utili) ubicati a Pescara come se ciò fosse inevitabile e la decisione che tarda sulla ASL regionale si aggiunge oggi anche l’assurdità, normativa e di prassi, della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio che, nonostante il più grande cantiere d’Europa con tutto ciò che questo comporta, verrà ubicata a Chieti, unico caso in Italia di asssenza dell’Ente nel capoluogo di regione.

Alla luce di ciò come può Luciano D’Alfonso insistere, come se parlasse a dei perfetti automi privi di capacità senzienti, sul “ruolo centrale” dell’Aquila nella Regione? Allora analizziamo.

Nella sua nota si asserisce che il Masterplan, sempre citato ma mai condiviso, prevede il collegamento ferroviario L’Aquila-Pescara; la verità è che si “lucidano un po’ i binari” del vecchio percorso della “littorina” che collegano da oltre 60 anni il Capoluogo di Regione (?) alla Valle Peligna mentre vengono stanziati fondi per il potenziamento – vero! – tra Pescara e Roma.

E ancora, il “centro di eccellenza Abruzzo Regione della Vista” è costruito su una realtà già esistente sviluppatasi solo grazie alle eccellenze locali sorte nell’ambito dell’Ospedale San Salvatore e non è certo il frutto di una politica di interesse di questa amministrazione.

Il recupero dell’ex area di Collemaggio è una operazione immobiliare redditizia che prevede anche dei contributi statali importanti a sostegno della ristrutturazione e diverrà patrimonio dell’Ente Regione che, però, non ricambierà il favore con spostamenti di ulteriori uffici regionali non già presenti nel territorio.

Le argomentazioni sulla statale L’Aquila – Pescara e la variante sud poi sono addirittura comiche; i tempi di percorrenza dall’inaugurazione di quella che solo la fantasia di un politico può definire strada a percorrenza veloce (con le rotonde?) sono saliti in media di una ventina di minuti a tratta e adesso ci si vanta anche di finanziare una specie di gimkana tra paesini, utile solo per non urtare gli interessi di alcuni Sindaci locali, che renderà il capoluogo sempre più irraggiungibile e meno strategico, mentre il solo sottopassaggio a Bazzano ha richiesto 4 anni di lavoro e 5 cambi di ditte.

Sul ponte della Mausonia poi sarebbe meglio tacere perché la sua irrealizzabilità, inutilità e prevedibile aumento di costi da un progetto che definire approssimativo è un complimento parlano già da sole.

La pista ciclabile della Valle Aterno invece, potrebbe effettivamente ridurre i tempi di percorrenza tra le due Città ma solo se si decide di viaggiare a pedali, bel regalo per lo sviluppo economico, non c’è che dire!

Viste le iniziative che la Regione Abruzzo intende per “grande attenzione” vorrei pregare il Governatore D’Alfonso di distrarsi e non fare più nulla per L’Aquila, lasciando al territorio la gestione di una simile mole di fondi per realizzare opere davvero necessarie al rilancio della figura del Capoluogo e del suo ruolo che, indiscutibilmente, questa amministrazione sta svilendo come mai prima d’ora.”

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