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L’Aquila, Apindustria: 12 mld per terremoto Emilia. Finiti i soldi per l’Abruzzo?

Nessun rifinanziamento da parte della Cassa depositi e Prestiti per i territori colpiti dal terremoto del 6 aprile? Pare proprio di sì. E’ quanto evidenzia il segretario generale di Apindustria Massimiliano Mari Fiamma, in una nota diffusa quest’oggi.
“Dopo l’assurda procedura innescata dalla circolare INPS n. 116 per la restituzione del 60% abbattuto un’altra mossa incomprensibile sembra proporsi all’attenzione dei territori abruzzesi colpiti dal sisma e, ultimamente, sottoposti ad un trattamento di dubbia natura e di difficile interpretazione.
Nella seduta del Consiglio di Amministrazione della Cassa Depositi e Prestiti del 24 ottobre scorso, infatti, risultano stanziati 2 plafond per complessivi 12 miliardi a favore dei territori dell’Emilia Romagna, Veneto e Lombardia colpiti dal sisma del maggio scorso.”
“ Tutto ciò” prosegue Apindustria, “mentre la stessa CDP (Cassa Depositi e Prestiti) ha annunciato di aver esaurito il plafond previsto per l’Abruzzo lasciando appesi centinaia di pagamenti di lavori già effettuati e bloccando di fatto l’unica risorsa che ha fin’ora previsto risorse in tempi accettabili alle imprese.
Il meccanismo, sicuramente perfettibile soprattutto nell’aspetto degli eccessivi vantaggi che propone alle banche ed agli istituti di credito, è quello, per intenderci, che provvede al cosiddetto “finanziamento agevolato” per la ricostruzione che, notizia di pochi giorni fa, è ormai sprovvisto di risorse.
Nel comunicato stampa del CDP (http://www.cassaddpp.it/static/upload/com/comunicato-n.-68-del-24-10-2012_plafond-terremoto.pdf ) che annuncia quanto su esposto, si legge anche “replica il meccanismo dell’analogo strumento di CDP dedicato alla ricostruzione in Abruzzo e appena esaurito” lasciando così intendere che l’azione dell’Ente in favore della ns. regione si intende ormai conclusa (nessun rifinanziamento dunque?).”
“Questo timore, se confermato, sarebbe davvero la pietra tombale sulla ricostruzione e getterebbe nella disperazione e nell’inevitabile conseguenza del fallimento diverse aziende già provate da questo interminabile periodo di ritardo dei pagamenti.
Chiediamo che il problema venga trattato immediatamente da tutti gli attori del territorio, politici, economici ed istituzionali, prima che diventi un ennesimo caso irreversibile.”

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