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L’Aquila. Ance: a rischio la credibilità di tutto il processo di ricostruzione

Centinaia di certificazioni falsificate, 150 subappaltatori raggirati e il tutto si svolge nel silenzio e nella rassegnazione dei vessati, i quali, invece di rivolgersi alle autorità preposte, di far valere i propri diritti in termini di legge, di segnalare quantomeno il fenomeno al front-office della ricostruzione per bloccare il pagamento dei SAL irregolari, si rivolgono, in forma anonima, ad un organo di stampa tramite il quale la notizia giunge sul tavolo del primo cittadino.

Quest’ultimo si rimette alla sacrosanta azione della procura agitando, senza verifiche preliminari, ancora una volta lo spettro del malaffare e di un territorio votato alla furberia di basso cabotaggio, quando non alla conclamata truffa. Fa una casistica enorme 150 subappaltatori e il Sindaco, per di più, lo moltiplicherebbe verosimilmente per tre o per quattro.

Come associazione di categoria, che tutela la legalità e la correttezza del libero mercato e che mai si è sottratta ai richiami alla collaborazione del Sindaco e ai numerosi tavoli istituzionali ad essi dedicati, rabbrividiamo di fronte ad un segnale che, se venisse confermato, metterebbe in seria difficoltà la credibilità di tutto il processo della ricostruzione, fatto anche di tecnici, progettisti, amministratori di condominio, impiegati pubblici, direttori dei lavori eccetera.

Nondimeno ci preoccupa che anche uno solo di questi anonimi segnalatori non sia pagato per il lavoro prestato.

Sollecitiamo vivamente gli interessati a non tollerare soprusi e ricatti e a rivolgersi alle associazioni di categoria di riferimento e nei casi estremi alla procura, come suggerito dal Sindaco Cialente, per far valere i propri diritti con i mezzi di cui la legge già ci dota. Basta una segnalazione al Comune dell’Aquila, infatti, per bloccare un pagamento non dovuto. Inoltre, mentre la certificazione vale per i fornitori, per i subappaltatori è il Comune stesso a richiedere il DURC prima di erogare il dovuto.

Le regole ci sono e sono stringenti, non è moltiplicandole che si inibisce chi le aggira ma attivando gli strumenti di controllo già esistenti. Eppure, ad ogni nuovo fatto di cronaca torna il refrain del rafforzamento delle norme. Temiamo che questo possa concretizzarsi in vuote formule che, più che sortire effetti apprezzabili, appesantiscano una già pachidermica burocrazia.

Restiamo convinti che enfatizzare oltre il realistico gli allarmi sia autolesionista per questa comunità alle prese con una delicatissima prova di efficienza, fatta anche di immagine e reputazione nei confronti del Paese e già fortemente attenzionata dal Governo, che deve decidere di quali e quante risorse dotarci.

Le imprese scorrette vanno chirurgicamente individuate ed escluse da ogni appalto e affidamento senza allarmismi vaghi e generalizzati, nell’interesse dei cittadini e della categoria, fatta di operatori virtuosi a centinaia. E queste centinaia sì che sono realistiche e certificate.

Gianni Frattale

Presidente ANCE L’Aquila

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