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L’Aquila. Anas via, sede va a Bari: scatta la mobilitazione

“È quantomeno singolare che al culmine di uno dei periodi più infausti della regione Abruzzo, colpita contemporaneamente dalle calamità del sisma, della neve e dello spopolamento conseguente all’effetto panico scaturito da comunicazioni allarmistiche e irresponsabili di organismi dello Stato, l’Anas decida di abbandonare questa regione senza porsi un minimo problema di opportunità politica e conseguentemente sociale ed economica di tale scelta’. Così il presidente dell’Ance L’Aquila, Ettore Barattelli, nel commentare la vicenda “della smobilitazione programmata della sede Anas aquilana in cui resterà un solo dirigente che avrà autonomia di spesa fino a 20 mila euro”, a seguito della riorganizzazione dei compartimenti. Dal 9 gennaio 2017 Abruzzo, Molise e Puglia sono stati accorpati collocando la sede del nuovo coordinamento a Bari. “Temiamo che – continua Barattelli – questo sia l’inizio di un graduale abbandono della sede dell’Aquila. La manutenzione della rete stradale è strategica per un territorio a rischio e sono stati proprio gli ultimi eventi a ricordarcelo. Non giova, a questo scopo, allontanare i centri decisionali da uno dei luoghi più problematici d’Italia. Una considerazione che avrebbe dovuto avere un peso sulla scelta delle sedi di coordinamento. Così come avrebbe dovuto influire la qualità edilizia della sede ANAS aquilana, ricostruita di recente, grazie ad un finanziamento di 15 milioni di euro, seguendo i crismi delle migliori tecnologie in fatto di antisismica ed energetica”. Per il presidente dei Costruttori aquilani, “non è accettabile che questa fuga dal cratere avvenga dopo aver ascoltato fiduciosi, nei mesi precedenti, le rassicurazioni di importanti esponenti del Governo come il Ministro Del Rio, il premier Renzi ed oggi Gentiloni, di credere nella scommessa del rilancio economico dei nostri territori”. “Mantenere qui sedi istituzionali importanti è il primo passo verso l’attesa valorizzazione. Sollecitiamo gli esponenti politici a tutti i livelli di impegnarsi a far recedere Anas da una decisione che, per le circostanze, può apparire cinica oltre che dannosa”.

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