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L’Aquila, allarme ricostruzione: c’è solo un decimo dei fondi previsti

Nuovo dramma nella ricostruzione dell’Aquila, proprio a pochi giorni dall’anniversario del terremoto che quattro anni fa ha distrutto centri storici e periferie.

Solo un decimo dei soldi necessari a partire con la ricostruzione pesante arriverà nelle casse del Comune.

Dei 500 milioni previsti per il 2013 nel crono programma approvato due giorni fa dal Consiglio comunale (che prevede lavori per 613 milioni circa per l’anno in corso), ne verranno erogati al momento soltanto 54.

Un fatto, questo, che ha già messo in allarme numerose imprese impegnate nella ricostruzione, pronte a scendere in piazza per protestare. La scarsità di fondi in arrivo rispetto a quelli previsti, infatti, causerà inevitabilmente la paralisi di numerosissimi interventi fissati nel documento approvato dall’assise comunale: nel 2013, in base al piano, i lavori si concentrano sull’asse centrale (dalla Villa alla Fiontana Luminosa) e le sei aree a breve.

La notizia è stata confermata da alcune fonti interne al Comune. Ad avvalorarla, anche le dichiarazioni rilasciate dal sindaco, Massimo Cialente, che in occasione di una conferenza stampa di due giorni fa, ha parlato di “guerriglia” nel caso in cui non arrivassero i fondi per la ricostruzione: “dobbiamo ricordarci come si preparano le molotov”, ha provocatoriamente aggiunto.

Evidentemente il primo cittadino era già stato informato della riduzione da parte del governo dei finanziamenti che sarebbero dovuti essere erogati come prima tranche per l’anno in corso.

Il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, ieri ha risposto alle dichiarazioni del sindaco definendole  “l’ultimo atto del suo fallimento”. 

L’incapacità di Cialente e Barca di ottenere risorse finanziarie adeguate a valere sulla Cassa Depositi e Prestiti – ha aggiunto De Matteis – testimonia un ulteriore fallimento cui si aggiunge una disponibilità finanziaria a valere sui fondi Cipe, che spacciata da Barca come soluzione dei problemi, ogni giorno di più appare come una gran bella fregatura”.

Sempre in relazione alla certezza di fondi, il consigliere comunale Angelo Mancini si è chiesto “se il sindaco, come ha dichiarato più volte, non è certo di avere i soldi necessari, che senso ha questo cronoprogramma?”.

Con soli 54 milioni, è evidente che l’obiettivo di riconsegnare la città agli aquilani nell’arco di 5 anni si allontana sempre di più.  

Elisa Marulli per www.abruzzoweb.it

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