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L’Aquila. Adunata alpini: un trionfo per la città e la sua economia. Federalberghi: “pronti per nuovi grandi eventi”

“L’Adunata degli Alpini si è appena conclusa e ancora non vengono tirate le somme sul ritorno economico che ha avuto l’evento.
Di una cosa siamo certi: un  enorme ringraziamento va a Carlo Frutti che con la sua perseveranza e con il suo credo sulla buona riuscita dell’evento si è battuto per portare la manifestazione all’Aquila, un particolare ringraziamento va a tutta l’organizzazione nazionale per  il loro arduo compito organizzativo ed un ulteriore ringraziamento particolarissimo va al nostro Sindaco e  a tutta la struttura comunale per l’ottima organizzazione e funzionalità dei servizi.” E’ Mara Quaianni, presidente di Federalberghi , a fare un primo bilancio dell’Adunata appena conclusasi nel capoluogo.
“L’Aquila in questi giorni ha cambiato volto, tutte le attività commerciali hanno risposto in maniera impeccabile prodigandosi su vari fronti.
Per la prima volta all’Aquila si sono visti ristoranti che esponevano i loro prezzi con i loro menù, negozi e supermercati aperti fino a tarda notte, vigili urbani costantemente presenti e tutto l’indotto turistico interessato.
Insomma un’aria di festa e di serenità con la convinzione che si possa fare sempre meglio.
Un punto ci fa riflettere: i cartelli dei ristoratori esposti con vari menù turistici  cosa che troviamo solo ed esclusivamente nelle zone turistiche altamente frequentate e allora, se siamo stati capaci di diventare CITTA’ TURISTICA  per tre giorni, perché non continuare su questa strada considerando che è l’unica da poter percorrere per risolvere i problemi economici della Città ?
Dopo questa esperienza pensiamo che L’Aquila sia pronta ad affrontare qualsiasi grosso evento che possa avere un ritorno sulla Città sia di visibilità che economico .
Senza voler fare polemiche in questo momento, chiediamo alla nostre Amministrazioni di creare un tavolo di lavoro permanente dedito alla ricerca di grossi eventi oltre, ovviamente cercare, nei tempi più ristretti possibili di risolvere gli annosi problemi che esistono e che sono ancora irrisolti.”
“GRAZIE ALPINI per tutto quello che avete  fatto per noi durante il terremoto e per tutto ciò che farete ancora per noi aquilani.” conclude Quaianni.
“All’indomani della grande Adunata egli alpini ospitata dalla nostra citta’, ci sentiamo in dovere di rivolgere un sentito ringraziamento a tutti coloro che, nei diversi ruoli, hanno dato il loro contributo per la perfetta riuscita della manifestazione”. Cosi’ in una nota congiunta il sindaco Massimo Cialente e il consigliere delegato per l’Adunata, Giuliano Di Nicola. Un primo ringraziamento – dicono – va a tutte le aquilane e gli aquilani che hanno accolto con calore ed affetto gli alpini, fraternizzando con loro e ringraziandoli con sconfinata riconoscenza per l’aiuto ricevuto nel momento del bisogno. Un pubblico riconoscimento va alla generosita’ di quelle famiglie che hanno ospitato le penne nere, disinteressatamente. L’Aquila e gli aquilani – osservano Cialente e Di Nicola – hanno vinto la loro sfida!. Un sentito ringraziamento va anche all’ANA ed al COA per la fiducia incondizionata che ci hanno accordato, da noi ricambiata con sincera amicizia e profonda stima; al Prefetto della Citta’ dell’Aquila e al Questore; alle Forze dell’Ordine; ai medici e al personale della ASL e a tutti i volontari. Infine, rivolgiamo i nostri sentimenti di profonda gratitudine a tutta la macchina comunale che, nei diversi settori e nei diversi ruoli, ha reso possibile la perfetta riuscita della manifestazione. Senza voler far torto a nessuno e scusandoci per qualche involontaria dimenticanza – si legge ancora nella nota – rivolgiamo la nostra riconoscenza a tutti i settori, sia quelli che sono stati in prima linea (Polizia Municipale, Protezione Civile Comunale, Dirigenti e Funzionari del SUAP, delle Opere Pubbliche e della Ricostruzione, ai preziosi e bravissimi operai del Comune, alle aziende ex municipalizzate ASM, AMA, AFM ) ma anche a tutti gli altri settori che non hanno mai smesso di lavorare, nell’interesse dei cittadini. Quando si fa squadra, quando si crede nelle stesso obiettivo e si va avanti uniti, i risultati sono visibili oltre che lusinghieri. Il successo conseguito deve spingere la politica, ma soprattutto i cittadini a valorizzare il lavoro fatto. La Citta’ – scrivono infine Cialente e Di Nicla – ha dimostrato di essere pronta per i grandi eventi. Cerchiamo, uniti, di restituirle il ruolo che le compete”.

Di seguito, il comunicato stampa conclusivo dell’ANA Italia.
Dieci ore è durata la grande sfilata degli alpini a L’Aquila. Lungo tutti i 2 km e mezzo del percorso gli aquilani hanno risposto con tanti applausi e grande affetto verso le penne nere, in particolare per i volontari della Protezione Civile Ana che ha portato uno striscione con la scritta: “6 aprile 2009 – maggio 2015, siamo ancora tutti qui…”. Erano giunti in più di 8mila nei mesi successivi al terremoto e sono tornati per portare alla popolazione l’affetto e il calore tipico degli alpini. Con loro le penne nere giunte a L’Aquila da tutt’Italia e dai cinque continenti in cui sono presenti le Sezioni Ana. E i cittadini di L’Aquila li hanno accolti con tanti “Viva gli alpini!” e tanti “Grazie!” e le penne nere hanno ricambiato alzando a gran voce “Viva L’Aquila!”.
La sfilata è stata aperta dagli alpini in armi del 9° reggimento e dagli ufficiali delle Truppe Alpine. Quindi sono stati resi gli onori al Labaro dell’Ana che si fregia di 216 medaglie d’oro. I più applauditi sono stati i reduci che hanno sfilato sui mezzi d’epoca.
Dal palco delle autorità hanno applaudito gli alpini il presidente dell’Ana Sebastiano Favero, il sindaco Massimo Cialente, il ministro della Difesa Roberta Pinotti, il Capo di Stato Maggiore della Difesa gen. Claudio Graziano e dell’Esercito, gen. Danilo Errico e il comandante delle Truppe Alpine gen. Federico Bonato.
Il fiume di penne nere ha continuato a scorrere fino a tarda sera quando un applauso più fragoroso è stato tributato agli alpini abruzzesi che hanno portato in sfilata uno striscione di 99 metri, a simboleggiare le 99 chiese della città. Sopra di esso la scritta “Jemo ‘nnanzi” (andiamo avanti), un auspicio per ricostruire la città e ricreare il calore di una comunità, ferita ma non doma.

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