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L’Aquila: a Meeting of minds il direttore generale di Confindustria

Altascuola è il programma formativo, per la prima volta strutturato in forma unitaria ed integrata, che Confindustria rivolge agli imprenditori che rappresentano gli interessi delle imprese all’esterno del sistema. Si propone come laboratorio di leadership attraverso il confronto con i vertici di Confindustria, opinion leader economisti e policy maker e si articola in sei percorsi formativi, ciascuno dei quali dedicato ad un target specifico.

Per il Consiglio Direttivo di Confindustria L’Aquila, Altascuola ha progettato Meeting of Minds, un incontro formativo volto a condividere i valori dell’associazionismo, a maturare una costruttiva consapevolezza del complesso equilibrio tra rappresentanza di interessi e identità associativa, e a delineare gli sviluppi del sistema di rappresentanza. L’evento formativo si è svolto presso Confindustria L’Aquila lo scorso 31 gennaio sugli argomenti: “stato di salute” del Sistema Associativo; confronto sulla performance dell’economia delle imprese e dei territori italiani; condivisione dei valori e dei “basic” fondamentali; casi di successo nel Sistema Associativo circa regole e comportamenti.

Ha coordinato i lavori Costanza Patti, Amministratore Delegato Sistemi Formativi Confindustria.

Giampaolo GALLI

Direttore Generale Confindustria

La crisi attuale fa seguito a quella del 2008. Nel panorama europeo
l’Italia è uno dei paesi che ne stanno subendo di più gli effetti, anche
perché abbiamo un debito pubblico troppo elevato e veniamo da 15 anni di
crescita bassissima . In questa fase l’effetto più sensibile sull’economia
reale è quello della stretta del credito. Le imprese, soprattutto quelle
piccole e medie, hanno un forte problema di liquidità, che è aggravato dai
ritardi nei pagamenti della PA: ormai, i crediti maturati dalle imprese
nei confronti della P.A. hanno superato i 70 miliardi, con attese medie di
180 giorni e punte che, in alcune regioni, toccano i 900 giorni. E’
necessario attuare il prima possibile la direttiva europea sui ritardati
pagamenti e sbloccare una situazione che sta diventando drammatica.
Consideriamo, inoltre, fondamentale il dialogo con le banche; per questo,
ci stiamo confrontando con l’Abi, con l’obiettivo di agevolare
l’erogazione del credito alle imprese e favorire le condizioni per una
moratoria nel pagamento dei debiti. E’ altrettanto importate favorire la
patrimonializzazione delle imprese e le aggregazioni tra le piccole e medie
aziende: da tale punto di vista, sono da apprezzare misure, come l’ACE,
introdotte con la manovra di fine 2011.
L’impegno per il risanamento dei conti pubblici, che il Governo ha avviato
con decisione, è assolutamente fondamentale e prioritario e bisogna
continuare sulla strada del rigore. Ma il rigore da solo non basta. Sono
necessarie misure per la crescita, per dare un nuovo impulso allo sviluppo
dell’economia e per uscire dalla spirale recessiva. Da tempo diciamo che
sono indispensabili riforme strutturali rinviate da troppo tempo:
liberalizzazioni, semplificazione, giustizia, infrastrutture e mercato del
lavoro. Sono stati fatti passi avanti importanti negli ultimi mesi. La
direzione è quella giusta, ma la strada è ancora lunga.
Per quanto riguarda il mercato del lavoro, auspichiamo che il confronto in
atto con i sindacati e il Governo consenta all’Esecutivo di varare misure
che favoriscano la crescita e l’occupazione, anche valorizzando i contratti
di apprendistato e facendo leva sulla flessibilità. Ma i posti di lavoro si
creano solo aumentando la produttività, che è il vero tallone d’Achille
della nostra economia. Occorre ridurre il prelievo fiscale su impresa e
lavoro e spingere nella direzione di una buona flessibilità e di modelli
contrattuali che leghino il salario alla produttività. L’accordo del 28
giugno 2011 con i sindacati va in questa direzione.
Come Confindustria continueremo certamente a dare il nostro costruttivo
contributo all’azione delle Istituzioni e della politica, ma senza
sostituirci ad essa. L’autonomia deve essere infatti il nostro faro e
valore aggiunto. La nostra mission è rappresentare le imprese e offrire
sempre nuovi servizi, all’altezza dei mutamenti degli scenari globali. Per
questo è importante rendere il nostro Sistema sempre più efficiente,
valorizzando le eccellenze e favorendo le aggregazioni tra le diverse
strutture territoriali. Ma non dobbiamo mai essere autoreferenziali e non
dobbiamo dimenticare che l’imprenditore svolge un ruolo sociale importante
nel territorio in cui opera. Essere credibili ad autorevoli è il modo
migliore per avere maggiore peso contrattuale e dare più forza alla nostra
rappresentanza.

Maurizio Marchesini

Past President Unindustria Bologna

Il costo degli investimenti nel nostro Paese è troppo alto. Alcune delle banche che operano in Germania operano anche in Italia: dobbiamo pretendere che lo facciano qui alle medesime condizioni e con le medesime regole. Il costo del denaro deve essere uguale per tutti, diversamente non ricorrono i requisiti del libero mercato.

Confindustria è in grado di incidere sulla politica attraverso concreti programmi di sviluppo, per cui, adesso è giunto il momento di indirizzare il Governo verso misure di ripresa economica: fino ad ora abbiamo visto tasse, va bene come segnale, ma come cittadini stiamo aspettando e come imprenditori vogliamo partecipare alla redazione di un piano di sviluppo.

Abbiamo tre traiettorie: il Paese, le Imprese, Confindustria.

Come Paese dobbiamo essere consapevoli che ci aspettano due anni drammatici e che dobbiamo fare tutti insieme qualcosa di importante; come Imprese dobbiamo rivedere obiettivi e strategie attuando una profonda rimeditazione, coscienti che a soffrire di più saranno proprio le più piccole, ma che una soluzione la troveremo; come Confindustria cercheremo di acquisire maggiore leadership, di essere una guida per tutti, grandi e piccoli: non siamo una lobby né una corporazione, quindi dovremo agire sugli interessi delle imprese, e solo così, conseguentemente, perseguiremo l’interesse del Paese.

Nadio Delai

Presidente Ermeneia Studi & Strategie di Sistema

Fino ad oggi abbiamo vissuto una economia delle persone, dei soggetti. Ora dobbiamo comprendere che non è il singolo imprenditore o il singolo Territorio, Comune eccetera ad essere protagonista, ma “le relazioni”, le partnership e tutto quanto si fa insieme tra Imprese, Istituzioni, Associazioni.

La tecnologia va di corsa, ma la mappa cognitiva dei singoli è rimasta indietro e, quindi, segna il passo impedendo di cavalcare il presente ed il futuro. Ci vuole una mappa in movimento: la curiosità è alla base ma da sola non basta più. Il settore delle costruzioni, per citare uno dei segmenti più in crisi, può conoscere la ripresa solo passando per l’acquisizione di strumenti come il project financing: gli enti non hanno più disponibilità, possono solo cedere un proprio bene in cambio di un’opera pubblica finita. Un sistema che richiama qualcosa di molto conosciuto come il baratto: laddove manca liquidità bisogna essere capace di recuperare, innovandoli, strumenti alternativi, cioè non praticati

Anche per le banche vale la stessa logica e con gli stessi criteri.

Il fatto che a pagare la crisi saranno i ceti medi sembra un dato allarmante ma ne contiene in sé è un altro importante per riorientarsi sul mercato e trasformare una negatività in positività: per esempio i consumi non saranno più di alto o basso livello ma necessariamente “di qualità superiore al low cost”. Ecco che abbiamo scoperto una nuova offerta che arriva dal nuovo mercato.

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