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L’Aquila: 838 nuove imprese ma sfiducia negli investimenti

Sono 838 le aziende che nel 2010 sono sorte nella provincia dell’Aquila, un aumento mai realizzato negli ultimi dieci anni.  

 

Questo il dato più eclatante che emerge dal quadro economico illustrato questa mattina in occasione della nona giornata dell’Economia promossa dalla Camera di Commercio dell’Aquila.
L’analisi a livello territoriale, ha mostrato accanto alle ‘luci’, tra cui una generale crescita indicata da fattori quali l’aumento del Pil pro-capite rispetto all’anno 2009 e un leggero miglioramento della situazione occupazionale, anche quale ‘ombra’, strascico del disastroso evento che ha colpito il territorio due anni fa. Prima fra tutti, secondo il presidente della Camera di Commercio, Lorenzo Santilli, “il dato negativo della carenza di fiducia generale delle imprese che costituisce un freno per un’ulteriore crescita. Le grandi aziende continuano a investire poco”.
Il segretario generale della Camera di Commercio, Francesco Prosperococco, ha sottolineato l’importanza per il futuro di puntare sulle risorse turistiche del territorio, per accrescere i fattori di attrattività e competitività, che in base alle previsioni riportate da Unioncamere, sono destinati per il 2015 a una flessione. “La capacità attrattiva – ha spiegato – è fortemente legata all’identità turistica. Questo significa che bisogna in futuro puntare sulla vocazione turistica montana del nostro territorio. La flessione indicata dalle previsioni è sicuramente una conseguenza del terremoto, però le potenzialità per crescere ci sono”.
Presente all’incontro anche il direttore per l’Abruzzo della Banca d’Italia, Luigi Bettoni,che in base ai dati sul credito ha tracciato un bilancio positivo, nonostante la prudenza dimostrata dalle imprese negli investimenti.“Anche secondo le nostre previsioni non è andata così male – ha affermato – Ci sono vari indici di risalita, anche se a ‘macchia di leopardo’, con alcune imprese di punta. C’è comunque molta cautela da parte delle aziende negli investimenti, soprattutto di quelle più grandi, come di mostra il fatto che è l’aumento del credito alle imprese riguarda solo quelle più piccole”.
Il reddito prodotto dall’economia aquilana nel 2009 (ultimo dato disponibile) è stato, in valore assoluto, pari a 5.714 milioni di euro, il 7,3 per cento in meno dell’anno precedente. Il settore che ha contribuito alla formazione della ricchezza è principalmente il terziario (che pesa complessivamente il 72 per cento del prodotto totale), seguito dall’industria (con peso pari a 18,1 per cento) e dalle costruzioni (7,4 per cento).
L’agricoltura ha determinato il 2,5 per cento del valore aggiunto della provincia dell’Aquila. In crescita anche il Pil pro-capite che nel 2010, secondo le stime dell’istituto Guglielmo Tagliacarne, in provincia dell’Aquila è stato pari a 22.039,23 euro con un aumento del 6,1 per cento rispetto al 2009 e una crescita media tra il 1995 e 2010 del 3,3 per cento. Considerando, inoltre, la graduatoria decrescente di tutte le province italiane in base al Prodotto Interno Lordo per abitante, L’Aquila occupa la 69-esima posizione, due  posizioni più in alto rispetto al 2009.
Nel corso del 2010 si è verificato un leggero miglioramento della situazione occupazionale secondo i dati ISTAT delle Forze di Lavoro. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 7 per cento contro 9,9 per cento del 2009 e in valore assoluto le persone in cerca di occupazione scendono da 12.000 del 2009 a 9.000 del 2010.L’Aquila è risultata l’unica provincia abruzzese a vedere migliorare l’indicatore della disoccupazione che risulta più basso della media regionale (8,8 per cento) e nazionale (8,4 per cento). La componente degli immigrati è ormai un elemento stabile anche nel contesto della provincia dell’Aquila, in cui l’8,9 per cento dei lavoratori è nato fuori i confini nazionali; il loro numero in termini assoluti pari a 10.600 unità è di gran lunga superiore al numero dei lavoratori stranieri presenti nelle province di Chieti e Pescara (5800 e 7500 stranieri) e uguale al numero degli occupati stranieri in provincia di Teramo.
Secondo i dai della Banca d’Italia, gli impieghi per localizzazione della clientela risultano nel 2010 pari a 4314,8 milioni di euro, mentre i depositi sono pari a 3790,5 milioni di euro. I  primi aumentano del 9,8 per cento mentre i depositi aumentano solo del 2 per cento.
In base alle rilevazioni effettuate sull’archivio del Registro delle Imprese tenuto dalla Camera di Commercio, il 2010 si è chiuso con un bilancio positivo dal punto di vista numerico per la provincia dell’Aquila, pur in presenza di difficoltà per alcune tipologie di operatori. L’anno appena trascorso ha fatto registrare, per la provincia dell’Aquila, un aumento di ben 838 aziende, portando le imprese produttive alla fine di dicembre a 36.693 unità con 31.010 imprese, di cui 26.176 attive e 5.683 Unità Locali. Nel periodo considerato, il numero delle imprese di nuova costituzione è stato pari a 2.323 unità contro 1.485 cessazioni (valore al netto delle cancellazioni d’ufficio ai sensi del Dpr 247/2004) determinando un saldo (+838 unità) mai realizzato negli ultimi dieci anni.
Il tasso di crescita delle imprese complessivamente si è rivelato pari a +2,72 per cento, ponendo L’Aquila al primo posto della graduatoria di tutte le province italiane. Il valore medio del tasso di crescita per l’Abruzzo è stato pari a +0,52 per cento e dell’Italia pari a +1,19 per cento.
Nel 2010 nella provincia si registra un andamento positivo delle esportazioni, con un incremento però molto ridimensionato rispetto alla media regionale e nazionale. In particolare l’export per la provincia dell’Aquila, secondo i dati Istat, è risultato pari in valore assoluto (anche se provvisorio) a 724,2 milioni di euro nell’ultimo anno, con un aumento del 3,7 per cento rispetto al 2009.
Fonte: www.abruzzoweb.it

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