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L’Aquila, 4 arrestati tra imprenditori e amministratori pubblici

Amministratori pubblici ed imprenditori del settore del cemento sono i destinatari di quattro ordini di custodia cautelare che i Carabinieri del Noe di Pescara stanno eseguendo stamani, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia dell’Aquila. L’operazione avviene nell’ambito di un’indagine avviata nel gennaio 2010, e tutt’ora in corso, sul recupero e smaltimento delle macerie generate dal sisma dell’aprile 2009 che vede finora indagate 11 persone. Le misure di custodia cautelare, tutte agli arresti domiciliari, sono state disposte dal Gip del Tribunale dell’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, e si stanno eseguendo nel capoluogo regionale e in provincia, insieme con tre sequestri preventivi I destinatari dei provvedimenti sono il sindaco di Magliano dei Marsi, Gianfranco Iacoboni, l’assessore, Angelo Iacomini, e due imprenditori, i fratelli Gianfranco e Sergio Celi, proprietari di alcune cave a Magliano, L’Aquila e Forme di Massa d’Albe. Gli arresti sono stati effettuati all’alba. Le accuse che vengono formulate ai quattro arrestati, tutti a domiciliari, e agli 11 indagati, sono a vario titolo di traffico illecito di rifiuti, la sottrazione di inerti in modo abusivo per avere un vantaggio economico, la frode di tributi allo Stato, false certificazioni e corruzione. Agli arresti domiciliari sono finiti il sindaco di Magliano dè Marsi, Gianfranco Iacoboni, l’assessore Angelo Iacomini, già vice sindaco, sospesi dal prefetto dell’Aquila, Giovanna Iurato e due imprenditori, i fratelli Franco e Sergio Celi, titolari della Celi Calcestruzzi, azienda di Magliano dè Marsi. Il gip del tribunale dell’Aquila su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia ha disposto il sequestro di una cava di 14 ettari nel comune di Magliano dè Marsi e di un’altra nel comune di Massa d’Albe, sei villette a schiera nel comune di Carsoli, parte di un impianto per la produzione di calcestruzzo nella frazione del comune dell’Aquila di Bazzano, il tutto per un valore di circa 10 milioni di euro. Il procuratore capo Alfredo Rossini ha spiegato nel corso della conferenza stampa, che gli imprenditori hanno avuto rapporti corruttivi con gli amministratori del comune di Magliano dè Marsi. In particolare sul sequestro della cava, Rossini ha sottolineato che si tratta di uno dei più importanti d’Italia. In riferimento alle ville, Rossini ha spiegato che dagli atti emerge che le prove sul calcestruzzo sono state falsificate, una dinamica questa che purtroppo avviene spesso. Nel traffico illecito di rifiuti ci potrebbero anche essere le macerie del terremoto dell’Aquila. È stato il Pm, titolare dell’inchiesta, Antonietta Picardi, a chiarire che sotto questo punto di vista sono in corso indagini.

Il prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato, ha dichiarato sospesi di diritto, a termini di legge, Gianfranco Iacoboni e Angelo Iacomini rispettivamente da sindaco e assessore del Comune di Magliano dè Marsi (L’Aquila). Il provevdimento è stato adottato dopo la presa visione della nota dei Carabinieri del Noe di Pescara sull’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei loro confronti nell’ambito di un’inchiesta sul recupero e smaltimento delle macerie generate dal sisma dell’aprile 2009. Il presidente del consiglio comunale facente funzioni è stato incaricato di dare urgente comunicazione del presente atto al Consiglio comunale.

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