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L’Aquila: 55mln per la Prefettura, lavori in estate

 

È stato firmato l’accordo di programma per il recupero del palazzo del Governo al termine della conferenza dei servizi, indetta dal settore Pianificazione del Comune dell’Aquila, alla quale ha partecipato anche la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici dell’Abruzzo,

che farà parte del Consiglio di Vigilanza nell’ambito dello stesso accordo di programma. «L’accordo – ha dichiarato l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano – è stato sottoscritto dal sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, dal presidente della Provincia dell’Aquila Antonio Del Corvo e dal provveditore interregionale alle Opere pubbliche del Lazio, Abruzzo e Sardegna Donato Carlea. La Provincia dell’Aquila, proprietaria dell’immobile, ha intrapreso un approfondito studio storico, filologico, architettonico e urbanistico, finalizzato a un progetto di recupero del complesso storico del palazzo del Governo in piazza della Prefettura, gravemente danneggiato dal sisma 2009. I lavori verranno finanziati con fondi Cipe e il Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche avrà la funzione di soggetto attuatore. Il progetto, approvato il 9 novembre dalla giunta comunale, prevede, in particolare, il restauro, il risanamento conservativo e la ristrutturazione del complesso, l’integrazione edilizia dei complessi esistenti, nonchè la riorganizzazione funzionale delle urbanizzazioni primarie (compresi i percorsi pedonali) e l’innovazione degli spazi destinati alle urbanizzazioni secondarie». «Il recupero del palazzo del Governo – ha proseguito Di Stefano – rappresenta un indiscutibile segnale di ripresa del centro storico e delle sue funzioni pubbliche. L’impostazione progettuale prevede il recupero conservativo, inteso come intervento articolato e differenziato, ed interventi di nuova edificazione con relativa demolizione delle volumetrie esistenti». Per la struttura principale del palazzo è previsto un recupero in prevalenza conservativo. Un intervento di nuova edificazione sarà invece realizzato in sostituzione dell’attuale edificio della Provincia di via Sant’Agostino e avrà una superficie analoga a quella precedente. Sulla medesima via sant’Agostino verrà inoltre realizzato un parcheggio interrato su tre livelli, per un totale di circa 4mila metri quadri, con 140 posti auto. Il costo delle opere ammonta a complessivi 55 milioni 700mila euro. Per quanto riguarda le fonti di finanziamento, 25 milioni 500mila euro sono già a disposizione del Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche, 4 milioni 886mila 675 euro saranno invece disponibili grazie a fondi Por della Provincia dell’Aquila, mentre per la restante somma le risorse sono regolate dal decreto del commissario per la Ricostruzione numero 24 del 24 novembre 2010, che finanzia gli edifici pubblici. I lavori inizieranno entro l’estate 2012 e la loro conclusione è prevista per la fine del 2016.

Intanto arriva da un documento, a firma congiunta degli ingegneri italiani, che punta ancora il dito contro la lunghezza e la farraginosità della ricostruzione.

Gli ingegneri italiani ritengono infatti che siano «troppo lunghi e farraginosi» gli attuali iter degli interventi di ricostruzione post-terremoto, e lanciano le loro proposte per snellire i processi di progettazione, programmazione ed i relativi piani attuativi. In particolare, gli ingegneri denunciano: eccessivo allungamento dei tempi di ricostruzione; ritardo nell’avvio dei lavori di recupero degli edifici danneggiati; farraginosità dei documenti prodotti dalla Struttura Tecnica di Missione (STM), deputata a supervisionare i lavori di riqualificazione dell’Aquila dopo il sisma, troppo aleatori nelle indicazioni per la formazione dei piani urbanistici. Gli ingegneri italiani sono contrari alla soluzione di guidare gli interventi di ricostruzione post-terremoto dell’Aquila attraverso piani di ricostruzione, «inutili per come sono stati concepiti e che innescano burocrazie troppo articolate». Contrarietà anche per «l’eccessiva pianificazione e burocratizzazione delle procedure, e per l’ingerenza delle Università nella fase della pianificazione. In un documento del Centro Nazionale di Studi Urbanistici e del CNI – sottoscritto da tutti gli Ordini provinciali e dalla Federazione degli Ordini dell’Abruzzo – i professionisti evidenziano le loro perplessità e avanzano le loro proposte. Si chiedono: maggiore sussidiarietà fra progettazione, programmazione e piani attuativi; coinvolgimento, sin dalla progettazione, di professionalità locali; assicurazione della fattibilità dell’intervento attraverso l’apporto di tecnici esperti; modifica del Capitolato STM per rendere concrete e snelle tutte le prestazioni relative alla formazione dei piani di ricostruzione. Inoltre, gli ingegneri sottolineano anche che ormai »è evidente la necessità di distinguere la situazione dell’Aquila, capitale regionale e città di grande rilevanza storica, rispetto ai piccoli centri rurali, nuclei e case sparse«. »Occorre, dunque, individuare le priorità di intervento« e, come ribadisce il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), »il piano di ricostruzione dovrà farsi carico, accompagnando dove possibile ed in modo tempestivo, con direttive più che con norme, con accordi più che con vincoli, un progetto edilizio complessivo che appare sempre più urgente e su cui concentrare tutte le risorse«.

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