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L’Aquila: 160mila euro di avvocati per inchiesta rifiuti

Biagio Tempesta, sindaco al momento dei fatti.
Costerà alle casse comunali dell’Aquila circa 160 mila euro in parcelle legali la causa che ha visto imputati alcuni ex amministratori della prima Giunta Tempesta, in riferimento alla costruzione di un impianto di smaltimento rifiuti nel nucleo industriale di Pile, struttura mai realizzata.

 

A seguito di un esposto dell’allora deputato dei Ds, Francesco Aloisio, era stato aperto un procedimento in cui al sindaco Biagio Tempesta e ad altri sette componenti dell’esecutivo, Antonello Oliva, Francesco Bonanni, Maurizio Leopardi, Maurizio Michilli, Fabrizio Fiore, Rodolfo Giacco e Nicola Iovenitti, venivano contestati i reati di falso in atto pubblico, di abuso in atti d’ufficio e di turbativa d’asta.
Accuse che si erano dimostrate infondate, di qui il pieno proscioglimento degli imputati perché “il fatto non sussiste” per il falso e “il fatto non costituisce reato” per l’abuso e la turbativa d’asta.
A norma dello statuto municipale, quindi, che prevede che sia l’ente ad accollarsi gli oneri per la difesa in giudizio dei propri amministratori, gli avvocati difensori avevano rimesso al Comune i conti delle proprie spettanze, chiedendo compensi per oltre 450 mila euro.
L’avvocatura comunale, però, ha ridimensionato le pretese degli avvocati Attilio Cecchini, Francesco Carli, Carlo Benedetti, Pierluigi Tosone, Lanfranco Massimi, Luca Bruno, Stefano Rossi e Massimo Carosi, non ritenendole congrue, in particolar modo relativamente al raddoppio delle parcelle poiché, come aveva rilevato il dirigente della struttura Domenico de Nardis, “si dubita sull’oggettiva complessità della vicenda che darebbe titolo alla richiesta in quanto il giudizio si è concluso con l’assoluzione pronunziata dal Gup nella fase preliminare del giudizio”.
Alla fine è stata riconosciuta ad ognuno la somma di 19.526,83 euro, che verrà pagata all’atto della rimodulazione delle parcelle.
Cosa prevede in questi casi lo statuto comunale
Art. 56 – Patrocinio legale e assicurazioni.
1. Il Comune assicura i propri amministratori, il segretario generale, il direttore generale ed i dirigenti contro i rischi conseguenti all’espletamento delle loro funzioni.
2. L’ente, anche a tutela dei propri diritti ed interessi, ove si verifichi l’apertura di un procedimento di responsabilità civile o penale nei confronti di un amministratore o di un suo dipendente per fatti o atti direttamente connessi all’espletamento del servizio e all’adempimento dei compiti d’ufficio, assumerà a proprio carico, a condizione che non sussista conflitto di interessi, ogni onere di difesa sin dall’apertura del procedimento, facendo assistere il dipendente da un legale di comune gradimento.
3. In caso di sentenza di condanna esecutiva per fatti commessi con dolo o colpa grave, l’ente ripeterà dall’amministratore o dal dipendente tutti gli oneri sostenuti per la sua difesa in ogni stato e grado del giudizio. (www.abruzzoweb.it)

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