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L’Aquila, Salone Ricostruzione, Confcommercio-Cioni: il Salone come centro di aggregazione del pensiero

Il successo della prima edizione del Salone è stato grande, perfino al di là delle aspettative. E’ la seconda edizione e già si immagina per la terza un futuro di internazionalizzazione. La sfida è consolidare i risultati, guardare oltre l’orizzonte per ampliare i nostri referenti e soprattutto mantenere sulla città lo sguardo nazionale e internazionale. “Questo è il nostro obiettivo per L’Aquila (e quindi per la regione): proiettarla oltre i confini italiani, farne una PALESTRA internazionale di innovazione tecnologica, ricerca, sperimentazione” dice Celso Cioni, Direttore Regionale Confcommercio.

Oggi è in atto un grande dibattito sulla c.d. “smart city”.

Personalmente sostenevo, già pochi mesi dopo il terremoto, che dopo quello che è accaduto L’Aquila DEVE farsi “testimonial” della sicurezza e vivibilità, insomma della qualità della vita urbana. Quello che è successo qui deve essere un monito per tutti. Dobbiamo portare una sorta di bandiera, il vessillo di una rinnovata attenzione alle tecniche di costruzione, ai materiali e a tutti quegli accorgimenti indispensabili per garantire la sicurezza dei cittadini e alzare la qualità della loro vita. Oggi è importante ripensare in modo eco-sostenibile alla gestione del ciclo dei rifiuti, ai consumi energetici, all’informatizzazione dei servizi… Il futuro è della green economy e noi abbiamo l’opportunità e i mezzi per diventarne protagonisti, facendone il traino della ricostruzione, peraltro, in un territorio, il nostro, che ha la più alta concentrazione di parchi nazionali e regionali d’Europa. Dobbiamo porre la città al centro delle sperimentazioni già in atto su questi temi e soprattutto di quelle che verranno, coinvolgendo l’Università e i centri di eccellenza della ricerca, partendo da quella dell’Aquila e tutte le Abruzzesi e chiedendo loro di dialogare con le imprese e le associazioni di categoria e di partecipare con noi al Salone dedicato alla ricostruzione. Questo evento può diventare un catalizzatore di energie positive e un luogo dove costruire scenari futuri di collaborazione. L’Università deve collaborare con la Camera di Commercio, le associazioni di categoria e tutti, in un progetto di “investimento in fosforo”. Un progetto che chiamerei “l’Accademia del fosforo”, un “elaboratorio”, un luogo virtuale in cui accendere e sperimentare “brainstorming” capaci di immaginare il nostro futuro, anche “oltre” la ricostruzione. Per questo lancio una proposta: apriamo a tutte le università e ai centri di eccellenza del mondo un Concorso per ricostruire una città ricca di storia nel 2000. Facciamo dell’Aquila un modello di sviluppo della città del futuro senza perderne identità e storia, puntiamo tutto su due asset: tradizione e innovazione, e vediamo se riusciamo a (ri)costruire “la più moderna delle città medievali europee”. Una città, l’unica al mondo, pensata e costruita con tecniche e le conoscenze del 2000 su un impianto secolare di straordinario valore storico. La posta in gioco non è solo L’Aquila, ma il futuro del territorio e il benessere dei suoi abitanti. Se ce la faremo la nostra città potrebbe diventare un’avanguardia planetaria ed un unicum senza eguali, insomma abbiamo davanti un’occasione straordinaria che non dobbiamo farci sfuggire.

Come si fa a coinvolgere i cittadini, sempre più delusi e amareggiati, su questi temi? Come si ricostruisce la loro fiducia nella capacità di politici e amministratori di immaginare e realizzare il bene comune?

Con il dialogo. Invitandoli a partecipare anche loro al Salone, che si rivolge anche alla cittadinanza e non solo ai professionisti del settore. Il problema di sfiducia va combattuto, perché si traduce nella tendenza a rinchiudersi nel proprio “backyard” (per dirla all’inglese), nel cortiletto di casa. Che non produce solo deficit di democrazia, ma paralizza il territorio, traducendosi nel “no a prescindere” che gli imprenditori conoscono fin troppo bene. L’unico antidoto è la COMUNICAZIONE. Al Salone ci saranno dibattiti e conferenze. A me piacerebbe che gli organizzatori prevedessero anche una sorta di “Hyde Park corner”, un piccolo palco, una postazione rialzata in un angolo, una pedana riservata a tutti i cittadini ed ai giovani e giovanissimi in particolare ed a chiunque abbia qualcosa da dire e voglia essere ascoltato dai partecipanti, siano essi espositori, produttori, ricercatori… Il meccanismo democratico è semplice: hai un palco, dì la tua, avrai il pubblico che riesci ad attirare o convincere. Si potrebbe prevedere anche la presenza di una camera web, la possibilità di essere trasmessi in streaming. E’ un’occasione per confrontarsi e per misurare le proprie esigenze con quelle degli altri, le proprie convinzioni nello specchio di quelle altrui. Un modo per sfatare qualche idea maligna e promuovere le buone idee. Una specie di “palestra del pensiero condiviso”. C’è una leggenda che cito spesso, è un mito africano. Racconta che la Verità è una stella, caduta sulla terra dal cielo e andata in frantumi nell’impatto. Gli umani si sono avvicinati, incuriositi, e ognuno ne ha portato via un pezzetto. Coi sacchetti, le pentole, gli orci… ognuno ha preso un frammento e se l’è portato a casa. Adesso, per avere un’idea di com’era la stella, o per avvicinarsi ad essa, bisogna che ognuno porti il proprio pezzettino di Verità. Più pezzettini avremo, più frammenti possederemo e più verità vedremo.

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