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Lanciano,ospedale: “condizioni lavoro proibitive”

Nota sindacale CSA-CISAS riguardante la condizione del personale addetto alla semintensiva e stroke unit di Lanciano.
Chieti, lì 24 ottobre 2011

Preg.ma Dott.ssa Giovanna Baraldi, Sub Commissario Sanità della Regione Abruzzo

Preg.mo Dott. Francesco Zavattaro, Direttore Generale della ASL di Lanciano-Vasto-Chieti

Preg.ma Dott.ssa Manuela Loffredo, Direttore del Dip.Affari Gen. e Risorse Umane della ASL

Preg.ma Dott.ssa Silvia Cavalli, Direttore Amministrativo della Asl Lanciano Vasto Chieti

Preg.mo Dott. Luigi Franciotti, Dirigente Serv. Pianif. e Sviluppo Ris. Umane Regione Abruzzo

Agli Organi di Stampa – loro sedi

 

Oggetto: situazione del personale in servizio presso la semintensiva e stroke unit annessa al reparto di neurologia del presidio ospedaliero di Lanciano – Carenza di personale – Richiesta indennità di disagio per gli addetti.

La scrivente Organizzazione Sindacale, con la presente, evidenzia la condizione di disagio professionale del personale in servizio presso la “semintensiva e stroke unit” annessa al reparto di neurologia del Presidio Ospedaliero di Lanciano.
A tal proposito, fa presente quanto segue:

  • la scarsità di personale si evince dal servizio di un solo Infermiere Professionale per turno, coadiuvato da un solo Operatore Socio Sanitario non inquadrato come tale, per sei-otto pazienti monitorizzati e sottoposti a cure semintensive. Si rammenta che gli anzidetti sei posti letto, incrementati su richiesta a otto, sono stati accreditati a livello regionale come stroke unit, punto di eccellenza della ASL dove convergono da tutto il territorio di competenza i pazienti con “percorso ictus” a cui bisogna somministrare, conformemente al protocollo, in caso di ictus cerebrale acuto ischemico, la terapia trombolitica entro le tre ore dall’evento;

  • la mancata erogazione a tutt’oggi dell’indennita’ di disagio spettante agli addetti in servizio presso la suddetta unità.

La nostra Segreteria chiede alle SS.VV. di adottare urgenti misure affinché:

  1. si provveda ad implementare il personale al fine di garantire: maggiore assistenza ai ricoverati; distribuire equamente i carichi di lavoro tra gli addetti al servizio;

  2. si provveda ad erogare la indennità di disagio al personale di che trattasi, con il fine precipuo di evitare disparità di trattamento con gli addetti che operano nei servizi di terapia intensiva e stroke unit delle altre ASL della Regione che viceversa ricevono l’emolumento.

In attesa di un Vostro riscontro scritto, ci preme sottolineare che la nostra Organizzazione adotterà sul caso tutte le forme di vigilanza sindacale.

Distinti saluti

Il Segretario Provinciale CISAS

Sig.ra Ginevra Nardone

Il Dirigente Sindacale CISAS

Dott. Massimo Cocciola

Stroke Unit

Presso l’Ospedale “F. Renzetti” di Lanciano è attiva dal 2009 la Stroke Unit (Unità di Terapia Neurovascolare) ossia un reparto semintensivo dedicato alla diagnosi ed alla cura dell’ictus cerebrale in fase acuta. L’Ictus (stroke) è una malattia acuta che deriva dalla occlusione (ictus ischemico) o dalla rottura (ictus emorragico) di un’arteria cerebrale. E’ possibile che i sintomi regrediscano o che residui una invalidità di grado variabile; ma c’è anche, nelle prime ore, un discreto indice di mortalità che dipende dal tipo di lesione, dalla sua estensione e localizzazione. L’Ictus è infatti la seconda causa di morte nel mondo occidentale, e la prima causa di disabilità nell’adulto. 
L’Unione Europea nel 2002 si è dato l’obiettivo che entro il 2010 tutte le persone colpite da ictus venissero  ricoverate in strutture dedicate a questo tipo di patologia (denominate dalla U.E “Stroke Unit”).
In questo reparto c’è un gruppo di medici ed infermieri specializzati nel trattamento dell’ictus acuto, perché è proprio nelle prime fasi che è possibile trarre beneficio dal ricovero in una struttura di tipo semi intensivo. Il suddetto centro pratica la TROMBOLISI nell’ictus ischemico acuto entro 3 ore dalla sua insorgenza: nei casi in cui un’arteria cerebrale sia chiusa, viene usata una procedura farmacologica che “scioglie” il trombo e “riapre” il vaso, determinando in molti casi una totale scomparsa dei sintomi, i più anche gravi quali la paralisi o la perdita del linguaggio.
In tutti i casi più severi i malati sono monitorizzati: vengono cioè continuamente controllati in alcuni parametri fondamentali (Pressione, Elettrocardiogramma, Temperatura, Respirazione, Ossigenazione)  da un infermiere professionale attraverso monitor collegati ad una centralina.
La degenza in questo reparto è abitualmente non maggiore di 6-8 giorni. Superata la fase acuta e subacuta, il paziente può essere avviato a casa o presso altra struttura, per proseguire il programma riabilitativo. In questo modo si é in grado di prestare le cure nella fase acuta al maggior numero possibile di persone.

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