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Lanciano, usura: interessi fino al 320%, due arresti

 

Con l’accusa di usura ed associazione a delinquere finalizzata alla tuffa, il gip di Lanciano Massimo Canosa ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere nei confronti di Felice Di Fazio, 52 anni, di Frisa (Chieti), e Alfredo Toro, 28 anni, di S. Vito(Chieti).

Il provvedimento è stato richiesto dal pm Rosaria Vecchi che ha coordinato l’indagine portata a vanti dalla scorsa primavera dal Commissariato, diretta dal dirigente Katia Basilico. Per la vicenda sono indagate a piede libero altre 13 persone, tra cui due vittime. In base alle accuse, i due arrestati hanno usurato 3 persone a cui hanno importo tassi d’ interessi del 10 % mensili fino al 320 % su base annua. Dal fronte usuraio, per difficoltà economiche di alcune aziende, è poi emersa l’attività di truffa, finora quantificata sui 350 mila euro, nei confronti di una decina di imprese del lancianese ed una di Cervia, in Romagna. A seguito dell’illecita attività gli arrestati acquistavano merce varia, dal settore edile a quello elettrico, carburanti ed altro e pagavano le prime forniture di basso importo, poi nelle successive commesse erano insolvibili. Una parte di merce è stata sequestra a Casoli (Chieti), in località Cipollaro che ha dato il nome dall’inchiesta, è stata riconsegnata ai legittimi proprietari. Al centro dell’azione truffaldina una società di trasporti di Fara S. Martino (Chieti), con ottime credenziali di solvibilità. Il titolare dell’azienda, poi divenuto prestanome di un’altra società di trasporti voluta dagli indagati per commettere le truffe, è a sua volta vittima e indagato. «Un sodalizio criminale che si spostava dove c’ era necessità per via di aziende in crisi», ha detto il pm Vecchi in conferenza stampa. Andando avanti l’accertamento di altri casi di usura, il procuratore Francesco Menditto invita «le altre vittime a denunciare i casi per venirne fuori».

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