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Lanciano: si rafforza il no alla chiusura del tribunale

Ha fatto tappa anche a Lanciano il “tour” del Consiglio nazionale forense per dire no alla soppressione di 37 tribunali sub-provinciali, tra i quali rientrerebbe appunto anche quello del capoluogo frentano.
Ieri, presso la sala degli avvocati del Tribunale di Lanciano, è stato illustrato il servizio commissionato dal Consiglio Nazionale Forense per salvare i piccoli tribunali. Presenti, in un’ideale ‘difesa bipartisan’, il sindaco di Lanciano Mario Pupillo (Pd) e il consigliere comunale Marco Di Domenico (Pdl), qui in doppia veste essendo anche un avvocato. Prima di proporre i tagli in via definitiva, il Cnf ha chiesto al Governo Monti di individuare fabbisogni standard degli uffici, applicare il criterio dei costi standard superando quello della spesa storica e valutare i costi generati dalla riduzione delle circoscrizioni giudiziarie in termini di logistica, trasporti, sedi, impatto ambientale e fasi transitorie. “Abbiamo chiesto al Governo di applicare il sistema della spending review – ha detto Claudia Morelli del Consiglio Nazionale Forense – Invitiamo il Governo ad approcciare questa materia con dati certi applicando, appunto, la spending review, cioè la revisione della spesa”.
E’ stato inoltre stipulato un Protocollo d’intesa tra il Cnf e l’Anci che ha dato vita a un gruppo di lavoro congiunto per la razionalizzazione degli uffici giudiziari, con l’obiettivo di completare il censimento dei costi e dei fabbisogni effettivi della “geografia giudiziaria”. Questo è un punto fondamentale, sia perchè comporta che per i tribunali minori non si debba fare necessariamente riferimento ai vincoli territoriali, sia perchè comunque induce a puntare su un’effettiva tutela dei tribunali che rischiano di morire. Ma andiamo con ordine. Il Consiglio nazionale forense e l’Ordine degli avvocati di Lanciano si chiedono quale sia il rapporto tra costi e benefici derivante dal taglio dei tribunali minori: “La soppressione dei piccoli uffici giudiziari non comporterà un grande risparmio”, ha detto il Presidente del Consiglio dell’ordine di Lanciano, Sandro Sala. Ma non è solo una questione di soldi.
In conferenza stampa è stato anche spiegato che per Lanciano sarebbe paradossalmente preferibile fare riferimento al tribunale di Pescara (raggiungibile in meno di 40 minuti con il trenino Sangritana, che ferma proprio alla stazione di fronte al Palazzo di Giustizia) anzichè a quello di Chieti. Senza contare il discorso parcheggi: il tribunale di Pescara, infatti, dispone di molti posti auto, cosa che invece non è in grado di offrire il suo omologo teatino.

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