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Lanciano, San Marco: Regione intervenga per risanare debito

Antonio Saia (Pdci) e Maurizio Acerbo (Prc) hanno inviato una interpellanza al Presidente della Giunta Regionale Abruzzo e l’Assessore regionale alle Attività Produttive Castiglione sulla situazione della S.Marco di Lanciano (Chieti).

 

La San Marco occupa circa 250 Lavoratori (oltre a coinvolgere altrettanti Lavoratori nell’indotto) e “sta attraversando da circa 2 anni una crisi finanziaria evidenziata da mancanza di liquidità a fronte di una notevole mole di commesse importanti e durature”. Saia e Acerbo chiedono quindi a Chiodi e  Castiglione se “sono a conoscenza della situazione della San Marco e se non ritengono necessario ed assolutamente urgente intervenire per svolgere la necessaria attività di intermediazione tra la società e gli Istituti di credito per esaminare rapidamente il piano di ristrutturazione del debito che essa ha presentato e per creare le condizioni che consentano all’azienda di continuare la propria attività evadendo le numerose  commesse di cui ancora dispone grazie alla fiducia dei numerosi clienti”.
“Questa situazione si è aggravata per il fatto che nel frattempo vi è stato un considerevole aumento dei costi della materie prime e per il fatto che la proprietà della San Marco  ha dovuto far fronte al fallimento di una società con cui aveva un contratto di associazione di impresa (evento che ha pesato per circa 1,5  milioni di euro sul risultato aziendale) Rilevato altresì che per far fronte a questa situazione l’Azienda ha proposto un piano di ristrutturazione del debito che era forte di un portafoglio ordini ancora cospicuo ed in continuo sviluppo, piano che è stato presentato agli Istituti di credito. A tale piano ad oggi hanno risposto positivamente solo due banche la Banca Popolare di Lanciano e Sulmona e la Unicredit, mentre altre non hanno ancora risposto e, tra esse, anche la Banca Nazionale del Lavoro che inizialmente aveva espresso parere favorevole al piano. sottolineato Il fatto che essendo trascorsi ormai 2 anni dalla presentazione del piano, la situazione rischia di aggravarsi e diventare irreversibile determinando gravi conseguenze sull’azienda e sull’occupazione della zona, per cui sarebbe necessario un intervento urgente per ridare credito e liquidità all’impresa”, chiude l’interpellanza.

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