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L’ACCORDO

La Micron acquisisce l’intero settore delle Memorie della Texas Instrumets, che comprende il polo produttivo di Avezzano, gli stabilimenti di Richardson (Texas, USA) e di Singapore, e subentra in partecipazione alle due Joint Ventures con TECH Semiconductor (Singapore) e KTI Semiconductor (Giappone).

La Texas Instruments riceve circa 29 milioni di azioni Micron, diventando il maggiore azionista di minoranza. 

Con questo accordo la Texas Instruments, che negli ultimi anni si sta trasformando in un’azienda operante quasi esclusivamente nel settore dei semiconduttori, avvierà un programma di ristrutturazione della sua organizzazione mondiale e concentrerà le sue risorse sui processori digitali di segnale, in cui ha già la leadership mondiale.  In conseguenza della vendita del settore delle Memorie e del perdurare della debolezza del mercato dei semiconduttori, la TI attuerà un piano di ridimensionamento per razionalizzare le proprie risorse produttive ed incrementare l’efficienza, tramite una riduzione di circa 3.500 posti di lavoro nel mondo e la chiusura di alcuni stabilimenti produttivi negli Stati Uniti ed in Asia.   

La Micron Technology Inc., che ha nelle Memorie DRAM il baricentro strategico della sua attività, accrescerà le opportunità di affermarsi come il maggiore produttore a livello mondiale, in quanto la sua tecnologia d’avanguardia, coniugata con la elevata capacità produttiva e con l’organizzazione internazionale acquisite dalla TI, aumenterà la propria competitività.  

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«Nel breve termine il polo produttivo di Avezzano diventerà parte integrante dell’organizzazione Micron e non solo saranno conservati gli attuali livelli occupazionali ma, addirittura, avremo ulteriori investimenti per l’ammodernamento dei processi produttivi e per l’introduzione e la produzione in volume della memoria da 64Mb». Così Tiberio Indiani -Consigliere Delegato e Responsabile delle Risorse Umane della texas Instruments di Avezzano- rassicura sul futuro dell’azienda marsicana, anzi, visione ancora più rosea, vede nel medio e lungo termine, in dipendenza dall’evoluzione del mercato, un’ulteriore espansione dello stabilimento stesso.  

 

I particolari dell’accordo sono già definiti?

L’accordo è stato già stipulato nella sua formulazione definitiva: resta soltanto da ratificarne la formalizzazione, subordinata all’ottenimento delle dovute autorizzazioni da parte delle competenti autorità statunitensi ed europee. E non si prevedono problemi in relazione alle leggi che regolano l’antitrust nelle acquisizioni societarie. 

Riguardo ai posti di lavoro si parla di tagli per 3.500 unità: sono dati reali? 

Nel comunicato stampa la Texas ha annunciato, parallelamente alla cessione del settore mondiale delle Memorie, una riduzione di personale di 3.500 unità, comprese le circa 600 unità dello stabilimento di Richardson, in Texas, dove la Micron ha acquisito lo stabilimento ed i macchinari, ma non ha voluto assorbire il personale. Queste unità si sono dunque aggiunte ai 2.900 posti che la TI già contava di dover eliminare entro l’anno in corso, soprattutto negli Stati Uniti. 

Ad Avezzano invece non si perderanno posti perché l’acquisizione dello stabilimento da parte della Micron comprende anche l’assorbimento delle maestranze già impiegate. 

È plausibile che questa acquisizione rientri in un progetto della Micron per un futuro sradicamento dello stabilimento da Avezzano all’estero? 

La tipologia di queste acquisizioni e la scelta degli stabilimenti non è guidata dal costo del lavoro, fattore causa della fuga delle aziende dall’Italia all’estero, che comunque pure per noi ha il suo peso. In questo settore il costo del lavoro non è il criterio guida per la localizzazione della produzione. Lavoriamo in un campo in cui l’elemento fondamentale è l’intelletto, la conoscenza specifica, la preparazione del singolo operatore, sia esso ingegnere che tecnico. Sia Texas che Micron sanno bene, per esperienza diretta, che “le menti e le braccia” di questa azienda sono qui: avere in casa i tecnici preparati adeguatamente è una scelta obbligata. Quanti sarebbero disposti a seguire l’azienda all’estero? E quanti all’estero sarebbero in grado di sostituirsi ai nostri operatori? Sarebbero veramente troppi, e a costo troppo caro, i problemi cui far fronte. La competenza per la messa a punto dei processi produttivi e per l’identificazione delle soluzioni tecnologiche è la carta vincente del polo avezzanese.

È stata ipotizzata la cassa integrazione da oggi fino ad ottobre per il personale dello stabilimento di Avezzano. È un rischio concreto?   

Sull’argomento vorrei fare chiarezza una volta per tutte. L’ipotesi della cassa integrazione è stata avanzata in considerazione del fatto che si stava abbassando eccessivamente il prezzo di vendita dei prodotti rispetto ai costi di produzione e quindi si pensava di limitare le perdite per i costi variabili in attesa che l’accordo di cessione diventasse operativo. Attualmente, comunque, fino a quando il rapporto sfavorevole tra costi e profitti può essere mantenuto sotto controllo, la TI non intende ricorrere alla cassa integrazione. 

Un periodo di cassa integrazione per così dire fisiologico, invece, potrebbe essere legato al momento di passaggio tra l’attuale fase di produzione e la nuova. Si potrebbe trattare di un periodo più o meno lungo in relazione alle modalità di cambiamento che verranno avviate: cioè con una sostituzione graduale delle macchine più diluita nel tempo, oppure con una sospensione pressoché totale dell’attività produttiva per gli interventi concentrati di modifica dei processi produttivi.

Si parlerebbe di un vero e proprio periodo transitorio per tornare ad essere più forti. Il fatto è che si è ormai dimenticato perché e con quali intenti è nata la cassa integrazione, quale sia il significato vero, e solo a nominarla si resuscitano fantasmi e spauracchi.  

Previsioni circa il contratto di programma avviato con il Governo per i nuovi investimenti in Abruzzo? 

Come ho già dichiarato diverse volte, l’acquisizione da parte di Micron produrrà effetti positivi anche per lo stabilimento di Avezzano, con ulteriori investimenti e ammodernamenti dei processi produttivi, l’introduzione e produzione in volume della memoria 64Mb e il mantenimento degli attuali livelli occupazionali. Le prospettive a medio e lungo termine certamente dipendono dall’andamento del mercato ma non è azzardato ipotizzare una ulteriore espansione dela nostra unità produttiva.

Del resto la Micron ha già mostrato il suo estremo interesse a verificare con le istituzioni italiane l’esistenza di tutti gli auspicati presupposti atti a consentire l’utilizzo del contratto di programma, già sottoscritto da Texas instruments, per i suoi progetti di consolidamento e di espansione della capacità produttiva del polo tecnologico di Avezzano.

 

 

 

Micron Technology, Inc., fondata nel 1978, con le sue società consociate produce e commercializza memorie dinamiche (DRAM), memorie statiche (SRAM) super veloci, memorie non volatili (Flash), altri componenti a semiconduttore, moduli di memoria, personal computer, componenti per l’identificazione a radiofrequenza (RIC).  Ha stabilimenti negli Stati Uniti, a Boise nell’Idaho ed a Lehi, nello Utah, e succursali in Europa; ha inoltre proprie agenzie per la vendita e l’assistenza tecnica dei prodotti in Europa (Inghilterra e Germania) ed in Asia (soprattutto Taiwan e Giappone). Si situa al terzo posto del mercato mondiale delle memorie con una quota di mercato pari a circa l’8%.  È quotata alla Borsa di New York sotto il simbolo MU.

 

Texas Instruments, Inc., è una compagnia produttrice di semiconduttori ed è leader nella progettazione e nella fornitura di processori digitali in segnale, cioè il motore che guida la digitalizzazione dell’elettronica; le sue attività comprendono anche materiali e controlli, calcolatrici e prodotti per la produttività personale, prodotti per applicazioni video-digitali.  La Compagnia ha la sede principale negli Stati Uniti, a Dallas in Texas, e sedi di produzione e di vendita in 25 paesi nel mondo.  È quotata alla Borsa di New York sotto il simbolo TXN. 

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