Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieL'AquilaLa rendicontazione sociale apre la terza giornata del V Salone della Ricostruzione

La rendicontazione sociale apre la terza giornata del V Salone della Ricostruzione

La rendicontazione sociale è uno dei temi portanti di questo V Salone della Ricostruzione, insieme a quello della rigenerazione urbana. La sessione mattutina della terza giornata della rassegna è stata dedicata alla rendicontazione sociale, intesa come strumento essenziale per riferire all’esterno in maniera credibile, unitaria e forte il valore e la qualità del processo di ricostruzione.

I relatori della rendicontazione sociale

I relatori della rendicontazione sociale

«Tema di fondo di questa edizione del Salone della Ricostruzione ha introdotto Roberto Di Vincenzo, presidente di Carsa e coordinatore della manifestazione è quello del consolidamento e del radicamento del progetto per una ricostruzione di qualità del territorio nel tessuto economico, imprenditoriale e professionale aquilano e abruzzese. Questo Salone, che sta ottenendo un grande successo per le tematiche e gli argomenti proposti, ha esplicitato un concetto: la ricostruzione materiale è partita e i fondi per ricostruire ci sono. Con gli Uffici speciali stiamo dialogando ora per avviare un’azione di rendicontazione sociale, per ragionare su un percorso che vada oltre la ricostruzione materiale. Tranquillizzati sulle prospettive materiali, dobbiamo necessariamente pensare allo sviluppo del territorio e a come valorizzarlo all’esterno. Dallo scorso anno è nato il tavolo dei promotori a cui vogliamo dare sempre più forza nella valorizzazione di questo processo per costruire il progetto di futuro di questa città. Sono momenti straordinari e importanti, sono di riflessione e di questo noi abbiamo bisogno».

Ma cos’è la rendicontazione sociale? A spiegarlo è intervenuta Cristiana Rogate, AD di REFE, strategie di sviluppo responsabile. «Questa tematica riconduce a un approccio culturale in cui la partecipazione ha un ruolo fondamentale. La fiducia è l’elemento centrale, un capitale indispensabile in tempi di modernità per la tenuta delle istituzioni democratiche, per la competitività del sistema paese e per la sua credibilità, per la coesione stessa del tessuto associativo. Citando Locke, gli uomini vivono di fiducia. La responsabilità è il fine, la rendicontazione sociale è il mezzo, ma non può essere solo. Ci vuole infatti un metodo: nuove prassi gestionali, vale a dire obiettivi chiari e verificabili, sistemi di misurazione multidimensionali, nuove forme di rendicontazione e comunicazione efficaci e utili. L’altro aspetto è la responsabilità come capacità di prevedere le conseguenze del proprie agire e i cambiamenti che ne derivano e di modificare i propri comportamenti. Le istituzioni esistono per produrre cambiamenti e su questi si deve rendere conto, non sui risultati. La grande risiede proprio nel fatto che occorre concentrarsi sull’effetto e non sul risultato. Non possiamo essere autoreferenziali ma dobbiamo avviare un dialogo di senso che spieghi all’esterno quello che facciamo. C’è una normativa europea che rende sempre più cogente per le imprese rendere noto l’impatto sui consumatori e gli effetti sociali e ambientali derivanti dalla propria attività economica. L’accountability è la risposta alla scarsa credibilità del sistema paese. La ricostruzione ha elementi strutturali gravissimi: 6 anni passati iniziano a essere tanti nella percezione collettiva. C’è stata una comunicazione iniziale devastante. Oggi assistiamo a un cambio di passo ed è necessario diffonderlo e dimostrarlo: è una strategia vincente. Occorre una visone, obiettivi e effetti attesi. Servono strumenti che spieghino in modo chiaro e comprensibile ai non addetti ai lavori il significato delle scelte e delle azioni».

Ha rotto gli schemi della comunicazione tradizionale Paolo Esposito, responsabile USRC, che dopo una breve interlocuzione con Cristina Rogate alla quale ha mostrato il grande lavoro realizzato dal suo ufficio molto ben documentato sul sito internet dello stesso, ha svolto il suo intervento programmato attraverso un video. Video nel quale, oltre alla rappresentazione plastica e visiva della capacità di coinvolgimento degli attori territoriali, sindaci, tecnici progettisti, che la struttura dell’USRC è stata in grado di mobilitare, emerge anche la capacità fattuale di realizzare interventi in un tempo molto breve.

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email