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La Regione Abruzzo non rende pareri sulla VIA dello Stato

L’ultimo bollettino ufficiale degli idrocarburi, diramato dal Ministero dello sviluppo economico il 30 giugno scorso, parla chiaro: la società “Petroceltic Italia” ha ottenuto due permessi per cercare petrolio nel mare abruzzese.

Come è noto, le Regioni non hanno alcuna competenza al riguardo. Non già perché così sia stabilito in Costituzione (e questo lo si è detto più volte), ma perché così ha voluto nel 2009 una legge dello Stato, entrata in vigore senza che le Regioni battessero ciglio.

Il punto, ora, è, però, un altro. Sebbene, infatti, ogni competenza regionale sia dal 2009 del tutto negata, in capo alle Regioni residuerebbe comunque una qualche possibilità di intervento.

I due permessi di cui si sta parlando, infatti, sono stati preceduti nel 2011 da due decreti, con i quali il Ministero dell’ambiente ha espresso giudizio positivo circa la compatibilità ambientale dei progetti presentati. Se si legge quanto stabilisce il Codice dell’Ambiente del 2006 si scopre che quando la valutazione di impatto ambientale (VIA) ha ad oggetto progetti di competenza dello Stato, che siano comunque di interesse regionale, le Regioni sono chiamate a dare un parere entro 90 giorni dalla presentazione dell’istanza da parte della società petrolifera (art. 25, comma 2, Codice dell’Ambiente).

Ebbene, volendo sorvolare sulla contraddittorietà di una siffatta disciplina (per cui, da un lato, le Regioni non dovrebbero avere alcuna competenza nel rilascio del titolo minerario, mentre, dall’altro, avrebbero una specifica competenza ad esprimersi sulla VIA, che conduce, poi, al rilascio del titolo), preme qui osservare che la Regione Abruzzo ha ritenuto di non utilizzare tale facoltà, che la legge comunque le concedeva: la Regione Abruzzo – così si legge nei due decreti del Ministero dell’ambiente – non ha espresso alcun parere sulla VIA ed anzi non ha trasmesso alcun parere pur essendo stata sollecitata a farlo in data 4 marzo 2010.

Il fatto più sorprendente, in verità, è che la Regione Abruzzo non rende un parere sui progetti sottoposti a VIA da parte dello Stato ormai da tempo: l’ultimo, relativo al Metanodotto Sulmona-Oricola, risale, infatti, al 2008. Dopodiché l’indifferenza più assoluta.

Nessun parere reso, ad esempio, sul Metanodotto Sulmona-Foligno (decreto VIA del 7 marzo 2011, con esito positivo), rispetto al quale sono, invece, pervenuti i pareri delle Regioni Marche ed Umbria; sulla perforazione del pozzo esplorativo “Elsa 2” (decreto VIA del 16 maggio 2011, con esito negativo); sull’elettrodotto “Villanova-Gissi” (decreto VIA del 13 settembre 2011, con esito positivo); sulla centrale termoelettrica di Teramo (decreto VIA del 21 aprile 2011, con esito negativo); sul permesso di ricerca di idrocarburi in mare “d 507 B.R-.EL” (decreto VIA del 13 settembre 2011, con esito positivo); sul permesso di ricerca di idrocarburi in mare “d 505 B.R-.EL” (decreto VIA del 29 marzo 2011, con esito positivo, rispetto al quale il Consiglio regionale abruzzese, nella seduta del 14 giugno 2011, ha dato mandato al Presidente Chiodi di proporre ricorso amministrativo avverso il decreto VIA).

Insomma, un bell’esempio di buona amministrazione. Non c’è che dire.

ENZO DI SALVATORE

 

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