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LA POSIZIONE DI CONFINDUSTRIA

Le elezioni regionali si avvicinano, si tracciano i bilanci sul lavoro ed i risultati concretizzati dalla passata amministrazioni, anche Confindustria Abruzzo intende fornire un contributo propositivo sulle principali tematiche di interesse imprenditoriale per la definizione delle linee di sviluppo prioritarie e degli obiettivi che l’Abruzzo dovrà darsi nella prossima legislatura e intende confermare il suo ruolo attivo nella costruzione di un progetto di sviluppo territoriale. L’imprenditoria regionale, con più di 2000 imprese associate, rappresentative della Grande e della Piccola Impresa e di tutti i settori merceologici (compresi edilizia, terziario avanzato e turismo) per un totale di circa 70.000 addetti, pari al 21% circa del PIL regionale è il motore primario dello sviluppo sociale ed economico. L’obiettivo è quello di far confluire tutte le eccellenze del composito mondo regionale in un unico progetto che possa qualificare la crescita civile, economica, sociale e culturale dell’Abruzzo stesso.

Questi sono i punti principali della posizione assunta da Confindustria:

SUSSIDIARIETÀ’ e “CONCERTAZIONE”: riafferma il principio di sussidiarietà che privilegia le soluzioni e gli accordi raggiunti dalle parti sociali istituzionalmente e rifiuta la “concertazione” quale metodo che trasforma il momento progettuale in vuote procedure , chiedendo la costituzione di un Tavolo permanente Regione-Confindustria e il rinnovo del Protocollo di Intesa Regione-Confindustria Abruzzo, già sottoscritto in data 24 febbraio 1996.

– FEDERALISMO E RUOLO DELLA REGIONE: l’accresciuto ruolo della Regione, esaltato dalla recente riforma in senso federalista, dalle numerose competenze decentrate dalle Leggi Bassanini e della maggiore autonomia, tra cui quella fiscale, impone l’assunzione di nuove responsabilità e comportamenti.

INTERVENTI NEL CONTESTO SOCIO-ECONOMICO: chiede la creazione di un sistema regionale configurabile come regione-città per conformazione, distanze e basso numero di residenti che dovrebbe facilitarne la gestione e la messa in rete; un sistema imprenditoriale di Piccole Imprese, con ampi margini di crescita, che comunque ha saputo reagire e “tenere” nonostante le avverse situazioni ambientali e congiunturali dimostrando notevoli capacità di adattamento e una certa vivacità imprenditoriale; un sistema di imprese del Terziario avanzato in continua espansione e anch’esso con margini significativi di sviluppo; una presenza ormai storica di importanti e grandi realtà industriali di cui andrebbe valorizzata la complementarità rispetto alle PMI in termini di indotto e trasferimento di cultura imprenditoriale; una posizione geografica per certi versi vantaggiosa (cerniera nord-sud, sbocchi commerciali sui Balcani e sul Mediterraneo); la vicinanza a realtà metropolitane (Napoli, Roma) importanti che possono trovare nella regione naturali sbocchi commerciali e/o turistici; un patrimonio storico, naturale ed ambientale veramente notevole per importanza, bellezza e varietà ; un ambiente sociale ed umano estremamente serio e tranquillo con assenza di criminalità organizzata e scarsa conflittualità sociale.

INFRASTRUTTURE E SERVIZI ALLE IMPRESE: la Regione dovrà avviare al più presto un programma selettivo di investimenti e promuovere un significativo coinvolgimento di capitali privati evitando dispersione di risorse nell’ottica di una politica di interventi ambiziosa e capace di incidere sul territorio e sul suo riequilibrio tra zone interne e costiere.

– PIANI DI SETTORE: sui servizi e sulle relative infrastrutture- strategici quali quelli relativi alla fornitura del gas e dell’energia elettrica, al sistema delle reti idriche, delle telecomunicazioni, della gestione rifiuti e dei trasporti; la Regione Abruzzo ancora non si è dotata di Piani di settore regionali (Piano dei Trasporti, Piano energetico, ecc.), volti a regolare e razionalizzare le materie in questione e a programmarne lo sviluppo.

Si rende necessaria una azione tesa all’adeguamento e alla razionalizzazione delle reti materiali e gestionali che dovrà vedere la Regione svolgere un intenso lavoro di programmazione, monitoraggio e razionalizzazione, e di coordinamento e si ribadisce l’importanza di una pianificazione progettuale basata su un efficiente sistema intermodale dei vari sistemi di trasporto

– OCCUPAZIONE E POLITICHE DEL LAVORO: la crescita dei livelli occupazionali deve essere sicuramente l’obiettivo primario della programmazione regionale.

I dati sulla di disoccupazione in Abruzzo, pur non essendo drammatici come quelli di alcune regioni del meridione d’Italia – ma di molto peggiori di quelli delle aree più sviluppate del centro nord-, sono comunque allarmanti,

Per contrastare tale fenomeno ed invertire la tendenza in atto, Confindustria Abruzzo ritiene che l’unica soluzione sia quella di promuovere politiche volte allo sviluppo del tessuto imprenditoriale e, quindi, di nuovi investimenti in grado di produrre vera occupazione. Con particolare riferimento alle politiche attive del lavoro, oltre alle azioni nel campo della formazione professionale che incidono direttamente sui livelli occupazionali. Permettendo la riduzione del costo del lavoro, maggiore flessibilità e libertà in materia di rapporto di lavoro, assunzioni e licenziamenti, ecc.. Inoltre, Confindustria Abruzzo è decisamente contraria a qualsiasi forma di lavoro nero in quanto lesiva dei diritti dei lavoratori e causa di concorrenza sleale tra le imprese.

– FORMAZIONE PROFESSIONALE E SISTEMA EDUCATIVO: il sistema produttivo ha necessità di un sistema formativo adeguato, è proprio nell’impresa stessa, quale portatrice di specifici know-how, che si sviluppano principalmente le nuove conoscenze, competenze e, quindi, le nuove professionalità.

In tal senso deve essere riconosciuta la centralità dell’impresa e della sua organizzazione come portatrici di cultura del lavoro e delle professionalità che deve essere trasmessa ai giovani e adeguata negli adulti.

Per Confindustria Abruzzo il principio della centralità dell’impresa comporta una serie di proposte e considerazioni su cui si dovrebbe caratterizzare il sistema formativo con la pianificazione delle attività formative che deve basarsi sulla domanda e non sull’offerta formativa. Inoltre, che destinatari delle attività di formazione devono poter riguardare anche i titolari e i contitolari delle imprese stesse, e soprattutto delle PMI.

Va anche previsto che le imprese possano gestire direttamente, le proprie attività di formazione, e in particolare quelle di formazione continua, con progetti individuali o in forma consortile e esclusivamente con modalità “a sportello”. Si propone la possibilità di introdurre agevolazioni fiscali strategiche, anche ai fini occupazionali, finalizzate a particolari forme attività formative nelle imprese. Si potrebbero studiare forme di incentivo per attività di formazione-tutoraggio in azienda da parte della fascia dei lavoratori più anziana e professionalizzata, ritardandone l’uscita dal circuito produttivo, a favore di giovani appena inseriti in azienda o da inserire tramite forme flessibili di alternanza.

INCENTIVI ALLE IMPRESE: gli investimenti continuano a rivestire una importanza fondamentale sia per lo sviluppo e la ristrutturazione dell’esistente che per il sostegno di nuove iniziative imprenditoriali, per l’attrazione di nuovi investimenti e, quindi, per l’occupazione.

Il D.Lvo n.°112/98 (L.Bassanini) ha attribuito alle Regioni anche funzioni e compiti di gestione amministrativa sulle leggi di incentivazione all’Industria. E’ è in fase di predisposizione il DPCM che trasferisce alle Regioni, prevedendone la ripartizione, il Fondo Unico per le attività produttive. E’ importante, quindi, una attenta e responsabile gestione delle risorse del Fondo Unico da parte della Regione, con particolare riferimento alla ripartizione delle risorse stesse fra i vari provvedimenti nazionali “regionalizzati” sulla base delle effettive esigenze imprenditoriali e -in considerazione delle diverse entità di aiuto previste a seguito della “zonizzazione” (aree Obiettivo 2, aree 97.3.c, ecc.)- territoriali.

Confindustria Abruzzo individua negli interventi riguardanti la ricerca e l’innovazione tecnologica in azienda (L.n.140/97, L.598/94) e in quelle per l’acquisto di macchinari (L.1329/65, L.391/65, L.266/97), le misure su cui concentrare le risorse.

Complessivamente, pertanto, si rende necessaria la predisposizione di una Legge Quadro regionale sull’industria che razionalizzi gli interventi e le misure da promuovere. Discorso a parte merita la L.488/92 che è stata largamente utilizzata dall’imprenditoria abruzzese che così ha dimostrato, una netta preferenza per i contributi in conto capitale. Si evidenzia, però, che le modifiche in corso, innalzando i limiti minimi di investimento, la legge in questione sarà praticamente inaccessibile per le PMI.

– INNOVAZIONE TECNOLOGICA, RICERCA E QUALITÀ: il tessuto industriale abruzzese (ad esclusione di casi di eccellenza), con le sue caratterizzazioni storiche e strutturali, mostra segnali di arretratezza marcati nei confronti delle aree più sviluppate europee dove sono state attivate e potenziate azioni a sostegno dell’innovazione e della ricerca con notevole impiego di risorse umane e finanziarie. L’Abruzzo è dotato di importanti centri di ricerca e di Università qualificate che purtroppo non si è riusciti finora a far colloquiare sufficientemente e costantemente con il sistema produttivo, innescando, così, un circolo virtuoso ricerca-innovazione-investimenti-sviluppo, con effetti positivi sulla competitività.

Confindustria chiede, nello specifico, la modificazione della gestione del Parco Scientifico e Tecnologico d’Abruzzo e il riorientamento degli indirizzi, funzioni e attività.

Sul versante della certificazione della qualità del prodotto e del processo produttivo, altro fattore determinante ai fini della competitività, la Regione Abruzzo si è recentemente dotata di una Legge (L.R. n..99/99) fortemente promossa e voluta da Confindustria Abruzzo che ne la modifica, attraverso l’aumento dei contributi concessi alle imprese per le singole tipologie previste e, contestualmente, che venga adeguata, prevedendone il raddoppio, la dotazione finanziaria.

INTERNAZIONALIZZAZIONE

CREDITO E FINANZA: negli ultimi tempi anche nella nostra regione si è assistito ad un fenomeno di cosiddetto “razionamento del credito. I bassi tassi di interesse, se da un lato sono ovviamente da valutare in termini positivi, dall’altro tuttavia hanno costretto il sistema bancario ad operare con margini molto bassi. Nonostante la crescente competitività tra gli Istituti di Credito, gli stessi operando a livello generale in modo tale da concedere gli affidamenti alle aziende ritenute “sicure”, così le imprese giovani e le imprese patrimonialmente più deboli incontrano invece difficoltà via crescenti ad accedere al credito.

SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO che va perseguita con convinzione a tutela della salute dei lavoratori e anche come strumento per ammodernare ed adeguare agli standard europei gli impianti e i cicli di lavoro delle imprese meno strutturate. La normativa nazionale che ha applicato le direttive comunitarie ha imposto misure ancora più severe e di difficile applicazione rispetto a quelle previste dalla stessa UE; ciò ha causato e causa, soprattutto per le imprese meno strutturate (PMI e, in particolare quelle del settore edile), difficoltà oggettive di applicazione della normativa in materia di sicurezza.

Confindustria Abruzzo ritiene che i contributi previsti per agevolare le PMI (L.R. n.111/99) siano del tutto insufficienti per attuare la normativa in materia di sicurezza. allo scopo e quindi propone una modifica della legge regionale suddetta al fine di adeguare l’entità dei contributi concessi.

AMBIENTE ED ECOLOGIA

– TURISMO

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